4 dicembre

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Aspetto il Natale con i libri che ancora devo leggere, fermi sulla scrivania dalla fine dell’estate. Mi sono promessa a settembre che non avrei smesso di sfogliare i miei classici adorati, quelli di cui ho una lista ancora da iniziare, e i soldi del Bonus Cultura da esaurire. Non ho più tempo per leggere i miei libri, quelli in cui mi perdo a sognare, ad occhi aperti, mondi che nemmeno esistono, perché ti danno quella sensazione magica di piacere che ho paura di dimenticare. Stavo leggendo, a settembre, Moby Dick. E quella balena devo ancora conoscerla, oggi, che fisso la scrivania senza ricordare la pagina, ma i tratti dei volti, le parole, la voce che mi ero immaginata, sono ancora tutti vivi dentro di me. Aspetto con i libri che ho già letto e che devo ancora restituire, perché mi dimentico, perché non c’è posto nella mia testa per altri promemoria. Leggere mi piace, ma gli occhi sono stanchi di indugiare sui grafici dei costi, sulle date di storia, sui testi in inglese che fatico a tradurre, vorrei viaggiare tra le righe verso un sole più splendente, abbandonare i numeri, le storie del passato, i resoconti cronologici di una vita già trascorsa, vorrei un braccio che mi portasse in mezzo al mare, dalla balena Moby Dick, per conoscerne finalmente il finale. Ho aspettato tre anni, prima di cominciarlo. E non l’ho cominciato per fermarmi così, a metà di un percorso, senza aver raggiunto nemmeno un traguardo. Ci sono così tanti romanzi da leggere, e spero con tutta me stessa di trovare le occasioni migliori, dopo tutti gli esami, durante quel mese di niente che a volte spaventa, perché avrò improvvisamente un oceano di tempo da riempire. Leggerò senza più evidenziatori in mano, senza penne o matite per scrivere, senza computer su cui prendere appunti, senza la voce della professoressa di storia economica, tormento incessante, e la notte forse potrò immaginare di navigare in mare aperto, e il corpo di Moby Dick.

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. pensierifusi ha detto:

    Come ti capisco!! Io leggevo tantissimo, poi quando mi sono iscritta all’università non ho più trovato il tempo. Ho abbandonato a metà Anna Karenina. Prima o poi lo finirò.

    1. ehipenny ha detto:

      Bello! È uno dei libri della lista, chissà se ce la farò 😅

  2. Neda ha detto:

    Pensa che io della Balena di Melville ho una vecchia edizione del 1942 tradotta da Pavese edita da Frassinelli di Torino.

    1. ehipenny ha detto:

      Niente male! Potrei riprendere la lettura dalla tua 😆

      1. Neda ha detto:

        La prefazione di Pavese è molto godibile e la traduzione è ottima.

  3. kikkakonekka ha detto:

    Io durante gli anni universitari ho tralasciato molto la lettura, perché in effetti lo studio prendeva molto del mio tempo, ed il resto lo dedicavo ad amici e morosa.

    1. ehipenny ha detto:

      In fondo bisogna darsi delle priorità :))

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