Riscoprire la lettura

Alterno nella mia vita due fasi, il buio e la lettura, buio interrotto dalla musica, dalla penna sul foglio, dal bagliore dello schermo del computer, dalla luce del sole, da mill’altre distrazioni che riempiono quella mancanza che altrimenti si farebbe sentire. In estate leggo sempre. L’estate è un tempo diverso, più lento, come seduto su sé stesso, e mi si offre davanti per essere riempito non si sa come. Così leggo per riempirlo, e un poco per far piacere a mia madre, un poco per adempiere al mio ruolo di studentessa con dei doveri, un poco perché quei libri prendevano polvere da mesi. La scuola mi ha sempre rifilato una serie di mattoni, di tegole indigeribili, su cui puntualmente mi fissavo, rileggendo infinite volte le stesse righe senza capirle, forse troppo giovane, forse troppo disabituata alla lettura. Ho un ricordo: di quando per la prima volta aprii le pagine del “Libro del Cortegiano” di Castiglione. Seicento pagine circa, pieno zeppo di note a margine, di tentativi di traduzione, ma nonostante ogni sforzo incomprensibile. Penso sia stato l’unico romanzo che mi sono rifiutata di leggere. Ne ho sfogliato una cinquantina di righe al massimo. L’estate successiva è stata forse la più fiorente, l’anno di preparazione alla quinta superiore. “Il fu Mattia Pascal”, Pirandello, “La coscienza di Zeno”, Svevo, “Il piacere”, d’Annunzio, “Gli indifferenti”, Moravia, “I malavoglia”, Verga. Li ho letti tutti, io sola di tutta la classe. Posso dire di aver riscoperto la lettura dei classici, il sapore diverso che quei romanzi avevano, il gusto della corrente letteraria sempre diversa, i personaggi contornati da uno stile peculiare, le descrizioni profumate, o saporite, o sfocate come una vecchia stampa dell’epoca. Anche se erano dei mattoni, il proseguimento delle tegole di quel tetto in costruzione, anche se il direttore lavori si chiamava Professore di lettere, ho letto con gusto, come mai prima d’ora. Ho lasciato ogni interesse per quei libroni moderni in cima alle novità, e ogni volta mi tornano in mente le parole del Professore, non ci sono più gli scrittori di un tempo, forse un poco ha ragione, non c’è più un Pirandello, un Carducci, un Alighieri o un Manzoni. Le basi della nostra cultura sono altrove. Sono nel passato, nel vissuto. Non riuscirò mai a leggere la Commedia per intero, non ce la faccio. Ma ho letto integralmente “I promessi sposi”, esattamente tre anni fa: un capolavoro che ho riconosciuto soltanto nel mio silenzio, nella pace che andavo cercando per poterli comprendere, senza dormire sulle lezioni scolastiche più noiose del sabato. I libri sono da studiare ma soprattutto da leggere, credo. Così ho riscoperto la lettura, la lettura dei classici, di quei romanzi immortali che tutti hanno sentito nominare almeno una volta nella vita, quei volumi che sono come pietre sotto la strada su cui camminiamo, mattoni, a volte tegole indigeribili, ma non si può non conoscere ciò che ha fatto la storia. Protagonisti al margine, certo. Non capi politici, neppure eserciti, o epidemie, o eroi sul campo, o Santi, o mendicanti di strada, ma libri. Ho stilato una lista di libri che vorrei leggere prima di morire, ma si è allungata paurosamente, e si allunga, si allunga sempre, come se non mi fosse ancora giunto nella coscienza che leggere tutto è impossibile. Non bastano gli anni, nemmeno a chi ne vive centodieci. Ma questo non fa che aumentare la mia fame di leggere, come se la sfida di battere il tempo mi avesse catturata a braccia, e mi stesse trascinando lungo quella strada di mattoni solidi e unghiati che si conficcano nella carne, a dirmi Ci sono anch’io. Vorrei tornare dal mio Professore, chiedergli un consiglio, una lista di libri da leggere almeno una volta nella vita, consapevole che forse la metà di essi non avrò il coraggio di aprirli, ma la verità è che ho paura perfino di lui. Ha una cultura vastissima, ed io una biblioteca in cui i libri si accavallano, si incastrano tra gli scaffali, si nascondono negli angoli, si attorcigliano nelle pagine piegate. Non so tenerli, i libri. Li sottolineo, li accartoccio come carta usata, li disegno, li coloro, li sfoglio infinite volte fino a lasciare l’alone di un dito negli angoli delle pagine. Ma ho deciso che voglio comprare libri nuovi. I classici, quelli che ho sulla lista. Virginia Woolfe, Franz Kafka, Emily Bronte, Jane Austen, Fedor Dostoevskij, e più non mi dilungo, perché del resto non lo so neanch’io. E’ solo per dire che ho riscoperto la lettura, e se non andrò a studiare alla facoltà di lettere, se non seguirò il sogno di mia madre, o della mia migliore amica, potrò un giorno dire ai miei figli che qualche libro importante, qualche mattone della nostra strada, l’ho letto anche io. Studierò economia, ma accanto ai gelidi numeri avrò sempre accanto delle pagine ingiallite scritte in nero, profumate di cantina, magari rubate a mio nonno, magari comprate da poco, magari in prestito dalla biblioteca di quartiere, con un titolo, un autore, una genesi studiata a scuola, o scavalcata come uno dei tanti ostacoli nei cinquecento metri, e magari mi piacerà, magari lo capirò, oppure non ne capirò niente e lo lancerò contro il muro, lo calpesterò a piedi nudi, lo amerò o lo odierò, chi può dirlo, se non il tempo che mi appresto a vivere leggendo?

10 commenti Aggiungi il tuo

  1. LupoGrigio ha detto:

    Di sicuro la lettura ti ha aiutato nella scrittura, scrivi molto bene e con attenzione. complimenti.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille, davvero! Mi rendo conto che leggere mi aiuta tanto, certi stili, certi termini mi restano… ma soprattutto mi fa venire voglia di scrivere, anche quando mi sembra di non aver niente da dire 😀

  2. Neogrigio ha detto:

    d quando sono a varsavia non sono riuscito ad aprire un libro

    1. ehipenny ha detto:

      Io ho attraversato periodi lunghissimi senza aprire un libro… mi chiedo come abbia fatto 😅

      1. Neogrigio ha detto:

        sono periodi, appunto, poi passano

  3. MammaSerena ha detto:

    Anche a me piace ripescare qualche classico in biblioteca ogni tanto e, al contrario di quello che a volte mi capita con le novità super pubblicizzate, non sono mai rimasta delusa ☺️

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo, i classici meritano tutti, ognuno diverso dall’altro, ma con i suoi pregi 😉

      1. MammaSerena ha detto:

        Esatto. Io mi sono messa in lista da rileggere prima o poi anche quelli che magari avevo letto forzatamente a scuola e non avevo apprezzato.. perché sono convinta che forse non era il momento adatto per me per una determinata lettura..

      2. ehipenny ha detto:

        Io faccio fatica a rileggere un libro invece… e Faccio fatica anche a rivalutarlo, non so perché 😅

      3. MammaSerena ha detto:

        Forse perché ti fidi della tua prima impressione.. e non è detto che sia un male eh 😉

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