Il mio 2017

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Il mio 2017 è stato tutto un tornado di eventi. Piccoli, piccolissimi, della mia dimensione infinitesimale nell’universo. Il mio 2017 è cominciato d’inverno, strano!, direte voi, ebbene, è cominciato con il compleanno della mia migliore amica, e con un testo che ho scritto per lei. Tradita da una persona che pensava le sarebbe stata accanto, non voleva festeggiare, e qualche mese dopo le ho fatto leggere il mio sfogo affezionato che le ho dedicato. Nel mio 2017 c’è stata una persona importante al mio fianco, per cui ho combattuto ogni giorno, dall’inizio del liceo. Ci siamo avvicinate con la timidezza dei primi incontri, e oggi viviamo su due pianeti un po’ lontani, eppure se ci penso ne sento la mancanza, perché era diventata una mia grande certezza. Nel 2017 ho finito la quinta superiore, con i fuochi d’artificio, sì, ma di quelli silenziosi e trasparenti, quelli che esplodono nella tasca senza farsi sentire. Con la gita a Barcellona, con l’ultima pagella, con l’ultima campanella dell’anno scolastico, con gli addii ai professori, con gli esami di maturità. Ah, gli esami! Sono stati uno degli scogli maggiori, un arcipelago da superare, con il rischio di ferirsi i piedi. Lo ammetto, li ho vissuti bene. Gli scritti sono stati quieti, pacifici, e nel mio modo di affrontare le cose sono riuscita a trovare i miei motivi per ridere, e per scambiare qualche sorriso. Poi l’orale, il temuto e terribile orale di maturità. Sono uscita dal mio liceo senza tanti rimpianti, e tutto è bene quel che finisce bene. Un 100, che mai mi sarei immaginata, scritto nella bacheca in inchiostro nero. Sono stata premiata a settembre, alla giornata delle eccellenze, con un libro firmato dalla preside e gli auguri per un brillante futuro. Nel 2017 ho preso la patente, dopo tre mesi di lezioni di guida e pomeriggi sempre di corsa, sempre traboccanti di impegni. E quante domeniche mattine trascorse con mio padre in auto, a guidare senza una meta nelle stradine del mio quartiere, quanto mi è poi mancata, all’inizio, quest’abitudine strana. Nel 2017 ho anche studiato per i test d’ingresso universitari, il mitico Tolc, le mitiche 36 domande in un tempo troppo breve. 29,5 di punteggio, e sono stata da subito sicura di entrare. Dove? A economia, Economia Mercati e Istituzioni per la precisione. Ma prima c’è stato il viaggio di maturità, quello a Zante, con altri dodici compagni di classe, i più cretini e più folli di sempre. É stato forse il mio primo viaggio da cretina, da folle anche io. Ho visto la mia prima alba sul mare, un’altra dal balcone di casa, ho fatto colazione a mezzogiorno e pranzato alle quattro, mi sono divertita in discoteca, e non mi era quasi mai successo. Quando sono tornata a Bologna, é stato come se mi mancasse un pezzo. C’è stato il mio ultimo diciottesimo, il compleanno di una cara amica il giorno prima di partire per Creta. Ah, Creta! Quelle due settimane intense con i miei genitori, con l’auto a noleggio e tante spiagge da vedere. Mi sono divertita, perché queste sono le vacanze che adoro, quelle in cui non ci si ferma mai. A settembre ho cominciato l’università. E qui potrei parlare per ore, ma probabilmente ho già detto tutto in questi pochi mesi. É cambiata ogni cosa. Ho provato a fermare il tempo, a fare in modo che il mio mondo di prima non si allontanasse così, ma la verità è che ho conosciuto persone nuove e meravigliose, senza mai dimenticare le vecchie amicizie. Ho iniziato a studiare materie nuove, ho scoperto che l’economia mi piace, che forse sono anche un poco brava, e che mi sono meritata di vincere un viaggio a Bruxelles, per quel 30 al primo parziale di storia economica. Partirò a febbraio, con due amiche fedeli. Che altro c’è da dire? Ho imparato ad uscire di sera, ad andare a cena con un buon vino e far venire la mezzanotte, a meravigliarmi di Bologna con chi viene da fuori. Ho iniziato a desiderare di divertirmi ogni giorno, e con ciò non voglio dire che prima fossi una noia, ma ora le mura mi stanno strette. Vorrei libertà. Il 2017 mi ha dato tutto questo, e anche se mi ha tolto qualcosa, in fondo resta un bell’anno. Ho ricevuto un’auto, un letto nuovo, ho costruito un collage con le mie foto migliori, ho visitato Parigi per tre giorni, Barcellona per altri tre, sono stata sui colli bolognesi per la prima volta, ma senza la vespa di Cremonini, ho imparato a sopportare gli autobus, per forza di cose, e a tollerare perfino il caos del centro di sera. Mi sono iscritta a Instagram, per non perdere le conocenze che avevo, e da poco ho pubblicato la mia prima Instagram story: musica, un’auto, due ragazzi e un’amica di Cosenza, al suo ultimo giorno qui a Bologna, in giro per le strade di collina. Lo voglio ricordare così. Caotico, buffo, rumoroso, familiare, pieno di abbracci, di saluti, di abitudini, di decisioni all’ultimo, di risate: bellissimo.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paroledipolvereblog ha detto:

    Auguri🍾🥂

    1. ehipenny ha detto:

      Buon anno di cuore! 😘

    1. ehipenny ha detto:

      Buon 2018 di cuore 😘😘

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