Che lingua

Ma che lingua parlo io?

Chi mi capisce?

Una lingua nuova, di chi ha diciott’anni e vorrebbe conquistare il mondo, vincere su ogni cosa, con la forza e la voglia della vita davanti a me.

Mia madre ha paura, una costante paura di vedermi partire senza mai più tornare, ha paura che io me ne vada, che mi allontani da lei, cerco di dirle che ormai sono grande, che le voglio bene ma ho tanta voglia di crescere, ma forse che la mia lingua non basta?

Mio padre crede che io sia ancora piccola, si vede ancora quel giovane padre che mi stringeva neonata, eppure a volte se lo dice da solo, di tempo ne è passato, è giusto anche lasciarla andare, ma è la mia lingua che non si capisce?

A scuola qualcuno non mi ha mai nemmeno lasciato parlare, non era importante ascoltarmi, concedermi la proprietà di un’opinione, qualcuno ha schiacciato la mia lingua come un inutile insieme di segni senza senso, e che senso aveva?

Altri mi contraddicevano, come fosse la lingua sbagliata, con una frase dopo ogni mia frase per avere sempre l’ultima parola, sembrava che il mio senso logico non esistesse, una lingua nata male, nata per essere abbattuta, possibile?

Poi ho incontrato chi parlava una lingua simile alla mia, e misono sentita cittadina di qualcosa, qualcosa di bello, perché potevo parlare ed essere capita, affrontare una discussione senza esserne vittima, potevo ragionare ad alta voce ed essere seguita con la mente, che soddisfazione!

Ma ancora a volte mi chiedo se non sia la mia lingua un problema.

Tutti danno importanza a qualcosa, ma a volte mi sento unica nel mio dare importanza ai valori, al rispetto, alla sincerità.

Tutti sognano un futuro, ma a volte mi sento unica nel mio sognare di costruirlo con le mie mani, senza aspettare che un meteorite piova dal cielo per darmi la felicità.

Tutti hanno in testa nella propria lingua la parola “grazie”, ma a volte mi sento unica nel mio ripeterla all’infinito per le più piccole cose.

Tutti conoscono la parola “scusa”, ma soltanto io la uso a sproposito, anche quando le scuse dovrei riceverle io.

Tutti sanno cosa voglia dire “per favore”, ma a volte sembra che sia stato rimosso dai vocabolari.

Parlo una lingua che comprendo io, perfettamente, ma gli altri… non lo so. È come se ci fossero pagine di verbi e sostantivi a tutti ignoti, oscurati da un tratto nero che non lascia intravedere le lettere.

Ecco perché a volte non vengo capita.

Certo, é possibile che ci siano persone straniere. Come far parlare un russo e un portoghese.

Ci sono persone che non sentono: si chiamano sorde.

Ci sono persone che con le lingue non sono portate, e allora non ci provano nemmeno.

Ma la mia lingua forse da fuori appare strana, così silente, la sentono in pochi, e quando mi registro non mi riconosco nemmeno io. Non parlo in pubblico, non mi piace. Al centro di un cerchio non ci vado mai. È una lingua per pochi intimi, complessa nelle sue sfaccettature, anche quando il mio “no” suona come un gigantesco squillante “si”.

Altre volte è muta, silenziosi pensieri che frullano in testa come un tornado violento, senza saper formulare un discorso sensato, soltanto sensazioni, come se i pensieri gridassero forti, ma nessuno li potesse sentire.

Ma che lingua parlo io?

Devono ancora decifrarla al meglio.

22 commenti Aggiungi il tuo

  1. kikkakonekka ha detto:

    A volte gli unici che ci capiscono siamo noi stessi.
    Però la tua è anche una età di grandi cambiamenti, “normale” (tra virgolette, sia chiaro) che ci si possa sentire non capiti, o mal interpretati, o che non si riesca a decifrare gli altri.

    1. ehipenny ha detto:

      Penso sia così, ed è anche normale che siano momenti, che passino 🙂

    2. Papillon ha detto:

      Condivido l’analisi del “Kikka”. Son momenti, che passano e poi ritornano nella nostra vita anche in età “matura”. Impariamo a conviverci e non facciamone una scusa per arrenderci e de-responsabilizzarci. Crediamo sempre di potercela fare.

      1. ehipenny ha detto:

        Certo, concordo anch’io, soprattutto mai de-responsabilizzarci, sarebbe come smettere di essere padroni di noi 🙂

  2. Ghiandaia blog ha detto:

    Poter parlare, essere capita, è una conquista della vita.🙌🎈

    1. ehipenny ha detto:

      Credo anch’io, e una conquista delle persone con cui condividerla 😉

  3. alemarcotti ha detto:

    A me sembra di capirla però…. E sono felice 😀

    1. ehipenny ha detto:

      E allora sono felice anch’io! :))

  4. GengisJokerKhan ha detto:

    Io 😀

      1. GengisJokerKhan ha detto:

        Il Pennese ahahahah

  5. Erik ha detto:

    non sei unica, ma sicuramente sei in minoranza… capito questo tutto va in discesa…. 🙂

    ah, ancora una cosa, tu intanto continua a parlare che ciò che dici ha spesso molto molto senso!!!

    1. ehipenny ha detto:

      Allora mo’ mi sforzo per capirlo 😅
      E in aggiunta, mi impegnerò anche a continuare allora, grazie del consiglio! :))

  6. "Perseide" ha detto:

    Qualunque lingua sia… è quella del tuo cammino. 🤗

    1. ehipenny ha detto:

      Inevitabile 😀

      1. "Perseide" ha detto:

        Hai capito eh?

  7. Paroledipaola ha detto:

    Io ti capisco sempre……..👍

    1. ehipenny ha detto:

      Ed io sono felicissima 😘

      1. Paroledipaola ha detto:

        😁😁😁😁

  8. fulvialuna1 ha detto:

    C’è tempo perr capirla….

    1. ehipenny ha detto:

      Lo sfrutterò :))

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