A pelle 

Passiamo tutta la vita a preoccuparci del nostro futuro, a pianificarlo e prevederlo. Ma il futuro cambia sempre, è la dimora delle nostre paure più profonde e delle nostre speranze più folli. Quando alla fine si rivela, non è mai come l’avevamo immaginato

(Dalla serie televisiva “Grey’s anatomy)

A pelle mi viene da pensare che in fondo non sappiamo niente della nostra vita, niente del nostro futuro, niente nemmeno del presente che scorre via, come un fiume a settembre. Congetture di sabbia, che scivolano tra le dita, inconsistenti, a pioggia. É normale averne paura, sentirsi minuscoli davanti ad una montagna di problemi, e quei discorsi di chi ci assicura che sarà sempre tutto una discesa, tutto una responsabilità bellissima. Ma chi ci assicura che saremo effettivamente pronti, effettivamente cresciuti? A volte vorrei solo tornare bambina, quella buffa ribelle che svestiva le bambole di nascosto, e perdeva i vestiti tra gli altri giocattoli. Non c’erano allora i pensieri più oscuri, le ansie e le preoccupazioni, era tutto luminoso come una giornata d’agosto, ed io ero felice, come lo sono adesso nei giorni di festa. Tutto perfetto, a sensazione. Ma si può avere paura di crescere, temere che un giorno si riveli un immenso spettacolo teatrale, e quelle bugie che farciscono una costruzione mondiale, in cui è facile perdersi. Paura di essere inadeguati, paura di essere soli, paura di aver capito male sè stessi senza poter rimediare. Prima di ogni scelta si ha paura, perché è normale, quel “velo di ignoranza” di cui parlava Rawls, ci caratterizza nel nostro agire al buio, alla luce di un lumicino, di una lucciola che a volte ci precede, ed altre volte si nasconde tra i fusti del bosco. Ci lasciamo trasportare dalle sensazioni, quando è ignoto il percorso ed è ignoto l’arrivo, non ci si ferma davanti alla notte, perché c’è sempre una stella apposta per noi. Eppure a pelle mi rendo conto che la convinzione non basta, conoscersi è un’iperbole, bisognerebbe aver compreso ogni tratto dell’anima, inconsistente, complicata, senza nemmeno poterla vedere. Si naviga ad intuito, un poco alla deriva, si procede sperimentando, con la curiosità e la voglia di scoprire il nostro posto nel mondo, ma in realtà, a pelle, non lo conosce nessuno. Ci dicono che siamo nati per fare qualche cosa, per diventare avvocati, o bravi musicisti, o giornalisti famosi. La prima volta che ho posato le dita sul pianoforte mi hanno detto che lo avrei fatto per tutta la vita. Ma il percorso di questa vita è imprevedibile. Anche se volessi suonare fino alla fine dei miei giorni, qualcosa potrebbe sempre cambiare, indipendente da tutto, come un alluvione che si porta via famiglie, amici, case. E se non volessi più suonare? E se fossi brava ma non mi piacesse più? Sono tante le categorie sovrapposte che vanno a comporre la nostra vita, e noi, a pelle, che cosa possiamo fare? Scegliere. Con l’oscura certezza che niente sarà mai definitivo. Non è eterno il tempo, non è eterna la nostra gioia, non è eterno il nostro concepire la vita come una serie di azioni successive, quotidiane, nuove, folli. C’è qualcosa in più. Quel non sapere, quel procedere con le mani tese in avanti per paura di sbagliare, o di perdersi tra i sentieri tutti uguali, quel rinunciare ad una strada per percorrerne un’altra, accettare il rischio di non poter più tornare indietro, assorbire come fosse acqua la consapevolezza che ci saranno sempre domande senza risposta. E se avessi fatto questo? E se avessi detto quest’altro? Non è che una pagina di tutto un romanzo, una pagina che racconta ciò che non succede, perché la protagonista ha preso vita, e si è ribellati allo scrittore. A pelle non ci saremmo mai immaginati questo. Ma mettersi nei panni delle persone è tremendamente difficile. Fantasticare su che cosa ne sarà della loro vita, come possiamo saperlo, se nemmeno della nostra riusciamo a giurare davanti al cielo che durerà ancora un altro minuto? Sono viaggi mentali, come le fiabe, ce le raccontiamo per convincere il nostro coraggio ad uscire, perché tanto si potrà sempre cambiare, nella nostra testa, così come si può sempre mutare l’idea. Ma la materia non è sempre corruttibile. Non si può fare del diamante una lastra sottile. E a pelle mi viene da pensare che forse non si può fare della propria vita tutto ciò che si desidera. Lo si può sognare, come da bambina sognavo di avere i superpoteri. Ma il mondo reale è una ruota che gira, sempre diversa, sempre più veloce o più lenta ogni secondo che passa, ed è impossibile correrle accanto, perché nessuno conosce le equazioni del suo moto. La viviamo dall’interno. Siamo suoi abitanti con una cittadinanza suprema. Libertà, diritti, doveri, facoltà. Siamo esseri umani dotati di libero arbitrio, e questa terra, se vogliamo, possiamo sicuramente cambiarla. Possiamo cambiare noi stessi, lottando contro le forze invisibili che si oppongono. Non sono leggi fisiche, ma a pelle funzionano allo stesso modo. Vince chi è più forte, o chi è più furbo, chi é più fortunato. E non c’è storia, le scelte vanno fatte, anche quando non ci sembra il momento giusto, anche quando vorremmo solamente sederci ed aspettare un suggerimento divino, la scelta va fatta a pelle, e sarà il tempo a dirci se avremo fatto quella giusta. “Più tardi sarà troppo tardi. La nostra vita è ora“, scrive Jacques Prevert. È normale la paura, ma non deve spaventarci. 

Ho imparato che il coraggio non è la mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non prova paura ma colui che riesce a controllarla

(Nelson Mandela)

12 commenti Aggiungi il tuo

  1. silvia ha detto:

    Verissimonil futuro é sempre molto diverso da come celo siamo immaginati almeno il mi

    1. ehipenny ha detto:

      Anche il mio 😀

  2. GengisJokerBaneKhan ha detto:

    A Penny XD

  3. La verità è che nessuno ci conosce meglio di noi stessi. A me dicono tutti che sarei stata una brava avvocatessa, però poi la mia amica Aurora dice che posso essere un bravo chimico. Mi sono diplomata al linguistico e non riesco più a parlare spontaneamente in un’altra lingua, tranne il francese che adoro.
    Negata in matematica, ma me la cavo con i calcoli in chimica.
    Siamo fatti anche di contraddizioni. Come dico sempre: segui il cuore. 😁

    1. ehipenny ha detto:

      Ah quante contraddizioni poi, e quante aspettative di chi pensa di conoscerci 😀

  4. "Perseide" ha detto:

    a volte ci si azzecca… perché non si demorde nemmeno davanti ad un ipotetico impossibile…

  5. monica s ha detto:

    Mi è piaciuto molto leggerti.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! 😘

  6. kikkakonekka ha detto:

    Credo che per molti di noi il futuro si sia realizzato in modo molto differente di quanto lo avessimo immaginato da bambini o da ragazzi.
    Capita per la realizzazione lavorativa, ma anche per la semplice ricerca della persona con cui stare insieme.

    1. ehipenny ha detto:

      Credo anch’io, è anche giusto scoprirsi in questo modo 😉

  7. fulvialuna1 ha detto:

    Scegliere è un atto intimo, possiamo chiedere, consigliarci, documentarsi…ma scegliere deve essere un atto che nasce da noi, anche con le eventuali conseguenze. Ci vuole forza? Certo. Ci vuole coraggio? A volte si.
    Ma dentro di noi la natura ha creato quella forza e quel coraggio che lo permette, la paura è normale ma abbiamo mezzi per combatterla.

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo su tutto, anche perché la paura non deve impedirci di vivere, mai 🙂

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