Al supermercato 

Il supermercato per me è sempre stato un incubo, l’incubo del sabato mattina. La sveglia suonava all’alba, alle sei del mattino, qualsiasi mese o stagione fosse, colazione, e via andare. Arrivavamo nel parcheggio del supermercato che pareva uno scavo archeologico abbandonato, e nonostante tutto mio padre faceva otto giri in tondo per valutare il posto migliore, puntualmente a due chilometri dall’ingresso. Il carrello. La mia croce peggiore. Toccava sempre a me scegliere il carrello, e scarta quello con le bustine di plastica dentro, quello con i volantini pubblicitari dentro, quello con la spesa ancora dentro, quello col seggiolino scassato, alla fine ne sceglievo uno, l’unico possibile, ed era sempre quello monco che girava storto. Ci siamo sempre fatti l’intero supermercato in obliquo. Ma procediamo. Le scale mobili, l’unico lato divertente del supermercato. Tranne quando partiva la lotta di Formula 1 tra i carrelli avversari per immettersi nella scala, ed io ci rimettevo scarpe e caviglie tutte assieme. Dovete sapere poi che nel nostro supermercato di fiducia, dalla parte opposta della città, inventarono la cosiddetta “Spesa al volo”, una specie di trappola mortale, un telecomando con cui “marcare” i prodotti messi nel carrello, in modo da evitare la fila alle casse. In realtà la fila era chilometrica perché tutti avevano deciso di adottare questo metodo, e al primo errore di marcatura toccava svuotare il carrello fino all’ultima briciola rompendo tutti i biscotti che finivano sul fondo. Per di più, la spesa non è mica facile. Non basta avere la lista del necessario, no, bisogna girarlo tutto, esaminare scaffale per scaffale, fare uno slalom professionistico tra i carrelli abbandonati e le vecchiette che sniffano i detersivi, richiede attenzione, una patente, visite oculistiche. (Sarà per questo che in famiglia portiamo tutti gli occhiali?). Poi Madre e Padre hanno OVVIAMENTE priorità diverse. Padre rimane incantato dai deodoranti per auto, gli alberini che profumano per un giorno solo ma fanno arredo, Madre invece predilige quelli da cesso. Padre adora il reparto tecnologia, Madre quello dei trucchi. Padre rimarrebbe ore a scegliere tra le invenzioni di Banderas del Mulino Bianco, Madre invece sarebbe già partita alla ricerca dei mai-più-senza: snocciolaolive, spazzolino flessibile motorizzato, scopa professionale, detersivo alla rosa. E che ne vuol sapere il marito! Io? Io ero ancora ferma al primo reparto, quello dei libri per bambini. Il problema è che il supermercato sfascia le famiglie. Voi non potete immaginare le diatribe per scegliere quale carta igienica comprare, lei che vorrebbe quella economica, lui che sostiene che gratti dolorosamente le chiappe, lei che insiste, lui che vorrebbe mostrarle le cicatrici da carta igienica, e fu così che uscirono con i fazzoletti da naso. Lotte fratricide, telefonate a casa per chiedere consigli, “Il dentifricio è meglio alla menta o al mentolo?”, “Vuoi il pacco di fazzoletti da 80 o da 100?”, “Vuoi l’acqua frizzante o l’acqua leggermente effervescente?”. Dubbi esistenziali. E intanto il carrello si disperde, spostato da chi è alla ricerca di prodotti fantasma segnati sulla lista della spesa. Perchè poi ci sono cose che non si trovano mai. Scompaiono. Marche che mostrano al pubblico lo scaffale vuoto, e davanti una doppia fila di compratori visibilmente in ansia perché di passare alla concorrenza non se ne parla. Oppure a volte ti prende il panico, perché c’è troppa scelta. Fiumi di struccanti di ogni tipo, colore, odore, forse anche sapore, non ho mai verificato, centinaia di fette biscottate di qualsiasi spessore e forma, il caffè, anche quello non è mica più solo caffè, no, c’è quello meraviglioso, quello pretenzioso, quello cremoso, quello sognante, quello delizioso, quello amoroso, e chissà che cosa cambia dentro le cialde colorate dai colori sgargianti. Funziona così per tutto. Tu chiedi le fette biscottate? Non esistono. Chiedi il caffè? Non esiste. Chiedi il latte? Non esiste. Devi specificare. E se nella lista della spesa non c’è scritto, sono guai. Perchè la probabilità di prenderci tirando a caso è inferiore a quella di vincere alla Lotteria. I punti critici del supermercato, poi, erano nel reparto frutta e verdura. Perchè? Perché bisognava pesare ogni sacchetto, e il compito spettava a me. Ora, immaginate di aver percorso una distanza pari a quella del cammino di Santiago, con un’escursione termica esagerata per colpa dei frigoriferi, e di essere arrivati stremati alla fine, già scorgete le casse prese d’assalto… e invece non è finita. Perchè le bilance sono attorniate da una folla impazzita, come se stessero trasmettendo una scena porno, e tu ti avvicini col tuo chilo di mele e aspetti, aspetti, aspetti, posi il sacchetto e… carta finita, scegliere un’altra bilancia. E ti parte un embolo disastroso. Senza contare che i vecchietti sono i più furbi. Quelli in pensione che per l’intera settimana non hanno niente da fare, ma il sabato mattina sono lì a rompere i cabbasisi a te che sei condannato al supermercato una volta a settimana. E non sono mica innocenti. Ne approfittano, ti dicono che sei bello e giovane e in salute, ti lusingano come bambini che vogliono un giocattolo nuovo, e poi ti spediscono in Arizona con una scala per tirare giù dallo scaffale più in alto l’ultimo pacco di Gocciole. Capite? E mica puoi dire di no, loro sono armati, loro hanno il bastone. Ma personalmente una cosa che sopporto ancor meno sono le persone che scrutano il tuo carrello per analizzarne il contenuto. Ma dico io, gli affari tuoi? Pare che sia in corso una sfilata di carrelli del supermercato, con giudici in incognito che si avvicinano di soppiatto e infilano il naso nella grata. Ho sempre pensato che fare la spesa faccia male. E anche fare la cassiera. Sì, credetemi, è deleterio. Si diventa nevrotici, sempre sull’orlo di una crisi isterica, elettrici, coi capelli sparati in aria e due occhi stralunati, il dialogo monosillabico, i centesimini di resto che volano per chilometri perché hanno perso ogni reperto di delicatezza. E poi ci sono le casse fai-da-te. Un inganno. Sono strumenti criptati da decifrare, con sedici fessure in cui non si sa mai cosa infilare, uno schermo solo in lingua tedesca, e l’omino che dovrebbe assistere i poveretti qui capitati, è assente. Così ti arrangi, premi qualche tasto, già che ci sei freghi un paio di borsine di plastica, di quelle che si rompono se ci metti dentro un pacchetto di caramelle, e ZAC. Cassa impallata. Schermo nero. Allarme. Laser che partono. Uscite bloccate. Fbi. E arriva l’omino con lo sguardo truce e i muscoli da palestrato che ti insulta come se non ci fosse un domani, una specie di Vittorio Sgarbi dei supermercati che sembra essersi appena drogato. Ti prendi a capo chino la valanga di insulti, rinunci a sentirti un perfetto imbecille perché tu il tedesco non l’hai mai neanche studiato, aspetti che la cassa riparta, nel gelido silenzio lasci fare all’omino bordeaux di rabbia, e te ne esci col carrello che va ancora più in obliquo perché pesa due tonnellate. Scale mobili. Auto. E Padre perde la restante mattinata a montate il deodorante a forma di alberini sullo specchietto. 

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Simpaticissimo momento di stress 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Non lo dire 😂

  2. Fare la spesa per me è quasi rilassante, tranne con mia madre e quando si tratta dei due spesoni mensili. Anche nella mia famiglia ci si divideva. Se andavamo separatamente mio padre in diec minuti era fuori rispettando ogni singolo punto della lista, mia madre ci mette le ore e fa la lista solo per ricordare le cose che sa che si dimentica. 😅

    1. ehipenny ha detto:

      Ecco, i miei genitori sono l’opposto 😂

  3. kikkakonekka ha detto:

    Io invece vado volentieri a fare la spesa, e ci vado da solo. Al massimo accompagno mio padre 83enne in modo da poterlo un po’ aiutare. Sono munito di lista ma ho ovviamente margini di libertà nella scelta. Sono veloce ed efficiente, saluto molte persone e al massimo ogni tanto perdo di vista qualche prodotto, come l’ultima volta in cui non trovavo più il puré.

    1. ehipenny ha detto:

      La fai anche per me allora?? 😊😊

      1. kikkakonekka ha detto:

        Attendo la lista.

  4. loredana ha detto:

    Mi ci sono ritrovata
    😂😂😂😂

    1. ehipenny ha detto:

      Ottimo! Magari ci siamo anche incrociate tra gli scaffali, a cercare il carrello abbandonato da qualche parte 😂

  5. Neda ha detto:

    Da sbellicarsi…
    Io ci vado sempre da sola, mai di sabato, tanto il super e il discount sono a due passi, mi porto il Gimi della Ikea e il marito lo lascio a casa, così non sta a sbavare davanti ai torroncini o a litigare con il macellaio su come deve essere tagliata la carne e mi faccio sane chiacchierate con le amiche.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie! E fai bene tu, spesa efficiente e indolore 😁

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