23 dicembre

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Aspetto il Natale con la mia mamma e il mio papà, io sangue del loro sangue, la figlia che hanno visto crescere, senza riuscire a nascondere quella nostalgia per i tempi passati, in cui giocavo con le bambole e le macchinine sul pavimento. Loro mi hanno dato tanto, e tanta gioia in quei Natali in cui aspettavo che l’albero si riempisse, ai suoi piedi, di tanti pacchetti. Scrivevo la letterina, e ricevevo sempre di più. Crescendo ho sempre aspettato che fossero loro a capire, a trovare i regali giusti, perché mi mancava un poco il coraggio di chiedere, di dire loro “Io voglio”, perché in fondo avevo sempre quasi tutto. I miei genitori sono i miei piccoli eroi, quelli di tutti i giorni, che al lavoro difendono una dignità divenuta fragile, e tornati a casa trovano una bimba ormai cresciuta, che si sovrappone all’immagine di quell’essere alto un metro che ero io. A Natale cerco spesso di ricordare quei momenti, quando i miei zii lavoravano la mia mente, facendomi sentire il suono della slitta, facendomi vedere la scia dipinta nel cielo. Mamma e papà erano lì, a godere della mia tenera innocenza, con la consapevolezza che sarebbe presto finito tutto, la magia sarebbe divenuta altro. Ricordo quando alle scuole medie ho scritto un tema: quando credevo a Babbo Natale. Mia madre ha letto la brutta copia che ho portato a casa, e con le lacrime agli occhi ha telefonato ai parenti, per dire che forse ero davvero cresciuta. Sì, lo ero. Ma sentirla mi ha fatto stringere il cuore. Oggi il Natale é diverso da allora, non c’è più quel senso di magico, di sovrannaturale, di magnifico, il Natale oggi é un ritrovo, e chi mi dice che sono cresciuta, chi mi chiede cosa stia studiando, chi ricorda che un tempo c’era la nonna, lo zio, e l’altra nonna, un tempo eravamo una famiglia più larga, le voci a parlare all’unisono facevano un caos più armonioso. Ma non sarebbe Natale senza i miei genitori. Lo aspetto ogni anno, aiutando ciascuno con i regali per l’altro. É buffo sapere che cosa ci sia in ogni pacchetto, é una sorta di complicità familiare, di legame che si viene a creare, indescrivibile. Aspetto il Natale con chi, lo so, anche quest’anno avrà fatto per me i più grandi sacrifici, perché vedere una figlia felice é il regalo più bello che anche loro possano ricevere. Ed io provo, nel mio piccolo, a renderli orgogliosi di ciò che sono.

A Natale voglio bene, come e più di ogni altro giorno dell’anno, perché non c’è stata ora o minuto in cui abbia sentito una loro lontananza da me.

4 commenti Aggiungi il tuo

    1. ehipenny ha detto:

      Auguroni di cuore a te e famiglia 😘

  1. Neogrigio ha detto:

    in generale ho notato da parecchio tempo che i natali non sono più bell cm quelli di una volta. sarà per la deriva della nostra società

    1. ehipenny ha detto:

      Sarà anche per questo… godiamocelo così com’è e come siamo capaci noi :))

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