Giorgia

No, non sono io. E’ Giorgia da Palermo. Giorgia studentessa qui a Bologna. L’ha incontrata mio padre per caso, nel parchetto sotto casa, e ci siamo conosciute. Per dieci minuti, ma ho imparato tante cose di lei. Di cognome fa musica, ne è appassionata. Studierà al conservatorio. Ha preso una stanza in affitto a pochi passi da me. Fa la dj. E’ estroversa. Non ama troppo ballare. Adora i parchi.

E’ stato totalmente strano trovarsi sulla stessa panchina a parlare, come se ci conoscessimo da una vita, e lei che mi raccontava entusiasta di sé, sua madre che mi sorrideva come se le avessi cambiato la giornata. Mi piace. Mi piacciono le persone che sorridono, le persone che non si pongono inutili problemi, anche se io sono spesso un problema vivente, mi piace l’idea di conoscere qualcuno di nuovo, di portarla in giro per la mia città, di farle visitare i parchi di Bologna, e magari parlare di musica, anche se davanti a lei sarò un’asina con i controfiocchi. Mi piacciono le persone interessanti, le persone che hanno qualcosa da dare. Mi piacciono le persone interessate, persone che dentro hanno un universo.

Ho raccontato di Giorgia ad un’amica. Mi ha risposto. “Che torni a casa sua“. Non ho avuto la forza di rispondere. Male!

E’ possibile avere dei tali pregiudizi? In questo secolo? In questa medesima civiltà con cui volente o nolente condivido l’aria?

Vorrei dire a questa amica che quella frase mi è rimasta impressa. Le voglio bene, perché un’amicizia è così, a volte non ha nemmeno motivo. Ma accanto al bene ora c’è questa frase.

Vorrei risponderle, perché allora non ne sono stata capace.

Il sud Italia è quanto di più bello ci sia. E’ luminoso, come la speranza che vi abita di crescere ogni giorno di più, e di combattere quei problemi che ancora resistono, radicati come radici nel terreno più fondo. E’ soleggiato come una giornata di agosto sul mare, brillante e vivo, caotico, esuberante, caldo. Conosco poco del sud, è vero. Ma ho visto gente che sorride. Gente che ogni mattina si alza con la gioia di vivere stampata sulla faccia, e alla fermata dell’autobus chiacchiera con i presenti, condivide un pezzo della propria storia come se fosse una carezza da dare e da ricevere. Non hanno paura, gli abitanti del sud. Non scappano. Non giudicano nessuno. Non guardano a noi del nord come ad un popolo estraneo, distante, incompatibile. Non sono tutti dei poveretti, dei malavitosi, dei delinquenti. In tanti non hanno colpe. Tanti altri hanno come unica colpa la paura. Ma ho visto gente lavorare sodo per la propria città, accogliere i turisti come se fossero compagni di una vita, organizzare feste immense senza cancelli all’ingresso. Vedo tanti bimbi e ragazzini uscire da soli, ma uniti come fratelli. Certo, c’è qualche neo. Qualche pensiero vetusto che non si riesce a superare. Ma non faccio di un’idea un popolo, perché non si può giudicare così. “E’ del sud”, “Che torni a casa sua”. I congiuntivi sono un problema di tutti. L’accento è diverso in ogni regione. Il dialetto non si capisce mai, per definizione. E allora cosa c’è da rimproverare ad una ragazza di Palermo, che viene a Bologna per studiare al conservatorio? Non capisco. Non capisco la chiusura mentale, le barriere che ci costruiamo attorno, la paura del diverso, perfino di altri italiani, giudicati meno italiani di noi. E’ questo che genera l’odio. E’ il pregiudizio. E’ la mancanza di conoscenza. Eppure non vediamo che nessuno è perfetto, e che abbiamo tutti qualcosa da imparare. A sorridere, ad esempio. A coinvolgere gli altri senza esaminare i loro vestiti, i loro volti, il loro fisico, il loro sguardo. Dovremmo imparare ad essere più solari, più aperti, meno tristi e meno chiusi dentro un cellulare.

Giorgia è esattamente così. Una ragazza di Palermo con un allegro accento meridionale, un gran sorriso, la voglia di conoscere, di vedere, di costruire il proprio futuro, un amore sconfinato per la musica, per i parchi, una ragazza che mi ha trovata per caso in una strada, e ha voluto incontrarmi, fosse anche per soli dieci minuti, e parlarmi di sé come se già fossimo diventate amiche. Ti fa venire voglia di essere così. Senza problemi, senza pensieri a priori, senza riserve contro nessuno. Non so se al sud siano tutti così. Ma le etichette che i limitati mentali attaccano sulla fronte delle persone, le brucerei una dopo l’altra. Perché non si può dire di non sopportare una persona senza mai averla vista, senza averci mai parlato, senza averla guardata o aver condiviso con lei qualche minuto. Ero dubbiosa anch’io, all’inizio. Perché non sapevo come fosse. Non sapevo come mi avrebbe guardata. Magari saremmo rimaste per dieci minuti in silenzio, e ci saremmo salutate. Ma non è stato così.

Giorgia non ha guardato i miei vestiti, ha guardato i miei occhi.

E allora quel “Che torni a casa sua” lo demolisco nella mia mente, lettera dopo lettera. Perché non voglio credere che ancora esistano preconcetti medievali, come paraocchi neri, che vedono l’Italia soltanto come un puzzle venuto male. Italiani. Questo siamo. E la dignità e la libertà di vivere, di viaggiare, di sorridere, ci è stata concessa in ugual misura, a tutti.

25 commenti Aggiungi il tuo

  1. Oddio , che brutta frase della tua amica, oltre ad avercela con gli extracomunitari, si continua anche col sud?! non ho parole, essendo amica tua dev’essere anche giovane……
    Comunque che bello che Giorgia frequenti il conservatorio! incontrerà Mirko il mio collega, che dal 2 novembre prenderà servizio proprio lì

    1. ehipenny ha detto:

      Ha un anno meno di me… è mia amica, ma questi pensieri non li condivido proprio, ed è brutto…
      Lo incontrerà allora, inizierà anche lei il 2 novembre 😀

  2. GengisJokerBaneKhan ha detto:

    I preconcetti sono il male assoluto… ottimo post! W l’Italia è w il Sud!

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie! Lo dovevo :))

  3. alemarcotti ha detto:

    Fai bene a Demolire quella frase magari detta senza troppo pensare ma conoscere è sempre bello e soprattutto aprirsi agli altri😀

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo, con l’università sto scoprendo un nuovo modo di vivere i rapporti con la gente, giuro 😁

  4. Neogrigio ha detto:

    noi del sud abbiamo uno spirito d’accoglienza smisurato, peccato che palermo si stia velocemente svuotando. la repubblica ha contato 1000 emigrazioni al mese negli ultimi 8 mesi

    1. ehipenny ha detto:

      Purtroppo certi flussi non si possono impedire… apprezzo chi magari emigra e poi torna, o comunque non si dimentica della propria terra 🙂

      1. Neogrigio ha detto:

        e cm si torna….? non ci sn possibilità, va tutto a morire, è sempre peggio

      2. ehipenny ha detto:

        Dovrebbero cambiare tante cose..

  5. Giuliana ha detto:

    come si dice qui a Palermo, di scimuniti e’ pieno il mondo, bisogna isolarli 😒

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo! Ho appena salvato il tuo commento dallo Spam… vedi, bisogna lottare anche per isolare gl scimuniti 😃

      1. Giuliana ha detto:

        impresa difficilissima 😔

  6. kikkakonekka ha detto:

    Discorsi puerili, specialmente nel mondo universitario, aperto a chiunque di ogni latitudine. Che poi non ci rende conto di quanti sacrifici facciano questi ragazzi/e fuori casa tutto l’anno, con affitti da pagare, spese da fare, lavatrici, stiro… Abbastanza patetico.

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo… triste e patetico… io ho conosciuto parecchi ragazzi, chi più chi meno, e li ammiro per il coraggio… senza contare quanto sia bello conoscere nuove tradizioni, nuove regioni, altri dialetti e accenti, altre abitudini 🙂

      1. kikkakonekka ha detto:

        Ma poi alla Università, questi discorsi non si possono sentire. Io avevo compagni che venivano da ovunque, anche dall’estero. Ma eravamo tutti uguali.

      2. ehipenny ha detto:

        Anch’io, confermo, un ambiente bellissimo, si vede che questa mia amica ancora non lo ha vissuto… 🙂

  7. Mariantonietta ha detto:

    ignoranza allo stato puro. Veramente, cervello scollegato, come molti del resto. Ho avuto un’esperienza del genere a Firenze, in taxi. Non ho nemmeno risposto perchè credo che gli stupidi non meritino nemmeno quello.

    1. ehipenny ha detto:

      Infatti non ho risposto a lei direttamente… solo silenzio… forse ero anche troppo incredula per formulare un pensiero… la cosa che più mi rattrista è che questa persona abbia 17 anni, a un passo dall’università, dove si mescolano tante regioni.. 🙂

  8. ili6 ha detto:

    17 anni e già razzista.
    Che tristezza!
    È anche inadeguata e limitata perché oggi voi giovani siete apertissimi al mondo.
    se sei sua amica falla riflettere e crescere.
    Inoltre goditi Giorgia.

    1. ehipenny ha detto:

      Eh già, ho pensato la stessa cosa, che tristezza… io mi sento abbastanza aperta, e nel mondo universitario non puoi permetterti questi pensieri… si rimane soli altrimenti… proverò a parlarci prima o poi ma se in tutti questi anni non ci è riuscito nessuno… 🙂

  9. Monica Acito ha detto:

    Che frase orribile.
    Io sono del sud, sono cilentana ma vivo a Napoli. Che frase triste ha detto la tua amica, specie se è giovane… io sono con giorgia e la sua musica!:)

    1. ehipenny ha detto:

      Sono anch’io con Giorgia, purtroppo non è la sola che fa pensieri del genere, ed è triste… Ho iniziato l’università e sono felicissima di conoscere persone da altre regioni, è una delle cose più stimolanti :))

  10. fulvialuna1 ha detto:

    L’Italia che tanto si reputa civile ha un tasso molto altro di intolleranza, non verso gli stranieri, ma tra connazionali, addirittura tra paesi che distano anche solo pochissimi chilometri .-(

    1. ehipenny ha detto:

      È vero… penso anche alla rivalità modena-bologna, così vicina a me…

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