Dove viviamo? – Parte due

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Lo so, le notizie mi penetrano dentro, e non c’è verso di farmele scivolare addosso. Dal primo di gennaio del 2018 non c’è più un tetto sugli stipendi dei parlamentari: non più 240mila euro all’anno, paga che riceve in ugual misura il Presidente della Repubblica. C’è chi guadagnerà di più. Ma loro, loro che lavoro fanno? Attendo una puntata di Piero Angela che indaghi, anche se forse bisognerebbe convocare Chi l’ha visto direttamente in Aula, per controllare in quanti, la mattina a mezzogiorno, timbrino il cartellino. Vuoi per malattia, un lieve raffreddore, o le ferie, le vacanze alle Maldive in alta stagione, ma cosa ne possiamo sapere noi?, vuoi per tante ragioni, l’Italia finanzia a suon di milioni e miliardi una setta inaccessibile dalla strada. 10mila euro al mese. Suona bene. Profuma di banconote appena stampate. E poi c’è mio padre, il classico italiano medio che tutti associano alla crisi, alle dieci ore di lavoro al giorno, alla pensione a ottant’anni, ai risparmi che si dissolvono dal maialino salvadanaio, alla vita che a volte sembra fare schifo, perché al gratta e vinci non vince nemmeno un euro. Ci sono tanti, troppi italiani con la schiena rotta e i vestiti vecchi, un po’ usurati, che ogni giorno danno l’anima per portare avanti la famiglia, senza nemmeno l’orgoglio per il proprio lavoro, perché non è più un lavoro ma una segregazione rovinosa. Ci sono italiani che hanno lavorato per una vita, hanno combattuto con le unghie e con i denti, per poi ritrovarsi senza alcuna certezza, confusi dalle parole, dalle promesse che chissà se verranno mai mantenute.

Ho poi scoperto che agli insegnanti sono concessi 500 euro di bonus cultura. Li ho avuti anch’io, li ho spesi, fino all’ultimo centesimo, a costo di comprare cose che non sapevo di volere. So cosa vogliono dire 500 euro da spendere. 500 che gli insegnanti possono usare perfino per la tecnologia. Ogni anno. Un portafoglio sempre nuovo. È questo che non capisco, non capisco perché aumentare, sotto falsa identità, lo stipendio degli insegnanti, e perché proprio a loro? Perché non a mio padre, ingegnere, al lavoro dalle sette del mattino alle sette di sera, a volte anche la sera, prima di andare a dormire, o di domenica, il nostro giorno di festa? Perché a lui no? Lui che in estate non ha che due settimane di ferie, ma il telefono non lo spegne mai? So cosa vogliono dire 500 euro. Concerti, libri, film, tablet, musei, mostre d’arte. È la cultura. E la cultura é divenuta per loro più accessibile, per noi un poco più lontana, perché i conti vanno fatti, e nella spesa settimanale spesso non ci entra un tablet nuovo.

Vorrei non ascoltare più il telegiornale.

21 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvia ha detto:

    Hai ragione, ci si avvelena l’anima!

    1. ehipenny ha detto:

      Me ne sono accorta 🤕

  2. "Perseide" ha detto:

    No ma perché lo timbrano il cartellino? Che indecenza!

    1. ehipenny ha detto:

      Forse un cartellino immaginario 😓

  3. ilblogsenzafaccia ha detto:

    Mi sento vicina al tuo senso di impotenza (e un po’ di delusione generale ce la vogliamo mettere?) che ti porta a non avere più speranza nei politici e nel futuro di questo paese (come del mondo intero del resto). Una mia cara amica, è figlia di un parlamentare. Ma lui è una delle poche eccezioni in un mondo fatto di favori e sotterfugi per ottenere il massimo col minimo dello sforzo. Nonostante il lavoro lo portasse a Roma dal lunedì al venerdì, lontano da sua moglie e da sua figlia, lui non si è mai sognato di farsi timbrare il cartellino o di non presentarsi buttando lì qualche stupida scusa. I primi tempi era davvero demoralizzato per la situazione in cui verteva il Parlamento: l’aula praticamente vuota, i soliti 20 personaggi a parare il culo a tutto il resto della banda. Voleva andarsene e rinunciare al suo sogno di lavorare in politica, perché la politica come se l’era sempre immaginata non esisteva. Ma infine ha deciso di non darsi per vinto, a costo di essere l’unico a timbrare il cartellino ogni mattina di ogni santo giorno, a costo di essere l’unico a lavorare mentre gli altri sono in settimana bianca. Tutto questo per dire che nei momenti in cui darei volentieri fuoco a tutta la politica per intero, penso a lui e al fatto che è inutile lamentarsi se poi siamo noi i primi a non fare niente per salvarci da un destino abbastanza nebuloso e triste. In quanto italiani, siamo bravissimi a scendere in piazza e manifestare perché il giocatore X della Juve è stato venduto ad un’altra squadra; per nessun altro motivo vedo la gente arrabbiarsi e lottare fino allo strenuo delle sue forze. La “politica” non fa bene il suo dovere, ma neanche il popolo lo fa. Il difficile è impegnarsi e trovare un punto di incontro. Ci spero ogni giorno, anche quando dico di no.

    1. ehipenny ha detto:

      Bello avere una conferma che nella massa qualcuno si distingue, davvero… purtroppo a volte penso “beh la politica fa schifo? Cambiamola”, magari fosse facile… non so più nemmeno di chi sia la responsabilità maggiore, e se sia una democrazia che meritiamo…

      1. ilblogsenzafaccia ha detto:

        Mi sa che è più semplice rispondere alla domanda:”è nato prima l’uovo o la gallina?”🤣

      2. ehipenny ha detto:

        E mi sa anche a me…

  4. Un micio nel Web ha detto:

    L’insegnante è un ottimo mestiere, so figlio di maestra e di certo 500 euro in più non fanno tutta sta differenza.
    Il punto è che si vive in un sistema (globale) con forti squilibri ma non c’entrano nulla le mansioni; il problema è alla radice dunque si va in discorsi diversi e più ampi. Un insegnante ha la vita sacrificata tanto quanto un ingegnere e te lo dice chi lavora in un settore molto difficile, che è la ristorazione.

    Ciao Pennuccia 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Certo, il senso del discorso era la mia domanda del “perché non a tutti?”, anche se da studentessa, posso dire che 500 euro fanno una certa differenza quando i libri universitari costano 60 euro l’uno… paragonando la vita di mia zia, maestra alle elementari, e quella di mio padre, credo però che qualche differenza ci sia..

      1. Un micio nel Web ha detto:

        Bisogna andare alla radice del problema. Non prenderla sul personale. 😆😆

      2. ehipenny ha detto:

        Certo questo si 🙂

      3. Un micio nel Web ha detto:

        😘😘😘😍

  5. Paroledipolvereblog ha detto:

    Già

  6. Emozioni ha detto:

    In effetti….

  7. indianalakota ha detto:

    Hai perfettamente ragione! Io sono insegnante come primo lavoro e contadina come lavoro fisso, e devo dire che 500€ fanno la differenza per tutti e che dovrebbero essere dari a tutti,specialmente a chi fa lavori pesanti , a chi salva vite come medici,infermieri,vigili del fuoco,forze dell’ordine. Sicuramente non ai politici!!! Personalmente li spendo per comprare ulteriori libri,non sicuramente in tecnologia,e per portare la famiglia (e gli studenti) a vedere mostre. É un bonus cultura e per la cultura va speso. Ma io sono convinta che sarebbe stato meglio usare quei soldi per sistemare il nostro patrimonio artistico sempre più messo male. La Piramide di Roma é stata restaurata grazie alla generosità di un industriale giapponese….

    1. ehipenny ha detto:

      Ti fa onore questa sincerità, non è da tutti e lo dico per esperienza… concordo, sono soldi che avremmo potuto spendere in tanti altri modi, senza nulla togliere al mestiere dell’insegnante che anzi ammiro, e penso non sia nemmeno facile… il problema sono le ulteriori disuguaglianze che si sono venute a creare, in un paese in cui le disuguaglianze già c’erano e forti…

      1. indianalakota ha detto:

        Guarda,secondo me hanno voluto darci un contentino,per non dire leccata di kiul,perché gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d’Europa. Abbiamo lo stesso stipendio praticamente dal 2010. Pensa che in Germania guadagnano più del doppio! Poi c’è da dire che non ci vengono conteggiate le ore di correzioni dei compiti,preparazione delle lezioni per ogni classe,delle riunioni,dei ricevimenti genitori,compilazioni varie,prove invalsi ecc. Non è per niente un mestiere facile quello dell’insegnante,specialmente alle superiori,dove insegno io,perché l’adolescenza é il periodo più difficile. Però non possiamo certo lamentarci! Ci sono giorni in cui lavoriamo 6 ore,più il lavoro a casa (ma a casa é diverso),ma ci sono anche giorni in cui ne lavoriamo tre e lí si recupera bene!E poi abbiamo due giorni alla settimana a casa,cosa che non tutti purtroppo hanno più. Infatti io non sopporto i colleghi che si lamentano,ma un aumento ci vorrebbe per noi e per tutti (politicanti esclusi!)

      2. ehipenny ha detto:

        Sicuramente si, ci vorrebbe proprio! Tanti troppi sottopagati, ma a quanto pare siamo solo noi cittadini ad accorgercene..

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