E’ d’obbligo al compleanno?

28.01.2018

Ho sempre pensato che i compleanni fossero l’apoteosi della sincerità e dell’ipocrisia. Lo so, sembra non significare niente. Ma ieri la mia migliore amica, e la chiamo così per convenzione, ha festeggiato il suo ventesimo compleanno. Un aperitivo semplice, una serata per stare un po’ insieme, per ritrovarsi dopo mesi di esami e di distanze. Ha ricevuto un regalo, quello di cui forse vado più fiera, una cornice di foto ricordo, sette per l’esattezza, che raccontano un poco la nostra forte amicizia. Sono i nostri quattro volti che si alternano, si affiancano, crescono e sorridono, un regalo economico, eppure pieno di affetto, di quel bene che tra amiche sincere non ha senso nemmeno che venga ribadito. In aggiunta, un bracciale che le piaceva, perché i vent’anni si compiono una volta sola, ed è il momento più bello quando guardi gli altri felici, soprattutto grazie a te. Pensavo fosse normale, anche se noi ragazze abbiamo sempre comprato un regalo solo, con i soldi di tutti, pensavo fosse concesso dividersi, realizzare un bel pensiero senza contare solo banconote. Ma due persone mi hanno cercata, senza idee per un regalo, senza il tempo per comprarlo, pur vagando come spiriti tra palestre, feste e bar. Mi hanno cercata il giorno prima, mi hanno implorata di acquistare qualcosa, un oggetto qualsiasi, come se non importasse niente. E’ vero, conta il pensiero. Ma non c’è stato neppure quello. C’è stato il senso di risparmio, di pigrizia, di qualunquismo vuoto. Ci ho pensato io, comprando il loro regalo. L’ho fatto perché non lo concepisco, perché la festeggiata ci ha offerto la cena, e loro sarebbero venute con sorrisi e mani vuote. L’ho fatto perché è mia amica, e la sua festa familiare doveva essere perfetta. E’ vero, quasi mi sono arrabbiata, io che non sopporto i duri scontri con gli altri, io che non reggo il confronto senza poi chiedere scusa, mi sono arrabbiata e gliel’ho fatto notare. Mi hanno insegnato così. Sbaglio? Forse l’errore è stato pretendere, esigere che tutti la pensassero allo stesso modo. La festeggiata lo sapeva fin dall’inizio, ha scartato quel regalo guardando me, cercando l’imbarazzo loro, e forse pur nascondendo una certa dose di delusione, perché entrambe le credevamo diverse. Ha ringraziato me, per i regali. E da allora non c’è più rabbia, anche se non sopporto fingere, anche se i soldi devono ancora tornare indietro del tutto, anche se in quel momento mi sono chiesta cosa sarebbe successo, a novembre, se la mia migliore amica non avesse comprato un grande regalo da parte di tutti, per me. Avrei provato il suo stesso dispiacere, è innegabile. Ma in tutto questo io continuo ad imparare, perché nel gesto di far felice una persona, con l’inganno più innocente e più palese del mondo, ho trasformato le brutte figure in certi strani sorrisi di vergogna per non averci pensato prima, ed ho forse lanciato silenzioso un messaggio, a quel tavolo. Ho capito anche l’amicizia un gradino più a fondo, inventare una storia per scoprire il nome del rossetto, quello bello che voleva ma non aveva mai comprato, e poi uscire, nel freddo, e fino a mezzogiorno studiare quei colori per le labbra da abbinare. Mi avevano chiesto di comprare qualsiasi cosa: mio padre mi ha sempre trasmesso il contrario. Credo che in fondo lo avesse capito, quest’amica, che dietro tutto c’ero io. E questo è valso più di qualsiasi regalo, più di chi mi consigliava di farmi i fatti miei, più della mezza discussione a suon di incomprensioni. Questo, e la bella serata trascorsa, nel più semplice dei modi, abbandonando ogni rancore. E’ stupido essere soltanto dispiaciuta di non aver salutato per davvero quasi nessuno? Una bella serata, sì, ma un compleanno, e probabilmente sono allergica a questi giorni come lo sono anche al mio.

Non ingombratevi la mente di pensieri inutili. A cosa serve rimuginare sul passato, anticipare il futuro? Dimorate nella semplicità del momento presente.

(Dilgo Khyentse Rinpoche)

14 commenti Aggiungi il tuo

  1. AnubiPhantom ha detto:

    non sbagli… purtroppo i compleanni sono piedi di gente svogliata che si prende il merito per un non pensiero…
    sinceramente: a me al mio compleanno mi va bene anche uno scarabocchio, purché dietro ci sia cuore e mente di chi me lo consegna…

    1. ehipenny ha detto:

      Penso la stessa cosa, anche un solo biglietto mi va bene, basta che sia personale… non mi va giù che la gente se la cavi dando in soldi e basta, almeno non verso le amiche più strette 🙂

  2. Paroledipolvereblog ha detto:

    Hai ragione……conta ben altro cara del regalo magari il bene che ci lega al festeggiato

    1. ehipenny ha detto:

      Esattamente! Penso così 😊

  3. Hai pienamente ragione basta il pensiero vero… ma quel pensiero deve essere fatto anche con il cuore se no è solo un “regalo” materiale…

    1. ehipenny ha detto:

      Esatto, e molti regali materiali e inutili, se non c’è il pensiero, vanno persi…

  4. ♥— quando i regali diventano un obbligo…. non sono regali….quando è sacrificio…pensarci …meglio lasciar perdere… io faccio cosi.. o lo faccio con il cuore o niente… buon mese cara—-

    1. ehipenny ha detto:

      Anch’io, anche se a volte sì devo pensarci, ma perché mi fisso e mi impongo di comprare il regalo giusto, dimenticando che conta più il pensiero… 🙂

  5. Erik ha detto:

    Io non so cosa sia giusto e cosa sbagliato, credo che in fondo molto dipenda da come la pensa il festeggiato/a…. so perfettamente però che condivido ogni aspetto del tuo modo di vedere l’amicizia e il regalo x il compleanno di un amico/a cosi come i valori trasmessi da tuo padre…

    1. ehipenny ha detto:

      Certo questo sì, infatti mi sono anche sentita dire che ci potevo passare sopra senza dire niente… siamo fatti tutti diversi, questo è il bello, e abbiamo tutti reazioni diverse 🙂

  6. Kikkakonekka ha detto:

    Quando giravo con la compagnia di amici, avevo dai 20 ai 32 anni, ero sempre imbarazzato al momento dei regali. Se anticipavi tu i soldi, era sempre difficile farseli dare da tutti (eravamo in tantissimi). Poi c’era i dubbi se fare il regalo oppure no ai nuovi della compagnia, alle morose dell’amico, ai morosi dell’amica. DUE PALLE che non ti dico. Benedico il giorno in cui si decise “basta regali” per tutti.

    1. ehipenny ha detto:

      Io ho una compagnia in cui amici di amici o fidanzati/e di amici non rientrano, i regali li facciamo tra di noi del liceo, molto più semplice 😀 Ha sempre funzionato il regalo il comune, perché ci si vedeva a scuola per decidere e mettere i soldi… ora sono cambiate le cose però…

  7. Neda ha detto:

    Per mia fortuna io non ho mai avuto “un gruppo di amici” solo tanti amici unici da godermi uno alla volta. In passato però lo stesso problema che hai avuto tu l’ho avuto con parenti e familiari, quello che qualcuno decideva che per un compleanno, un matrimonio, si dovesse fare un regalo tutti insieme. Io l’ho risolto scegliendo da sola, per tempo, il regalo che io volevo fare e sganciandomi dal resto della comitiva, anche perché, spesso, ho visto che il regalo scelto da chi aveva organizzato il gruppo, non era sempre adatto alla persona, come nel caso di una bicicletta da corsa regalata a una “nonnina” che faceva fatica a stare in piedi da sola.

    1. ehipenny ha detto:

      Hahaha scusa ma la bici da corsa m’ha fatto sorridere, la gente compra davvero a occhi chiusi e cervello spento 😂
      Io ho una compagnia unita, ameno quella del liceo, che é quella con cui sia io che lei festeggiamo da un paio d’anni… ha sempre funzionato il regalo in comune, perché a decidere erano quelle che ci tenevano, compravano il regalo giusto e la bella figura la facevano tutti… ora siamo tutti più lontani, e la cosa ha iniziato a funzionare male…

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