I ruoli si invertono

Capita che i ruoli si invertano, che chi prima sferrava colpi con il pugnale, ora pianga sui propri errori, e su quelle azioni che un tempo erano forti, per loro, per gli sciocchi. Non è tanto una rivincita, quando la lezione l’hanno già imparata, perché in fondo vuole dire una sola cosa: che di sciocchi ve ne sono ancora, che credono nelle menzogne, nelle parole dietro le spalle, che non lasciano la presa del braccio senza aver ottenuto prestigio, denari o carezze forzate. Non provo gioia, non provo sollievo. Provo tristezza, perché penso che forse è un girotondo che potrebbe non finire mai. Uno sconfinato universo di ignoranza, in cui si copia, ma la pagina sbagliata, in cui si ride, ma soltanto degli altri, in cui si discute, ma i problemi sono sempre stampati sulle facce. È come se non esistessero più individui, come se tutto nascesse per la comunità, un immenso matrimonio con il nemico, perché costretti dalle parole lusinghiere, dai sorrisi costruiti a tavolino, dagli accordi segreti che sembrano questioni internazionali. Ma il nostro piccolo, il nostro angolo di mondo in cui siamo costretti a vivere, un poco ci impedisce di riconoscere certe braccia incrociate, nascoste dietro la schiena, nell’ombra, perché vorremmo che le persone cambiassero, che capissero gli errori quasi fossero leggi matematiche, ma non è così. Forse non basta nemmeno caderci, con tutto il peso del corpo e del passato che preme, forse quello che fa la differenza è lo sguardo, la capacità di rendersi conto delle conseguenze, sì, anche in ritardo, anche dopo anni di battaglie senza pace. Ma non ho ancora capito se sia una cosa che si impara. Sono aperta al perdono, verso chi se lo merita. Non chiudo la porta in faccia a nessuno, se scorgo la sincerità tra le righe. Mi fido, magari anche troppo. Ma quando i ruoli si invertono penso a quando in quel ruolo c’ero io, e ci stavo male. Non è mai la soluzione, nemmeno quando la vendetta è involontaria, e accade per caso, come una pioggia in pieno agosto che rovina la vacanza, nasconde il sole, porta con sé il freddo. Paragono i miei traguardi a quel percorso che ancora Lei deve fare, ferma ai miei stessi errori, alle mie stesse paure, alla mia stessa bontà sconfinata che per anni mi ha impedito di dire di no. È una trappola che ha travolto tanti. Perfino gente che non avrei mai immaginato a terra, con le caviglie bloccate da un filo invisibile e spinoso. Non pensavo che dopo di me ci sarebbe caduto qualcun altro. Non pensavo che ci sarebbe caduta Lei. È così che i ruoli si invertono, in silenzio, quando pensi che ormai le cose si siano aggiustate, che le persone abbiano cominciato a crescere, quando tutto sembra apparentemente in equilibrio, ecco che si spezza un altro asse del ponte, e tu lo guardi dal fiume, e scorgi due braccia fragili reggersi tra il ferro. Eri lì, tu, tempo fa. Ero lì, io. Ma si sono invertiti i ruoli, nonostante avessi la certezza che Lei non ci sarebbe cascata mai. È strano quando i ruoli si invertono. È una sensazione che mi fa sentire forte, lontana da quegli inganni su cui ho tanto ragionato, nonostante ancora a volte io dimentichi la lezione, ma guardare gli altri è come guardare il film della mia storia, e non è bello. Mi fa domandare che cosa ci sia di difficile da capire, si tratta solamente di fermarsi un istante, mettersi nei panni di chi non riesce a uscire dalla propria consuetudine, dalle promesse fatte a se stessi quando ancora si credeva in un mondo diverso. Quella persona mi ha detto: “Non mi fido più di nessuno”. E mi rendo conto che da quel passo fermo al centro della strada, sono passata anch’io. È la stessa trama, dipinta sullo sfondo dagli stessi pensieri, e probabilmente da una sola via d’uscita. Quando i ruoli si invertono, quando il male che prima bruciava, ora infiamma in un’altra casa, è strano. Sì, strano, come un libro a rovescio, come scovare un oceano al posto del cielo, e lanciare i sassolini tra le nubi. È come conoscere un mondo all’incontrario. Ma vorrei dire a questa persona che non ne vale la pena, non serve chiudere ogni porta, uscire dai rapporti sociali, stringere al petto tutto ciò che potrebbero portare via. Userò le parole di Isabel Allende: “Tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza che emerge quando la vita ci mette alla prova“. L’ho trovata perfino io. È la forza di dire basta, di capire che non meritiamo di essere oggetti, di procedere sulle ginocchia lungo una strada asfaltata. È una forza che abbiamo tutti, una forza pari alla voglia di vivere, al desiderio di realizzare, di costruire, di vincere. E poi vorrei rivolgermi a quella folla informe e parassitaria, che ancora crede di poter correre controcorrente senza che nessuno si faccia male. Vorrei dire loro una semplice frase: “Se vuoi presenza, sii presente. Se vuoi ascolto, ascolta. Se vuoi fiducia, da fiducia. I sentimenti a senso unico hanno vita breve. Non creano legami ma sterili monologhi“. Non è mia, ma di Marilena Aiello. Semplice, diretta, vera. E forse un giorno qualcuno ascolterà dei saggi innominati, e non ci saranno più ruoli da stravolgere, vendette da cui scappare, folli destini contro cui sbraitare, non ci saranno inganni, pianti sommersi, pugni stretti forte dietro la schiena, forse, un giorno, saremo diversi. Io non smetto di crederci, perché si impara, a forza di sbattere la faccia contro il muro, anche quando la colpa é solamente quella di non saper dire di no.

David Bowie diceva: “È molto importante fare errori. Molto importante. Se non ne avessi fatti, non sarei l’uomo che sono oggi“.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Un micio nel Web ha detto:

    Riflessioni ultrapennesche. Sei la meglio cara Penny ✊✊✊✊😄💪

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie!! 😊😊

      1. Un micio nel Web ha detto:

        💪💪😍

  2. ERO SVEGLIA ha detto:

    Sì come ora che alle mie spalle ho lei e ancora dietro l’altra e MI ringrazio per non aver ceduto ,per essere stata sempre al centro del fuoco incrociato , ma aver imparato a scansare il colpo.
    Terzani scriveva “ la pallottola che ti sfiora non ti uccide”

    1. ehipenny ha detto:

      Bellissima frase, molto vera, ti lascia anzi una cicatrice che nel tempo ti farà ricordare di quelle lezioni imparate :))

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