Primo sproloquio sulle auto

Alfa Romeo – Giulietta

Rivisitazione della tragedia di Shakespeare, il quale si starà da anni dibattendo nella tomba per impedire questo sfacelo. La marca sposa il modello, Giulietta sarà sempre solo di Alfa Romeo, il maschio alfa, a dir poco eloquente. Equivale forse a dire Primo Romeo, Capobranco Romeo. Peccato che così non sia. Per alcuni difetti Alfa Romeo ha dovuto richiamare un buon numero di auto, e già qualcuno bisbiglia che sia vicina alla chiusura.

Audi

Quei quattro cerchi che richiamano le Olimpiadi, meno uno. Non so perché, ma le audi da sempre mi incutono timore, hanno quello sguardo da bestia, da leone, ecco, sì, da ghepardo affamato, che fuoriesce dai fanali, e quel mascherone al posto della bocca, che in termini umani non saprei definire, pare una fauce spalancata.

BMW

Mi piace il logo, l’abbinamento tra azzurro e bianco, con quel contorno nero che è un tocco di classe. Ma mi sono sempre interrogata sul suo nome. Una sigla? Un nome in codice? Best Magnata di Wafer? Bella Milf che balla il Walzer? Mah.

Citroën

Un po’ tozze, un po’ sovrappeso. Specie nel muso. O forse palestrate, non saprei. Resta il fatto che m’ispirano l’agilità di un ippopotamo.

Dacia (duster)

Loro tendono al gigante, a quelli che io definisco macchinoni, quelli che secondo il codice della strada si classificano come autoveicoli, ma che io identifico come trattori OGM. Possono permettersi di fare i grossi, di minacciarti di sfondare il bagagliaio, alcune auto hanno addirittura dei rinforzi laterali per zigzagare sicuri nel traffico. Probabilmente sono ispirate ai veicoli degli autoscontri, con i paraurti circolari.

Fiat

E qui si apre un mondo. Penso che almeno la metà delle auto in circolazione sia di marca Fiat, oppure sono io che, forte della mia fortuna, le incrocio una volta e l’altra pure.

Sottocategorie:

  • Fiat 500: lo scatolino dal valore di un diamante, nonché auto di Barbie. Il mio sogno destinato a rimanere irrealizzato, perché necessito di un baule che contenga più di una borsa della spesa, e possibilmente dei sedili posteriori meno claustrofobici.

  • Fiat Panda: pare si riproduca nei parcheggi senza che nessuno lo noti. Non si spiega altrimenti il proliferare di cloni dipinti nelle tinture più fantasiose, viola, giallo pipì, blu con gli specchietti retrovisori giallo pipì, verde palude, verde ortica, verde omogeneizzato…
  • Fiat punto: ne saranno uscite una ventina di versioni, ma sarò io mezza miope, non saprei, ma il sedere mi sembra sempre immutato. Come se tagliassero metà macchina e cambiassero solo il muso. Il sedere ha la stessa forma, la stessa dimensione, sempre più voluminoso di tutto il resto, come se avesse investito sugli squat e sugli affondi ogni mattina.

Ford

Ho in mente la Fiesta di mio nonno, che ho sempre collegato mentalmente alla merendina Ferrero, quindi, ecco, un’auto gustosa. Poi scrivo Ford su Google immagini e mi esce un dinosauro del genere:

Così collego mentalmente mio nonno ad una corsa di monster trucks tra le dune del deserto. C’è da dire che un pregio di tale marca è senza dubbio l’eterogeneità.

Hyundai

Anche loro con la mania del mascherone davanti, tutto nero, come se gli dovessero fare la pulizia dentale. Senza contare che il logo pare più una macchia d’olio sull’asfalto, ma magari porta fortuna. Non posso saperlo.

Jeep

I re indiscussi dei macchinoni, dentro e fuori strada. I tirannosauri della carreggiata. Nati forse per attraversare gli sterrati, oggi hanno lo scopo preciso di intasare le vie urbane, sgasare ai semafori, e illustrare tronchi di legno con fini pubblicitari (dell’auto, non del legno, si intende). Notevoli sono quelle mezze navicelle spaziali che a guardarle mostrano barba e baffi incolti sottoforma di paraurti abnorme e sporgente di metri.

Lancia ipsilon

Per un mese ho sfiorato la possibilità che diventasse la mia prima auto. Sfumata in fretta, anche usata costa come una banca. E anche lei sembra avere intenzione di conquistare il mondo rirpoducendosi in serie. Meno male che non l’ho comprata, probabilmente l’avrei persa nel primo parcheggio sotterraneo, e sarei morta di stenti dopo una settimana trascorsa a distinguerla, al buio, tra le altre centinaia. Infine, diciamocelo, bella è bella, ma quel mascherino triangolare mi ricorda molto il pizzetto sul mento. E io detesto l’uomo col pizzetto sul mento.

La mia ignoranza sulle auto non finisce qui. È una minaccia ufficiale.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Amo le Volkswagen 😍 (magari in un secondo post pensaci) ho una Polo, di mio padre, ma mi piace molto anche il maggiolino. La Giulietta è bella, dai! È anche il nome della mia cagnolina.

    1. ehipenny ha detto:

      C’è già il secondo post, lunedì prossimo è assicurato 😆😆

      1. Brava Penny! Le Audi non sono mai piaciute nemmeno a me. Ho fatto scuola guida su una pandarella bianca, in autostrada si difendeva bene

      2. ehipenny ha detto:

        Ah le panda vanno ovunque 😁

  2. marzia ha detto:

    Qui la tua penna è più che felice..
    MI hai strappato una risata 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Che bello! Mi fa piacere 😊

  3. Un micio nel Web ha detto:

    Voglio gli sproloqui sulle Penny 😆😆😆😆😎😃

    1. ehipenny ha detto:

      Potrebbe essere un’idea ma la Penny è una 😆

      1. Un micio nel Web ha detto:

        Allora gli sproloqui sulla Penny u.u

  4. Kikkakonekka ha detto:

    Anche io capisco poco di automobili.
    Le so dividere solo in due macro-categorie: macchine che mi piacciono, macchine che non mi piacciono.

    1. ehipenny ha detto:

      Esattamente! 😁

  5. loredana ha detto:

    Ho un’Audi A6… Non fa paura per nulla, e coniuga prestazioni a comodità ed estetica, almeno per me. Bayerische Motoren Werke, ossia fabbrica di motori della Baviera. Lancia Y, ma di tanti anni fa, era l’auto della mia mamma, mentre era Ford la prima Auto che ho guidato. Fiat? Come il prezzemolo, le trovi dappertutto e vanno sempre bene 😊

    1. ehipenny ha detto:

      Guarda di fabbriche dei motori non ci capisco un’acca 😂 Le Fiat è vero, sono delle tuttofare super efficienti 😆

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