2017 2017 2017

Cos’è stato questo 2017? Ogni anno arriva il momento dei resoconti, e ripercorrere un anno in poche ore non è facile, si rischia di cadere nel banale, di dimenticare certi orgogli, o certi errori. Ci proverò. Il 2017 è stato l’anno di grandi stragi, la sparatoria di Las Vegas durante un concerto country, l’attentato sulle rambla di Barcellona, quello alla discoteca di Istanbul, l’auto sulla folla a Londra, a Stoccolma, a Manhattan, il kamikaze a San Pietroburgo, l’attentato al concerto di Ariana Grande a Manchester, l’attacco a Londra sul London Bridge, quello nell’Avenue des Champs-Élysées a Parigi. È stato anche occasione di grandi conquiste, la liberazione di Raqqa, di Mosul, a danni del sedicente Stato Islamico. Nel mondo? Oh, nel mondo sono cambiate tante cose. Obama ha concluso il suo percorso da presidente degli Stati Uniti d’America. Donald Trump è entrato alla Casa Bianca stravolgendo il paese: via l’Obamacare, via l’accordo di Parigi sul clima, via l’accordo sul nucleare con l’Iran, sì ad una gigantesca riforma fiscale, sì a Gerusalemme riconosciuta capitale di Israele. Il nome di Donald Trump è stato affiancato a quello di Kim Jong-Un, dittatore della Corea del Nord, in un continuo braccio di ferro con i missili puntati, e tanti test nucleari come campanello di allarme. Tutto questo, tanto che il fratellastro di Kim è stato trovato avvelenato. È stato un anno di paura, e ciò è stato chiaro quando a Torino una calca da panico alla finale della Champions ha lasciato un morto e 1527 feriti. È stato chiaro anche quando i telegiornali mostravano il rifugio di Igor il russo, arrestato soltanto a dicembre, fuggito in Spagna. È stato l’anno degli scontri a Caracas in Venezuela, della morte del re della Thailandia Bhumibol Adulyadej, della lotta per l’indipendenza della Catalogna, delle dimissioni di Mugabe in Zimbawe. Sono cambiate tante cose, ho detto. Come quando Macron è stato eletto presidente francese. O come quando è stato annunciato ufficialmente l’avvio della Brexit. C’è da dire che anche noi italiani abbiamo fatto la nostra parte a dovere, con i decreti della Buona scuola, la condanna di Bossi per truffa a danni dello stato, il no al risanamento di Alitalia, la scissione del PD, il decreto sui migranti, il bonus di 500 euro per la cultura, lo Ius soli, il salvataggio delle banche venete, la candidatura a premier di Luigi Di Maio, la legge sul biotestamento. Non sono mai finite le polemiche contro Virginia Raggi, sindaca di Roma, interrogata per per la nomina del fatello di Salvatore Marra. In Lombardia e Veneto si è votato per l’autonomia, e il sì ha trionfato. In Italia e nel mondo abbiamo pianto i morti per disastri naturali, il terremoto tra Iran e Iraq, gli uragani Harvey, Irma, Maria, gli incendi in California, il terremoto a Città del Messico, la slavina sull’hotel Rigopiano, il terremoto nel centro Italia e quello all’isola di Ischia, la frana in Cina che ha sepolto 120 persone vive. Il 2017 ha visto l’incendio della Grenfell Tower, la caduta di un elicottero di soccorsi su Campo Felice, il crollo di un ponte sulla A14 nelle Marche, la strage di una famiglia finita sotto il fango in Solfatara Pozzuoli, la scomparsa di un sottomarino con 44 persone a bordo. Nel 2017 l’Istat ha rinnovato il suo paniere, Toyota ha ceduto a Volkswagen la leadership mondiale, Toys ha chiesto bancarotta, Campari ha lasciato Lemonsoda. È stato un anno di forti immagini, il volto sfregiato di Gessica Notaro, il suicidio assistito di Dj Fabo, i 25 anni dalla strage di Capaci, lo stupro di gruppo a Rimini, Noemi uccisa dal fidanzatino. Lacrime? Sì, lacrime. Lacrime per la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali, sconfitta dalla Svezia. Lacrime per l’addio di Buffon. Lacrime per l’addio di Totti. Lacrime per la morte del surfista Balaram Stack. Commozione per Gatlin, inginocchiato davanti a Bolt dopo aver vinto i 100 m. Commozione per Nonna Peppina, che chiede di rimanere nella sua casetta terremotata di Macerata. Ci siamo emozionati, certo. Con la liberazione del giornalista Del Grande, detenuto in Turchia. Con il secondo gol di Neymar. Con la condanna a 7 anni per la strage di Viareggio. Con la morte di Totò Riina, potente boss malato da tempo. Con i malori di Nadia Toffa e di Fabrizio Frizzi. Con il ritorno dell’astronauta Paolo Nespoli dopo 6 mesi nello spazio. Con il tramonto magico visto in tutto il mondo, grazie alle nubi lenticolari. Con la superluna del 4 dicembre. I delitti storici hanno continuato a far parlare, c’è la conferma degli ergastoli a Cosima e sabrina per l’omicidio di Sarah Scazzi, i 16 anni a Stasi per il delitto Garlasco, l’ergastolo a Bossetti per la morte di Yara, i 24 anni a Talluto, che contagiò fin troppe donne con il virus hiv. 2017 è stato la protesta dei taxi a Roma, l’allarme siccità, l’obbligo dei vaccini, Harvey Weinstein accusato di molestie ad attrici, il Russiagate, Spelacchio, i Voucher, la lista nera dei 17 paradisi fiscali, i fenicotteri rosa. Amsterdam è stata scelta come sede dell’Ema, Corpo e anima ha vinto l’Orso d’oro, La pazza gioia di Virzì ha guadagnato il David di Donatello, Vasco Rossi al Modena Park ha raccolto 220mila fan, i Rolling Stones hanno suonato a Lucca, unica data in Italia. È stato un anno di grandi nomi, Francesco Gabbani, Chiara Ferragni, Ed Sheeran, Rovazzi e Morandi. È stato l’anno della gaffe agli Oscar, quando è stato premiato come miglior film La La Land, ma in realtà era Moonlight. È stato l’anno di Caproni e delle ruote quadrate agli esami di maturità. Abbiamo perso, in questo 2017, grandi persone, che vorrei ricordare in questo confuso resoconto annuale. John Hurt (da The elephant man a Harry Potter), Pasquale Squitieri, Chuck Berry, Tomas Milian (Er monnezza), Cino Tortorella (mago zurli), Gianni Boncompagni, Jonathan Demme, Chris Cornell, Roger Moore (7 volte James bond), Paolo Villaggio, Elsa Martinelli, George Romero, Jerry Lewis, Tom petty, Rosario Villari, Aldo Biscardi, Jean Rocherfort, Umberto Lenzi, Niki Hayden. Nel 2017 si sono susseguiti vincitori su vincitori, Andreas ad Amici, Lorenzo Licitra ad xfactor, Salah the Entertainer a Tu si que vales, Valerio Braschi a Masterchef, Daniele Bossari al Grande Fratello vip. Che altro c’è da dire? Ricordo i 60 brani di Battisti rimasterizzati, La bella e la bestia che ha vinto per il miglior incasso, Despacito tormentone estivo. Ricordo i matrimoni: Pippa Middleton e James Matthews, Giusy Buscemi e Jan Michelini, Laetitia Casta e Louis Garrell, Alvaro Morata e Alice Campello, Gallo Bellotti e Giorgia Duro, Laura Barriales e Fabio Cattaneo, Bianca Balti, Stefano D’Orazio, Pintus, Luca Toni, Andrea Roncato e Nicole, Giulia Bevilacqua, Juliana Moreira ed Edoardo Stoppa, Serena Williams. È stato un 2017 pieno di cose, di cose belle e di cose brutte. Come ogni anno, non so mai se ricordarlo così, o semplicemente come un bell’anno ormai concluso. Manca un giorno. Quante cose possono accadere in un giorno. Ma concludo così questo insieme confuso di eventi, che forse nessuno tra qualche secolo sarà in grado di raccontare. E auguro a tutti che quest’ultimo giorno sia ricco quanto un anno di felici sorprese.

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Silvia ha detto:

    Tanti Auguri! 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Auguri auguri auguri!!

  2. Giuliana ha detto:

    Auguri Penny, che sia un anno sereno e pieno di doni per te e la tua famiglia 💖❤💖

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie! Auguroni con affetto 😘

  3. Manipura ha detto:

    Speriamo che il 2018 sia meno straziante per questa società minacciata da troppe troppe cose…e a Te auguro un anno sereno…😊🥂

    1. ehipenny ha detto:

      Felice 2018, di cuore! 😘

  4. È stato un anno ricco di eventi, purtroppo non tutti positivi come hai già detto. Ieri sera per caso ho trovato lo speciale su Rigopiano su Rai 1, visto tutto. Da italiana mi vergogno perché nel 2017 certe cose non dovrebbero accadere, ma ancor di più da Abruzzese, siamo gente forte, ma la morsa allo stomaco e al cuore fa male.
    Ti auguro un buon 2018 😘😁💜

    1. ehipenny ha detto:

      E speriamo che sia l’anno buono 😉 Felice 2018 di cuore 😘

  5. kikkakonekka ha detto:

    Direi che per te, Penny, è stato un anno molto importante e di cambiamenti. Ti auguro un 2018 pieno di soddisfazioni scolastiche e non solo. Auguri.

    1. ehipenny ha detto:

      Eh si, è stato proprio un anno intenso… grazie mille, a te un felice 2018 con la tua famiglia 😘

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