Rifletto su di me

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Non credo che la mia vita sia come le altre. A volte penso che mi manchi qualcosa, a me, o alla fortuna che mi assiste ma a volte si distrae. Mi capita di invidiare chi ha un numero spropositato di amici, infinite persone da contattare, mille occasioni per uscire di casa: io le conto sulla punta delle dita, e ho perfino paura, a volte, di disturbare. Non ho la vita che hanno gli altri, non esco tutti i sabati sera, e quando esco è per divertirmi davvero; non vado in discoteca tutte le settimane, ma se ci vado faccio di tutto per godere del momento, anche se mi sento a disagio; non ho un profilo Facebook, non pubblico sui social le mie colazioni, non scrivo quasi mai sulle chat di gruppo di Whatsapp, non invio note vocali. Sono fatta strana. Non lo nego, mi sento a volte diversa da tutti, forse più sola, o solitaria, o selettiva: quale punto di vista? Mi sono mancati tre anni di scuole medie, un anno o due di liceo per cominciare a vivere, e so che non torneranno indietro, so anche che questo ha cambiato un po’ tutto: certi momenti sono per me più importanti, più speciali, più unici e più nuovi. Come il sabato sera che mi manda tanto in crisi, quando io vorrei uscire ma non più a chi chiedere, o come il venerdì universitario, che devo ancora concepire. Sì, sono più lenta, alle novità ci arrivo dopo. Mi dicono tutti che di aspetto non dimostro diciott’anni. Non so truccarmi bene, con quei mascheroni di ombretto perfetto, io mi trucco sempre di nero, matita, eyeliner, mascara, e il panda che c’è in me fuoriesce in un secondo. La mia non è una vita come le altre, ho paura di affezionarmi alle persone, ho paura che possano andare via, chiudere la porta e nel silenzio sparire. È per questo che alle persone do tanto, a volte anche troppo. È per questo che nel mio dare tanto dimentico le parole, e mi si dice silenziosa, timida, riservata. Non sono mai stata fidanzata. Non sono matta, piuttosto sognatrice, o illusa: come preferite. Aspetto la persona giusta, aspetto quella che mi faccia innamorare davvero, e che mi faccia sentire amata, voluta, apprezzata, protetta. La mia è una vita così, difficile perché penso troppo, agisco poco, e tremo tanto. Poi ci sono i miei genitori, la mia famiglia, i miei pochi veri amici, con cui non faccio altro che vivere ogni giorno, nelle non-occasioni, coloro che mi hanno vista in pigiama, struccata, di domenica mattina, e allora possono tutto. La mia vita è fatta di tante piccole gioie, e a volte mi sento l’unica in grado di apprezzarle. Quando mi riconoscono un merito, quando mi ringraziano più del dovuto, quando la gente mi abbraccia, quando ricevo un messaggio carino, quando qualcuno pare volermi conoscere, quando si esce la sera, e non essendo un’abitudine mia, diventa la parte della giornata che preferisco. Forse per tutti gli altri è normale, ma per me no. Un bel voto, è una gioia. Un sorriso, è una gioia. Una proposta, “usciamo”, è una gioia. Un regalo, è una gioia. Le promesse, quelle mantenute, sono una gioia. Non mi sento privilegiata, non mi sento migliore, non credo di esserlo. Ma la mia vita è sempre stata diversa, sin dalla fine delle elementari: allora ero la sola a non avere un cellulare. Per tante scelte ringrazio i miei genitori, perché mi hanno protetta dalla ruggine delle tempistiche sbagliate; per tante altre decisioni posso rivolgermi soltanto a me, e guardando indietro mi rendo conto di aver buttato tante occasioni. Ma cosa ci posso fare? Il tempo è passato. Oggi c’è un percorso da intraprendere, e tra i miei obiettivi rimane quello di somigliare un poco agli altri, di riempire la mia vita con qualche banda di amici rumorosi su cui poter contare, e magari andare in discoteca per ballare come pazzi fulminati. Non ho mai imparato ad essere folle. La vita mi ha dato comunque tanto, e credo abbia scelto per me i regali più adatti. Ho capito che nella vita c’entra tanto la fortuna, la sfortuna, e la nostra capacità di agire di conseguenza, perché ho incontrato tante volte le persone sbagliate affidandomi a loro, e rimanendo ferita. La mia vita è stata come un treno, sì, ma non come gli altri: dal mio treno la gente è scesa dopo una sola fermata, senza fare il biglietto, perché puntualmente saliva il controllore. Questo è. Una vita tutta di rimproveri e confronti, spesa ad inseguire quel modello che la società vorrebbe, ma senza la capacità di raggiungerlo. Lo ammetto, io sto bene anche così, con i miei pochi amici, con cui esco ad intervalli regolari, senza fare in tempo a sentirne la mancanza. Sto bene con il mio entusiasmo nel conoscere nuova gente, nel provare esperienze nuove, nello scoprire punti di vista celati. Sono felice, perché la mia dose di fortuna la ricevo anche io. Sono felice perché non è vero che ho poco. La mia vita è diversa e felice così, vissuta a metà?, no, tre quarti, ma quel quarto l’ho passato a sognare, e n’è valsa la pena. So che cosa voglio fare da grande: recuperare quel pezzo di vita. E imparare a smetterla di paragonarmi a tutti gli altri, perché lo so, io non sarò mai una casinista, una di quelle che cantano per strada, o che si ubriacano il sabato sera, io non mi troverò mai a mio agio in una compagnia di cento persone, e non sarò mai felice con un bracciale di diamanti ma nessun soprammobile in plastica. È bello rendersi conto della grandezza della propria vita, anche con la sensazione che le manchi qualcosa. È da questo che si parte: da ciò che si possiede. E un pezzo di felicità credo di averlo già in tasca.

20 commenti Aggiungi il tuo

  1. AsiaJackson ha detto:

    Più leggo questo post più mi ritrovo in te. Siamo uguali sotto tanti punti di vista (per non dire tutti) e questo mi fa piacere, mi fa sentire più compresa. Credo sia meglio essere come siamo, ciò che ci capita lo apprezziamo più degli altri, perché sappiamo aspettare e sappiamo guadagnarci da noi le nostre vittorie. Continua così Penny, non aver paura di seguire le tue scelte sebbene il mondo sembra vada al contrario. Tu sei tu e va bene così.❤

    1. ehipenny ha detto:

      Che bello sentirlo! Ci è voluto un po’ per essere “fiera” di ciò che sono, ma credo faccia bene, un po’ a tutti… finché non ci si apprezza, è difficile farsi apprezzare dagli altri 🙂
      Un abbraccio ❤

  2. Non c’è un giusto o sbagliato, l’importante è essere sé stessi! Ti auguro di conoscerti sempre meglio ed intuire la tua strada senza condizionamenti

    1. ehipenny ha detto:

      Una grande verità, grazie! 😘

  3. Silvia ha detto:

    Mancherà sempre qualcosa, per questo si continua a sognare! 😉

  4. Mariantonietta ha detto:

    essere selettiva ti farà risparmiare un sacco di tempo nella vita e andrai dritta a meta. Poi, non credere a quelli che hanno mille contatti; non sono tutti amici.

    1. ehipenny ha detto:

      Mi sa che hai ragione, l’ho notato osservando alcune persone che si dicevano piene di amici… è impossibile materialmente che siano tutti veri e sinceri, il tempo é troppo poco, e agli amici bisogna dedicarne 🙂

  5. Manipura ha detto:

    Ci siamo assomigliare e ancor ci somigliamo in molte cose…io non penso che esista il giusto o lo sbagliato…ma più semplicemente il differente.E ognuno straordinario con le sue peculiarità…un sorriso,Kiara 🤗

    1. ehipenny ha detto:

      Credo anche io, bello trovare persone simili! Un abbraccio 😘

  6. Ma…sei splendida! una ragazza ancora ancorata a i sani valori, continua ad essere fiera di te 💙

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! Non è stato semplice ordinare le idee ❤

  7. kikkakonekka ha detto:

    Sei giovane, Penny, ma se hai capito che bisogna essere contenti di ciò che si ha – e non scontenti di ciò che ci manca – significa che hai già in te una saggezza che molti – più grandi te te – ancora non hanno.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie! È una saggezza che in realtà a volte vacilla, credo sia difficile mantenerla sempre, a qualsiasi età… siamo anche istintivi e impulsivi 🙂

  8. Volpina Blu ha detto:

    Sei perfetta come sei… avanti cosi’ 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore davvero! 😘

  9. Daniela ha detto:

    l’essere diversi ben venga quando vuol dire non omologarsi a degli standard che vedono tutti vestire fare e pensare le stesse cose; molto meglio centellinare le uscite e le persone piuttosto che farsi andare bene tutto e tutti. Selezionare le persone, occupare al meglio il proprio tempo, che non deve essere quello degli altri ma il proprio è anche una prova di amore verso se stessi. Felice che tu sia così 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      E a me fa piacere leggere questo commento, dico davvero 😘

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