Come ti sfascio la stampante

Il mio rapporto con le fotocopiatrici è sempre stato pessimo, con le stampanti ancora peggio, con una macchina che fa entrambe le cose non può che deflaglare. Tralasciando quel continuo accendersi come una mummia che resuscita, nel mezzo della notte, con un gracidare assordante che mi fa capovolgere nel letto, tralasciando il messaggio lampeggiante “INCHIOSTRO SCADUTO” che da un anno mi perseguita, tralasciando perfino le ere geologiche che trascorrono prima che risucchi il foglio, c’è un problema. Più grosso. E forse sono io, dedita al risparmio, io che sfido le leggi della meccanica, quando in fisica non prendo una sufficienza da quattro anni, io che decido di stampare su un foglio monco, così, per sperimentare. Dicono di essere alternativi. E lo ritaglio per bene, quel foglio, con le forbici, un bel rettangolino mozzato che comprende all’incirca metà pagina. Lo ritaglio e decisa lo infilo. Premo il tasto “Copia”. Avete presente quando la Nonna rischia di affogarsi per la dentiera finita in gola? E sputa, e tossisce, e rantola come se stesse vomitando l’intero cenone di Capodanno? Ecco, la stampante è esattamente come la Nonna. Sputa, tossisce e rantola, con un rumore di ferraglia che nemmeno la cara Cinquecento vecchia di trent’anni riesce a superare, con un’insistente borbottio simile a un neonato, con certi sussulti da far crollare un grattacielo di Giappone. Sembra la locomotiva di un treno, una granata pronta ad esplodere da un momento all’altro, e il mio bel foglio monco? Mangiato e non ancora digerito. Spie lampeggianti, sembrano quelle dell’ambulanza tanto sono agitate, così mi balena in testa l’idea che forse, dico FORSE, non si può stampare su un foglio deforme a sei lati. Ipotesi. Le istruzioni mi dicono di aprire uno sportello, così rivoluziono la mia scrivania e mi accingo a ribaltare la stampante come un cubo di Rubik per trovare il foglio di carta infiltrato. Lo vedo. Lo tiro. Siamo io e la stampante, acerrime nemiche, io e la stampante al tiro alla fune. Vince lei. E volo di schiena con qualche brandello di carta tra le mani, sconfitta. Provo a richiudere i vari sportelli, a ricomporre il mostro meccanico che si ribella, giro e rigiro l’ultimo sportello che non si vuole serrare, e quando finalmente sembra tutto perfetto, tutto esattamente come prima… le stesse luci lampeggianti gridano “SPORTELLO APERTO”. Al che, mi sento una miope senza speranze, possibile che io non veda questo dannato sportello aperto? Mi armo di torcia e ribalto la scrivania intera, smonto e rimonto la stampante un’altra volta, ma niente. Il lampeggio non smette. Forse sarà il mezzo foglio di carta rimasto dentro, penso. Schiaccio la faccia per terra: lo vedo! Maledetto. Sfodero le pinzette da sopracciglia e con un’operazione chirurgica infilo mezzo braccio dentro la stampante, col rischio di rimanerci fulminata. Ma vi immaginate i titoli di giornale? Muore in casa per salvare stampante inceppata. Da Nobel. Comunque. Tiro con le pinzette, tiro a destra e tiro a sinistra, con delle mosse da contorsionista e il gomito piantato sull’orecchio, tiro e vedo il foglio spuntare come il feto dal corpo della madre, mi commuovo, come il padre che assiste al parto. Ma nel mio caso il bambino sarebbe morto prima di nascere. Tiro con una violenza da Hulk e ciò che rigurgita la stampante è un altro brandello di foglio, ricompongo il tutto, ma ne manca ancora un piccolo triangolo. Non lo vedo da nessuna parte. Smonto tutto, con la tentazione di sfondarla a coltellate, e come una talpa analizzo gli ingranaggi, infilo il naso nelle più microscopiche fessure, ma non lo vedo. Così provo a far partire una stampa. Metto un foglio. E quel tritatutto di fotocopiatrice si mangia letteralmente il mio foglio riducendolo in coriandoli. Estraggo il superstite e ci riprovo. Stessa cosa. Senza contare che la macchina comincia a innervosirsi, emette un verso da toro furente che mi preoccupa. Decido di arrendermi. La porterò in assistenza, penso. Povera illusa! Premo il pulsante “spegni”, e quella non si spegne. Continua a cantilenare con quel rumore di rulli da fabbrica, a lampeggiare ricordandomi dell’inchiostro scaduto, e cosa vuoi che me ne freghi dell’inchiostro scaduto adesso?!, e dello sportello aperto, che maledizione tra poco lo chiudo con lo scotch da pacchi! Resto in attesa. Passa un’ora. Passano due ore. Si spegne. Dopo un’ora torno a controllare, e nel buio del corridoio sento rumoreggiare. Entro. Sembra spenta. Mi avvicino. E come uno starnuto di elefante quella scatola elettronica mi ride in faccia, anche da spenta, anche senza alcuna spia lampeggiante accesa. Respira, russa, come un nonno col raffreddore. Ma a mali estremi, estremi rimedi, decido di staccare la corrente. E finalmente ora giace innocua, dopo essersi divorata una risma di carta nuova, le punte delle mie pinzette da sopracciglia, e senza aver nemmeno vomitato il tutto. Resta un mistero quel triangolo di carta catapultato in un buco nero, ma probabilmente al centro assistenza ne sapranno più di me. Scopriremo di più quando mi azzarderò a prenderla in braccio, come un neonato sull’orlo di una crisi di pianto, col terrore che cominci a vibrare proprio mentre scendo le scale di casa. In tal caso, la sosta al primo bidone della spazzatura sarebbe d’obbligo. E tanti saluti. Ecco come vi sfacio la stampante in mezzo pomeriggio, niente di più facile.

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. "Perseide" ha detto:

    🤦🏻‍♀️tagli un figlio A4?🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️ ci sono le guide interne!!! Ci credo che accartoccia tutto ! 🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️🤦🏻‍♀️

    1. ehipenny ha detto:

      Eh ma allora non sarei io 😂

      1. "Perseide" ha detto:

        lo avevo sospettato…. ihihihih ❤

  2. Anonimo ha detto:

    Allora siamo socie🤣🤣🤣

    1. ehipenny ha detto:

      Meno male! Mettiamoci in società 😂

    1. ehipenny ha detto:

      Felice che tu rida 😂

      1. pikaciccio ha detto:

        Dove si ride sono i blog migliori

      2. ehipenny ha detto:

        Qui si fa un po’ di tutto 😆

    1. ehipenny ha detto:

      Felice che anche tu rida😂

  3. erospea ha detto:

    moio.. ah ah ah ah… e mi ci rivedo tutta… ah ah ah…

    1. ehipenny ha detto:

      Ottimo! Per entrambe le cose 😅

  4. Non dirmi nulla! Le dispense Delle varie materie le faccio stampare a mio fratello, ha il suo angolo in salotto con scrivania, PC e stampante, è nel suo mondo ed io non faccio disastri. 😀😀

    1. ehipenny ha detto:

      Mi sa che fai bene te! 😂

  5. kikkakonekka ha detto:

    Io faccio assistenza tecnica ai colleghi, anche per quanto riguarda stampanti, scanner e affini. Ne vedo di tutti i colori, non mi meraviglio più di nulla, anche da quando la collega ha messo i fogli da fotocopiare nel cassetto, e continuava a far passare i fogli bianchi a mano. Terribilmente triste.

    1. ehipenny ha detto:

      HAHAHA! Quella dei fogli nel cassetto però è meravigliosa, pare una scena di un film comico italiano 😂😂

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