L’esame di matematica generale

Per me sarà una sfida, una specie di scommessa con quel passato che la matematica me l’ha fatta odiare. Per me porta ancora il nome di quel mio vecchio professore, quello che per cinque anni ho dovuto sopportare, sottostando alle sue grida, sentendomi inferiore. Mi ha umiliata, se il verbo umiliare si può accostare ad una tal nobile professione. Così dovrebbe essere. La professoressa di matematica che ho conosciuto qui, all’università di economia, è tutt’altro. Chiara, limpida, un po’ caotica nel suo seguire uno schema preparato a casa, eppure efficiente, distante da noi, ma un professore sul gradino più alto è giusto che guardi con il collo reclinato la sua folla di studenti. E’ un’insegnante che sicuramente non mi porterò nel cuore, perché la passione non l’ho trovata, non così chiara come i teoremi scritti alla lavagna. Eppure sono state le prime lezioni di matematica in cui ho capito. Lo so, sembra strano. Io, diplomata al liceo scientifico, che odio la matematica e nemmeno la capivo. Sono stata costretta a studiarla, a prendere libri e quaderni anche a casa, con la calcolatrice accesa e una matita spuntata a fare calcoli, esercizi, grafici, segni d’infinito. Non è stato così terribile come credevo. E’ stata una matematica diversa, una matematica che in due mesi appena ha recuperato il programma di un anno di superiori. Mi pare di aver capito, e soltanto adesso ne ho la consapevolezza, che forse mio padre aveva davvero ragione: secondo lui sono sempre stata portata per i numeri, e del resto ho attraversato cinque anni maledicendoli ma prendendo un sette in pagella, otto, anche nove. Io mi rifiutavo. Mi rifiutavo di studiare, di calcolare, di scrivere. All’università è stato come scoprire una nuova materia. Ho svolto tutti gli esercizi che la professoressa ci aveva fornito. Tutti, dal primo all’ultimo. Un anno fa, li avrei presi e stracciati in infiniti coriandoli. Ecco, quando dico che mi sento diversa, più matura di allora, forse intendo anche in questo: mi piace quello che studio, mi piace come io abbia la possibilità di studiare nel mio modo, con i miei tempi, i miei ritmi, le mie pause continue tra un argomento e l’altro. Mi ricordo le cose, riesco a fare gli esercizi, e vi giuro che questa è una delle soddisfazioni più grandi. Vorrei quasi correre da quel mio vecchio professore del liceo, e dirgli quanto io abbia studiato per questo esame, ma non credo di volerlo incontrare di nuovo. In fondo ci siamo incrociati, sulle strisce pedonali, con le macchine ferme al rosso da un lato, e nessuno, né io né lui, ha osato incrociare lo sguardo dell’altro.

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Kikkakonekka ha detto:

    Io: liceo scientifico, ottimo voto d’uscita, passione per la matematica, facoltà di statistica, esame di analisi 1.
    Pensavo fosse facile. Almeno per me.
    18 per un pelo, accettato al volo dopo aver notato che era stato bocciato il 90% degli studenti.

    Quindi: non vuol dire ciò che è capitato alle superiori.

    1. AnubiPhantom ha detto:

      mamma mia… spero davvero bene per me!

      1. Kikkakonekka ha detto:

        Dipende da mille fattori. Analisi 1 era il 1° esame di statistica 1° anno, era utile per scremare.

    2. Bricolage ha detto:

      In bocca al lupo!

    3. ehipenny ha detto:

      Certo non vuol dire, con gli anni si va avanti… l’esame di analisi me lo ha raccontato anche mio padre ingegnere, 13 promossi su oltre 200, un’ecatombe 😓 Un’amica che fa astronomia ha preso 9/30 😟

  2. AnubiPhantom ha detto:

    sto preparando l’esame di analisi 1 (parziale per fortuna) e nonostante sia uscita dallo scientifico con 65, sto procedendo abbastanza spedita… poi c’è sempre il grande rischio che all’esame mi venga uno dei miei soliti attacchi di panico (come successo alla mia maturità e a causa del quale consegnai in bianco la seconda prova di matematica)… anche se spero di no,altrimenti a darlo intero sarà tostissima (in ogni caso,mi accontento del 18… sono umile)

    1. ehipenny ha detto:

      L’attacco d’ansia ha preso anche me durante microeconomia… è normale avere qualche problema a gestirlo ai primi esami o a quelli tosti, soprattutto se come la mia prof c’è qualcuno che ad ogni minuto grida il tempo rimasto 😅

  3. NientedispeciAle ha detto:

    Brava, davvero brava. Certo, se avessimo la maturità che abbiamo adesso quando eravamo dietro ai banchi delle superiori, ma non si può. Però mi piace molto questa tua voglia di conoscere. È la stessa che ho trovato in me quando ho rinunciato all’istituto d’arte per un istituto tecnico commerciale. La matematica non mi piaceva quanto la letteratura o l’arte ma è diventata il mio lavoro.
    In bocca al lupo!

    1. ehipenny ha detto:

      Mai fermarsi, ho ragione allora! Io tendo a voler sempre ampliare i miei orizzonti, dopo un po’ i muri mi stanno stretti 😁😐
      Crepi il lupo!

  4. "Perseide" ha detto:

    La matematica… sfida logica… ero brava a scuola ed oggi i calcoli sono il mio mestiere. Niente panico ! Alla fine tutto quadra! Quindi … impegno leggerezza e attenzione.

    1. ehipenny ha detto:

      Eh già, la matematica è quanto di più certo ci sia, é questo che ha di affascinante 😊

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