Domanda della settimana

Se ti dico: cambiamento?

Con i cambiamenti ho un rapporto abbastanza conflittuale. Si vive una vita fatta di cambiamenti, cambiamenti di ogni tipo e di ogni forma, a volte repentini, a volte si tratta soltanto di una curva leggera. Ma mi piace cambiare. Spesso aspetto che un’onda investa la spiaggia, rimescoli tutti i granelli che si accavallano uno sull’altro, lo aspetto quando i luoghi che mi circondano sono ormai una seconda casa, quando tutto finisce di stupirmi, quando ho voglia di viaggiare nelle situazioni. Il cambiamento porta con sé tanto. E’ come un soffio di vento fresco a inizio settembre, che sancisce al tempo stesso la fine dell’estate, l’inizio delle piogge. E porta con sé persone, ambienti, studi, strade, stanzette arredate, nuove relazioni a cui ogni volta ci si deve adeguare, e tutto questo mi attira, come una porta chiusa da aprire. E’ un tuffo in un oceano di emozioni, e c’è quell’adrenalina, quella sensazione di assoluta libertà, quando ti sporgi dalla parete rocciosa e guardi in basso: vedi tutto e al tempo stesso non vedi niente, perché di quel cambiamento in fondo conosci poco. Mi piace cambiare, mi piace spostarmi da una pagina all’altra dello stesso romanzo, mi piace spaziare tra infinite e contrastanti vedute, dal mare alla montagna, dal bosco al deserto, mi piace cambiare stagioni così come si cambiano le scarpe di anno in anno, mi piace cambiare abiti, e cambiare me stessa, quel poco che il tempo mi permette e mi aiuta a costruire. Anche se non sembra, cambiare aiuta tanto. Aiuta a conoscersi, a scoprire nuovi limiti di sé, a mettersi in gioco, a giocare con la vita adottando strategie diverse. Ma al tempo stesso un poco mi spaventa. Lasciarsi tutto alle spalle, ogni certezza, ogni appiglio, ogni ancora gettata in mare, ogni corda conosciuta a cui aggrapparsi. Cambiare significa spesso non poter tornare indietro. E’ come leggere un libro strappandone le pagine già lette. E mi spaventa un poco non trovare più niente dietro di me, soltanto una lunga autostrada da percorrere andando avanti, e magari dietro un vetro tutti quei volti noti che ho sempre visto, con cui ho sempre parlato, che ho sempre inconsciamente cercato. E’ strano allungare una mano e non trovare quelle persone. E’ strano trovarsi a gestire un mondo totalmente diverso. Il mio rapporto con i cambiamenti è strano. Lo voglio e non lo voglio. Lo cerco fino a quando non lo raggiungo, e sono ad un passo dal voltare la pagina: è allora che vince la paura. E’ un senso di vertigine improvviso, quando dall’alto della scogliera guardi in basso e scorgi la schiuma tempestosa delle onde, ti domandi se mai avrai la forza di non farti inghiottire, e non sai cosa rispondere. Sono tante domande, quelle che mi giungono in mente prima di cambiare tutto. Come se fino ad allora avesse dominato l’istinto irrazionale. Alla fine cambio. Per forza. Ma in quel volo d’angelo, con l’aria che mi sferza la faccia, e il vuoto sotto i piedi, mi fanno un poco tremare. Sono pochi secondi, quelli prima di approdare ad un nuovo terreno, più soffice o più duro lo potrà dire soltanto il tempo, ecco, ma sono pochi secondi che fischiano come un’allarme nelle orecchie. Vedo il passato allontanarsi di un gran passo, ed il futuro illuminarsi a mala pena, di una luce di candela fragile e opaca. Sono quei secondi in cui non c’è più niente. Solo io. Io e un numero esorbitante di possibilità. Ma le scelte così vaste a me fanno paura. Il vuoto mi fa paura. I cambiamenti sono come un volo in aereo con violente turbolenze, e nessuno a cui stringere la mano. Ma se è destino, o se è un vero desiderio, un’esigenza, una volontà irrinunciabile, basterà chiudere gli occhi e lasciarsi andare contro il muro invisibile, contro la porta del cambiamento che rivoluziona tutto. Nessuno dice che sia facile cambiare. Spesso non lo è. Non subito. Ma tante volte ho avuto paura ed ho cambiato ugualmente, chiedendomi poi cosa ci fosse di così terribile nel buio di una galleria sconosciuta. E’ solo che a volte, alle sensazioni, non c’è spiegazione.

E se vi dico: cambiamento, cosa rispondereste?

21 pensieri su “Domanda della settimana

  1. Cambiamento = paura, entusiasmo, incognite, curiosità, scetticismo, dubbi.
    Nel lavoro, lo accetto con felicità, quando va via un chirurgo sgarbato e maleducato con il personale di Sala e i pazienti.

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