Apro il mio diario #19

La pazienza non la si recupera con il tempo, con la lontananza, con il silenzio, non si guadagna il perdono cercando di dimenticare ciò che è stato, perché si rompe sempre qualcosa, ogni volta, nel profondo dell’animo. Forse viene a mancare la spontaneità, la totale apertura verso l’altro, che ha permesso di costruire un tal tipo di rapporto. Si spezza la considerazione, la stima, il desiderio di apprezzare quella persona per quello che è, nonostante a volte le parole di troppo sfuggano alle tentazioni e colpiscano violente. La pazienza non è una risorsa infinita, è come un freno, che si logora nel tempo, un cuscinetto che la rabbia prende a pugni e ci impedisce di scoppiare, la pazienza la puoi solo cambiare, spostandola verso un’altra persona. Forse è inutile continuare a provarci, a sopportare, lasciando penetrare la rabbia fino ai muscoli tesi, combattendo contro noi stessi per non rovinare tutto ciò che è stato costruito per un solo, singolo momento. E’ inutile, perché a volte la pazienza finisce, lo senti, lo capisci dal modo con cui le parole ribelli e inopportune ti feriscono, e le giustificazioni ti scivolano addosso come pioggia leggera. Significa che è tempo di rinunciare?

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Aria Mich ha detto:

    Più che rinunciare, suona meglio che è forse tempo di cambiare!

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