È solo una foto 

Le foto di famiglia ritraggono volti sorridenti, nascite, matrimoni, vacanze, feste di compleanno dei bambini. Si scattano fotografie nei momenti felici della propria vita. Chiunque sfogli un album fotografico ne concluderebbe che abbiamo vissuto un’esistenza felice e serena, senza tragedie. Nessuno scatta una fotografia di qualcosa che vuole dimenticare
(dal film One Hour Photo)
A chi mi dice che è solo una foto, voglio rispondere che no, non è solo una foto. C’è una storia dietro, che nessuno può immaginare. La conosco io, perché quella foto l’ho vista nascere, o cadere tra le mie mani come le foglie in autunno che non sanno mai che direzione prendere, l’ho vista dipingersi dei colori delle nostre labbra, dietro quei sorrisi nascondere le emozioni del momento, e infilarsi nel cassetto perché la polvere non la rovini. C’è una storia, dietro ogni foto, che può durare anni. Ed è incredibile accorgersi di come all’improvviso sia divenuto importante guardarle, ripercorrere quel viaggio sconfinato immagine dopo immagine, e farsi travolgere dalle sensazioni come se fosse la prima volta in quel posto, con quelle persone, in quel minuto di posa. È strano, perché una foto non è mai perfetta. C’è l’occhio storto, la bocca sghemba, il capello fuori luogo, l’espressione da folle. Eppure sono le foto più belle, quelle in cui qualcuno si vede e non si vede, qualcun altro fa lo scemo, e sullo sfondo il panorama si può solo immaginare, perché nell’inquadratura non c’era abbastanza spazio. Si immagina, chiudendo gli occhi, come la foto continui, e chissà quali sguardi siano stati celati all’obiettivo, quanti stessero correndo per entrarci, destinati a correre all’infinito, perché la foto immobile non si può più cambiare. Non é solo una fotografia. Ricordo bene quando è stata scattata, ricordo quando l’ho guardata per la prima volta da sola, in camera, e ne ho analizzato i dettagli, soppesando le dimensioni, ricordo che ho abbassato la testa, perché vedere quei volti stampati su carta, sempre con quegli stessi occhi fissi, immobili, mi faceva gelare il sangue, e ricordo che ho voluto tenerla, perché significava qualcosa. Qualcosa che oggi è appeso ad un muro, in un collage di fotografie che raccontano la mia vita. Non sono perfette. Molte non sono nemmeno belle. Ma sono momenti, istanti, appena percettibili, che tra i pensieri remoti ancora riesco a vivere, per una seconda volta, senza provarne nostalgia. É che ci sono, tangibili quadrati di carta lucida, e allora sembra quasi tutto più vero, come se la mente navigasse più dolcemente, come se i ricordi fossero un oceano piatto e pacato, ed io una barca silente. Non è solo una foto, perché in quella foto ci sono io. C’è un pezzo di me, quello che quel giorno ho lasciato scrivere a chi reggeva la penna in mano, quello che probabilmente reca tante firme tutte sovrapposte e confuse, ma le so leggere soltanto io. Dentro quella foto non c’è solamente carta e colori, c’è quel vissuto, quel senso di esperienza, di già fatto, già visto, già appartenuto, come chi osserva da lontano un trofeo ammaccato, e a mala pena chiudendo gli occhi rivede il momento della premiazione. Il tempo passa, ma le fotografie non cambiano mai. Forse é anche per questo che mi piace accarezzarle, e rigirarle all’infinito fino a conoscerne ogni dettaglio. So che in quelle fotografie potrò trovarci sempre la stessa sicurezza, la stessa aurea atmosfera di gioia e tristezza, perché allora eravamo felici, e me lo si leggeva in faccia, nonostante io detesti farmi fotografare. Sarà anche per questo che sono tutte speciali. Perché sono poche. Oggi che tutti amano immortalarsi davanti agli specchi, ai finestrini dell’auto, io conto sulle dita le foto ben riuscite, e nonostante questo sono quasi quaranta quelle che avrei voluto esporre, come un tratto della mia anima, un’opera d’arte. Non è solo un collage di fotografie, è un racconto che ho costruito negli anni, infiltrandomi con la testa in quei selfie di classe di cui raramente ho fatto davvero parte, ma per qualche strano motivo mi incanto a guardarli, perché mi riconosco, circondata da quelle persone, e mi rendo conto che tutto è armonia. Cinque anni in quaranta foto. Una in più, una in meno. Sembrano anche poche. Ma quante volte ho preferito inquadrare un panorama, o quelle mie scarpe in posa sul terreno, ignara di quanto valore potesse assumere un pezzo di carta con una faccia grottesca in mezzo: la mia. Ho sempre pensato alle foto ricordo come fogli bagnati da lacrime salate, eppure non riesco a piangere su quei volti felici, solo provo una sottile malinconica affezione, perché io c’ero e qualcuno lo ha scritto, allora, con una voce che percepisco anche adesso. Non è solo una foto. Non è solo un’immagine ferma. Eterna. Non è solo un sogno. È una parte di noi che scivola spesso lontano quando passano gli anni, ma non si distacca mai.

La fotografia è una mannaia che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata
(Henri Cartier-Bresson)
Nella fotografia ognuno è il ricordo di un altro
(Carmine Dileo)

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. alemarcotti ha detto:

    Esatto… Non sono solo foto

  2. GengisJokerBaneKhan ha detto:

    Ti capisco 😀
    Pennyyyyyyyyyyyyyyyyyyy

      1. GengisJokerBaneKhan ha detto:

        Prego!

  3. SegnaLibro ha detto:

    Anch’io personalmente trovo affascinante il fatto che in una singola foto vi siano tanti ricordi ed emozioni. Nel mio telefono conservo sempre una scorta di foto felici, principalmente relative all’estate o ai viaggi, per rivivere ogni tanto quei momenti e farmi tornare il buon umore 😬✌️

    1. ehipenny ha detto:

      Anche se a me viene anche malinconia 😅 A parte gli scherzi, credo che la fotografia e i passi avanti che ha fatto siano uno dei lati positivi del progresso tecnologico :))

  4. Neda ha detto:

    Ho molte foto in bianco e nero, sia mie di quando ero ragazza, che dei miei genitori e dei mie nonni, bisnonni, parenti vari. Quelle molto vecchie, non sono mai istantanee, ma foto in posa, con abiti e accessori, ambienti e suppellettili che raccontano un tempo antico. Le più vecchie sono addirittura color seppia.
    Ricordo una mia foto, nel 1968, fatta in uno studio con un fotografo che usava ancora una vecchia apparecchiatura con la lastra e lunghi minuti di posa.

    1. ehipenny ha detto:

      Bellissime, io adoro le vecchie foto, quelle dei miei nonni che trovo in casa… passerei ore a guardarle, sono affascinanti 😀

  5. kikkakonekka ha detto:

    Se la signora nella minifoto centrale è tua mamma, posso dire che le assomigli.

    E comunque è vero, le foto sono un attimo di vita, non un solo un pezzo di carta o un file.

    1. ehipenny ha detto:

      Me lo dicono quasi tutti 😁

  6. fulvialuna1 ha detto:

    Una foto è ricordo, è amore, è dolore….è vita, che ferma gli attimi.

    1. ehipenny ha detto:

      Tutto questo, si :))

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