Secondo sproloquio sulle auto

Mercedes

Oh! Finalmente le belle macchine sportive, quelle lunghe e basse, che per entrarci devi piegare il collo a novanta gradi. Finalmente le macchine forti, non prepotenti ma possenti, non arroganti ma rispettabili. Una di quelle macchine che lasceresti passare anche se provasse ad infilarsi sulla destra, tra il tuo fanale e il marciapiede rialzato. Una specie di auto poliziotta, che puoi canzonare dietro le spalle ma che rimane sempre e comunque in grado di asfaltarti con una sgommata.


Mini

Il mio cucciolo di fuoristrada. La mia piccola e dolce auto da corsa. È sempre stata la seconda auto dei miei sogni, dopo la Fiat 500. Tutto questo per dire quanto fossi di gusti sobri. La mini cooper classica, magari rossa, color Ferrari, di quelle col motore che romba come un toro, per superare i comuni mortali con stile e la musica a palla. Purtroppo tutto ciò non si è mai realizzato, nè suppongo si realizzerà mai: poco male, non sono cose per me. Ma voglio ora fare una preghiera. Una petizione, meglio. Una petizione contro quelle Mini gonfiate con la pompa, delle Mini obese che arrancano con i ruotini, ciccione quasi a tal punto da nascondere la loro casa di provenienza. Non rovinate le Mini. Se in cinque non ci entrano, affari loro, si compreranno un caravan.

Mitsubishi

Dopo la mezz’ora trascorsa a capire come leggere il nome, passiamo all’automobile. Hanno la faccia da bulldog. Imbronciata, rabbiosa, con la bava che fuoriesce dalla bocca. Sono incazzate dentro. Forse perché hanno un nome impronunciabile e non se le fila nessuno, o forse perché qualcuno le ha trasformate in una serie di celle blindate su ruote. “Mitsubishi”. Mi stupisci? Mito sugli sci? Me e tu shit?

Nisan
L’auto presa a noleggio per girare Creta in lungo e in largo. Non c’è che dire, ha fatto il suo dovere. Hanno un po’ quello stile da cattivo ma non del tutto, da malintenzionato che poi ci ripensa e si pente, ecco, da un peccatore che si dirige al confessionale. Hanno lo sguardo dell’attore incapace che deve impersonare il serial killer. Ma c’è un che di simpatico in tutto questo.

Peugeot
Ah, le Peugeot. Me ne sono innamorata. Peugeot 208, auto di scuola guida, arancione schifo che alla luce sembra rosso pomodoro. Mi manca da morire. Hanno una linea così morbida, non sono ciccione ma nemmeno anoressiche, direi più peso forma, e il sedere non è cadente, direi più formoso, ecco, hanno il corpo d’auto che più preferisco. Oltre al punto di vista affettivo, ovvio. Non sono sportive ma nemmeno dei taxi cittadini, le vedo bene in montagna così come al mare, tra le dune del deserto così come nel traffico di Roma centro. E poi quell’arancione schifo, è il mio colore. L’auto che vorrei, sì.

(È arancione, giuro!)

Renault
Il mio secondo cognome. In famiglia abbiamo sempre avuto le auto Renault, prima la Scenic, poi la Megane, ed ora la mia amabile e affezionata Twingo del 2007 che mia zia mi vorrebbe rubare. Perfette sotto tutti i punti di vista. Anche se la Scenic ha avuto i suoi momenti di cedimento, i finestrini che collassano, il motore che non si avvia, ma per un’auto forse è anche normale. La mia Twingo è l’eccezione di tutti i miei sproloqui: le voglio un bene infinito. È il mio macchinino prezioso, e guai a chi la guida come la guido io. Ho qualche critica da muovere a chi ne ha disegnato il posteriore: le natiche sporgenti mi sembrano un tantino volgari, no?

Nota importante: mi dissocio dal nuovo modello di Twingo, sembra una navicella spaziale.

Suzuki

Più sorridenti di tutti gli altri fuoristrada, il loro nome somiglia più a quello di un ristorante cinese, e mi immagino delle auto a forma di lanterna arancione. Ma forse è la mia fantasia che lavora troppo.

Toyota (Yaris)

Partendo da presupposto che, sì, è vero: l’auto inquina. Ma girando per strada noto che mezza popolazione mondiale si è gettata col cranio sull’ibrido, quelle mezze elettriche e mezze a benzina. Le Yaris non sono più quelle di una volta. Adesso sono tutte ibride. Tutte geneticamente modificate. Resta però da dire che le Toyota sono gran macchine, spigolose al punto giusto, con una forma caleidoscopica dai mille angoli, con il muso che pare un esaedro. Bella macchina, peccato il prezzo. Ah, e non dimenticate, che ibrido non si dice mai: HAIBRID, all’inglese.

Volkswagen

Mi viene in mente lo scandalo dei Volkswagenini: smog a iosa, per farla breve. Da allora un po’ mi stanno sui cabbasisi. Per il resto mi sembrano utilitarie comuni, banali, tristi. Manca la scintilla. Mancano i fuochi d’artificio. Con quei colorini classici, quelle forme aerodinamiche palesemente comode, gli interni tradizionali, CHEBARBACHENOIACHENOIACHEBARBA.

Volvo
Dal latino volvere. Più che auto, qui parliamo di autocarri, di treni a tutti gli effetti. Le Volvo che ho sempre visto erano scatoloni tutti uguali: quattro ruotine al centro, una mascella sporgente contenente il motore da un lato, un sedere sproporzionato alias baule dall’altro. Pare che qualcuno l’abbia tirata come un elastico. Perché poi sono anche nane, piatte. Sicuramente fanno poco attrito. Ma piuttosto che una sardina secca, io mi oriento su altre auto, grazie.

Non parlo delle auto di lusso, Ferrari e Lamborghini non sono alla mia portata, nemmeno se vincessi Chi vuol essere milionario. A mala pena posso permettermi di fotografarle quando quando le incontro, ma non faccio nemmeno in tempo ad aprire la fotocamera che il puntino rombante è già arrivato in America, ed io mi ritrovo a inquadrare l’asfalto immacolato.

Basta sproloquiare. Ho già dato prova di ignoranza.

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. denken00 ha detto:

    Sicuramente un’interpretazione personale, mettiamola così 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Mai essere banali 😅

  2. Mio zio ha un Mercedes, assetto troppo basso e zona posteriore claustrofobica. Volkswagen del mio cuore 😍😍

    1. ehipenny ha detto:

      Le macchine claustrofobiche non le sopporto, sulle volkswagen non sono mai salita invece 😀

      1. Ho ereditato una polo, il mio ex aveva una polo, suo padre una golf, la mia commara di battesimo come prima auto acquistò una polo,edoro il Maggiolino, più di così 😍

      2. ehipenny ha detto:

        Beh di sicuro la Polo ti è familiare 😅

      3. Una mia amica(ha una Micra verde troppo pucciosa) mi ha accompagnata alla fermata e abbiamo discusso di macchine letteralmente ‘antisesso’, passami il termine e relativi proprietari. Ne è venuto fuori un discorso assurdo. Tanto il tipo che mi piace viaggia in autobus 😂

      4. ehipenny ha detto:

        Che bello prossima volta partecipo anch’io! 😂 No io non potrei mai viaggiare solo in autobus, mi verrebbe un esaurimento nervoso… piuttosto una macchina antisesso 😂

      5. Siamo due studenti pendolari ahahahah

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