Com’è?

Com’è?, mi si chiede. Non so. Un caos. Non so cosa provo, non so cosa penso, non ho la minima idea di che cosa io stia vivendo adesso, è come un sogno immenso e confuso, nuovo e luminoso, strano. Non c’è più niente di tutto quello che avevo prima, e quelle poche pagine che sono riuscita a salvare dal tempo sono ora ingiallite, rovinate, a tratti strappate. Non ho più le abitudini di un tempo, e mi sembra ancora estate, a volte, quando al giovedì sono in casa da sola e fuori c’è il sole. Ma non posso uscire così, a passeggiare senza meta con gli auricolari nelle orecchie, non posso perdermi a fantasticare nel mio mondo artefatto, non posso sedermi a terra e rifiutarmi di leggere il calendario. Dicevo: la novità è stimolante. Lo è. Più di qualsiasi altra cosa. L’economia mi piace, l’ambiente mi piace, il tempo passa e nemmeno me ne accorgo. Ma è come se mancasse qualcosa. Tanti studenti fuori sede, ed io vorrei trovare le persone giuste, in quel turbine di volti sconosciuti che a volte incrociano il mio sguardo. Ma scambio qualche parola ed il sogno finisce. Lo so, frequento l’università da pochi giorni. Ma è come se d’improvviso tutto il passato fosse scomparso, e a tratti tornasse come un male tormentoso dentro di me, a sconvolgere vecchi ricordi riportandomi a quelle certezze che avevo, e che adesso non ho. So che devo studiare, so che devo cogliere le occasioni, so che sto costruendo la mia vita, ogni giorno. Ma ho troppi desideri strani e contrastanti. E quel sole, quel sole brillante che la mattina ancora mi sveglia prima delle otto, ogni volta mi fa sentire libera di volare dal mio nido. E com’è? Com’è là fuori? Strano, come è strana la maggior parte delle mie sensazioni irrazionali, quando inizio a riconoscere qualche volto in Via Zamboni, zona universitaria: ne faccio parte anch’io? Perché me lo chiedo? Non sono l’unica e non sono la prima. Lo so. E’ una consapevolezza che non riesco a digerire. Non mi manca niente del liceo, non sento il desiderio di tornare indietro, o di rinascere, di attraversare una seconda volta lo stesso bosco, no. Ho detto che è strano, che non ha senso. Ho tanto di allora, ma là dentro è come se non lo vedessi. Vado alla ricerca di qualcosa in più, perché mi hanno detto che all’università c’è tanta gente, tanti interessi, tante conoscenze da fare, tanti luoghi da esplorare. Ma è una cosa che non ho mai fatto, ed è strano. E’ strano cambiare così. E’ strano fingere che sia normale, che già mi appartenga completamente, e non riesco a non pensare che questi libri fotocopiati abusivamente pesano come mattoni. A volte provo quella stessa sensazione di inizio estate, quando tutti sono partiti per le vacanze ed io sono rimasta qui, nel mio cantuccio protetto, con le finestre mezzo aperte per far passare un po’ d’aria: adesso è freddo. Ogni tanto piove. Devo prendere l’autobus. Com’è? Lo odio. Io non ho mai preso l’autobus. Ma ogni tanto incontro una ragazza che frequentava il mio liceo, e allora si parla. L’università è così, ora. Un caos. Uno strano e irrazionale muoversi di gente. Mi sento piena e vuota allo stesso tempo, perché voglio fidarmi di me stessa, ma è come se non mi conoscessi più del tutto. C’è qualcosa di nuovo, quel mio fregarmene di aver bloccato la macchinetta del caffè davanti a tutti, quel mio andare oltre, con tutta la volontà che trovo, oltre i miei limiti, oltre le paure che forse, anni fa, mi avrebbero bloccata sulla sedia. Non ho più timore di camminare da sola. E’ forse questo crescere? Com’è? Strano. Perché leggo da ogni parte che l’adolescenza è tutta un casino, un problema dietro l’altro, ma nessuno che parli di quando questa finisce. Di quanti uragani si incontrano. Di quante scale da salire. Come se fosse normale. Non lo è. Diamine, non lo è. Era normale, per me, uscire di casa ogni mattina, era normale sognare la casa vuota senza poterla quasi mai avere, era normale desiderare un po’ di spazio solo per me, era normale difendere i miei appunti con le spade. Ora è pazzia. Mi chiedono ripetutamente come sia. Crescere, com’è crescere? E’… E’ come se avessi diciotto anni da mezza vita. Penso sia stato l’anno più lungo di tutti. Il mio diciottesimo anno ha preso la mia libreria di romanzi, l’ha ribaltata dal balcone, e l’ha riempita di manoscritti ancora da sfogliare, pagine di cui nemmeno conosco il titolo, ma sono mie. Ne sono certa. Quindi è inutile che io cerchi una risposta, non lo so come sia, non lo so definire. So che l’aula è grande, le persone che mi siedono accanto sono sempre diverse, e ne conosco la voce, lo sguardo, la scrittura, con alcune mi fermo a parlare, accanto alla macchinetta del caffè, ad altre vorrei chiedere di studiare insieme, altre ancora le osservo e basta, perché io faccio sempre così. So che l’economia mi sta piacendo, la sto capendo, ma ci sono ragazzi più bravi di me. So che da qualche parte, in una tasca che non trovo, c’è un buon pizzico di nostalgia per il mondo di ieri, che ogni tanto scivola, di granello in granello, tra le piaghe sensibili di un carattere che cerco di plasmare, e a volte brucia, altre volte si disperde chissà dove, ed io, chissà come sto. Com’è? Un caos. Una confusione che non riesco a raccontare. E’ il pensiero che sono già arrivata qui, ma che ho altri tre, o cinque anni per studiare. E’ l’ansia per i primi esami di fine ottobre. E’ il bisogno di avere qualcuno accanto, anche se dovessi chiedere loro, con lo sguardo basso, di promettermi una cosa: resta. Perché io, nonostante tutto, resto. Con la mia voglia di cambiare e di non farlo mai. E allora forse sono semplicemente io che trasformo tutto in un tornado. Sono io quel soffio di vento che ruota senza sosta, e mi fa girare la testa tra le sedie ancorate al pavimento. O no?

27 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paroledipaola ha detto:

    Penny è tutto normale. Quando si cambiano abitudini a volte persino le più piccine ci si sente strani. Ti capisco l’ho vissuto anch’io all’epoca ma vedrai che nel giro di qualche mesetto ti sentirai avvolta da una realtà accettata e adatta. Ora sei grande gioia, non sei più una liceale. Ora tutto dipende dalla tua capacità organizzativa e da tanti silenzi……perche’ si sa i cambiamenti, spesso portano anche quelli. Ora stai visualizzando, studiando il nuovo ambiente e presto spiccherai quel gran volo che ti contraddistingue sempre in tutto quello che fai e dici. È normale pennina, accompagna il momento❤❤❤❤

    1. ehipenny ha detto:

      Ma grazie, cosa ti posso rispondere? ❤ Mi fido dell’opinione di una persona più grande, e ti ringrazio tanto.. e speriamo che sia tutto bellissimo :))

      1. Paroledipaola ha detto:

        Vedrai………..tutto ti sarà presto chiaro🌹

      2. ehipenny ha detto:

        Prendo la tua fiducia, la farò mia :))
        Un sorriso!

      3. Paroledipaola ha detto:

        Ok😄

  2. GengisJokerKhan ha detto:

    Hai bisogno di svolte, tutto qui! Piano piano farai tutto.

  3. "Perseide" ha detto:

    è che bisogna spogliarsi dei vecchi abiti e indossarne dei nuovi… vedila così! indossi uno stile diverso dal solito, ti senti strana ma poi ti piace, ti affascina, ti senti a tuo agio e il tempo scorre e tu sei già sotto laurea. Io vedo i ragazzi del politecnico quando passo per il parco… sono belli, spaesati all’inizio ma belli, fanno cornice, si aggregano… e si aiutano a vicenda… Ohh Hei, … hai un mondo di fatiche e di soddisfazioni davanti a te… coglilo senza remore. buttati e lasciati guidare dall’istinto! E poi… “scrivi da dio, e ogni volta che ti leggo mi prende un non so che di leggera consapevolezza che sei unica…irripetibile, e per nulla scambiabile… ❤

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore davvero! ❤ Sei carinissima! Prendo il tuo consiglio volentieri, e migliorerò nel mio “buttarmi”… Ah, le ultime righe del tuo commento: sono una delle cose più belle che io abbia letto 🙂

      1. "Perseide" ha detto:

        Lo penso …. e poi adoro il tuo blog! 🤗❤️

      2. ehipenny ha detto:

        Solo cuoricini per te ❤

      3. "Perseide" ha detto:

        😇anche qualche tiratina fidi orecchie 🤦🏻‍♀️😘

  4. Neda ha detto:

    Lasciati trasportare dalla corrente. Prendi le cose come vengono e aspetta che il flusso dei sentimenti rallenti e torni alla normalità.

    1. ehipenny ha detto:

      Seguirò il tuo consiglio, ci proverò davvero… grazie di cuore 😘

  5. alberoluna ha detto:

    Mi piace come scrivi. Ti riesce bene. poi il resto: la confusione, i riferimenti che cambiano, la sensazione di smarrimento.. tutte cose che un giorno ricorderai con un sorriso, o forse stupendoti di quel che eri.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! Lo so, sono fasi, se guardo indietro ne ho attraversate tante… e cambiano anche in fretta, lo sto notando perfino dal giorno in cui ho scritto il post ad oggi 😅 vedremo come andrà, vivendo :))

  6. Riyueren ha detto:

    Andrai benissimo. Tieni duro. Vorrei essere stata come sei tu ora. Per me è tardi. Per te no. Faccio il tifo per te. ❤

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille, davvero ❤ Non è detto che sia tardi, io non penso esista un tempo limite per essere.. :))

      1. Riyueren ha detto:

        Per essere sicuramente non c’è un limite e questo lo so: sono le possibilità che tu hai e che io a 60 anni non ho più perché alla tua età non ero come te. Non ho tutta una vita davanti. Ci sono cose che se non le fai da giovane…da vecchio non puoi più fare. Indietro non si torna e gli sbagli, almeno certi sbagli, sono senza rimedio. Credimi, certi sbagli si pagano a vita. Come soprattutto nel mio caso, la mancanza di autostima e il sostegno che invece io ho dato a mio figlio ( e i risultati,ottimi, li vedo e almeno una cosa buona nella mia vita l’ho fatta). ❤

      2. ehipenny ha detto:

        Certo questo non posso negarlo… le occasioni cambiano andando avanti con la propria vita… è bello che tuo figlio abbia ricevuto questo, lo dico da figlia, fa bene :))

  7. Riyueren ha detto:

    Vedi, Penny, il problema è che nella vita, andando avanti, le occasioni non cambiano, semplicemente diminuiscono. Da giovani la strada è piena di incroci, di sentieri possibili, puoi scegliere. Da una certa età in poi, soprattutto nella nostra società, gli incroci sono sempre meno: alla fine ti ritrovi a dover percorrere un’unica strada e se per caso hai scelto la strada sbagliata…ti trovi costretta a percorrerla sino alla fine e ti assicuro che non è piacevole.Naturalmente l’istinto di sopravvivenza è forte, per cui ora continuo a concentrarmi sull’essere, cosa che del resto ho sempre fatto, ma se avessi avuto quello che invece ha avuto mio figlio, che grazie a Dio ha un carattere molto più forte del mio, forse ora anche “avrei”, oltre che “essere” quella che sono. Pazienza…Ti abbraccio. ❤

    1. ehipenny ha detto:

      Seguo il tuo ragionamento, da ragazza più giovane non pretendo di ribattere, non potrei 🙂
      Un abbraccio a te 😘

  8. kikkakonekka ha detto:

    Ricordo i miei primi giorni universitari. Qualche volto conosciuto con cui scambiar parola e tenersi il posto, lezioni in aule distanti tra loro con corse a perdifiato, una sensazione di libertà e responsabilità.
    Io ricordo con molta simpatia quei giorni, lo farai anche tu tra alcuni anni.

    1. ehipenny ha detto:

      Probabile, la mia esperienza è simile, ma apprezzo sempre tutto in ritardo 😀

  9. fulvialuna1 ha detto:

    sei tu…e la mano te la sta tenendo la tua gioventù, che poi diventa un vento meraviglioso….fallo soffiare.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille, un commento bellissimo, davvero… la risposta forse più giusta, cercherò di farlo soffiare 😘

      1. fulvialuna1 ha detto:

        Ne sono convinta 😉

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