Storia d’amore 

Discoteca: biosfera assassina dall’odore naturale di Vodka, che si agita a ripetizione sulla base di un martello pneumatico. Soggetti partecipanti: tanti, di cui due protagonisti, la qui sottoscritta e un’altra fanciulla. Si da il caso che la fanciulla in fiore sia alta un metro e un tappo, con un posteriore a boa e una lordosi in fase avanzata, una fanciulla anagraficamente diciottenne ma dentro ancora all’asilo. E poi ci sono io, un pesce fuor d’acqua, un topo tra i gatti, che cerco di seguire la musica coi muscoli delle cosce pompati, nuovi nuovi. Io che per mettere piede in discoteca necessito di un drink alcolico ai massimi livelli, una specie di etanolo concentrato. Discoteca di Laganas, isola di Zante, viaggio di maturità. La Las Vegas dei poveri. Lungo la strada m’invade un odore di sederi all’aria e vomito fresco ch’è una delizia. Mi accingo ad entrare, non so con quale coraggio da francescano in penitenza, allungo il collo per assaggiare il rumore da lavori in corso che fuoriesce dalle casse, e schifata procedo. Seguo una scia, anzi, due: i bicchieri vuoti e i compagni. Poi tutto ad un tratto, nel pieno della depressione tragica e teatrale, il mio sguardo s’incendia. La diecenne che vestiva giallo minions e verde fluorescente è scomparsa. Attimo di panico generale. DOV’È?! Un esserino nero oscilla come una mosca sulla sulla briciola di pane, destra sinistra destra sinistra, più bassa di due teste, lui un adone, un meraviglioso giovine ben curato, ben vestito, bello come Madre Natura l’ha fatto. Abbiamo tutti quella faccia da pesce morente sul bancone del mercato, increduli dinnanzi ad uno spettacolo osè e apparentemente inconcepibile. Poi lo Shakespeare invisibile che domina la serata decide di stravolgere il copione: si baciano. Ullallà ullallà questo è il valzer del mooooscerinooo. Mi investe una sensazione di cupa depressione, io blocco di legno al centro di uno tsunami di ballerini, io coi pugni chiusi come se dovessi menare l’aria, io che in quel momento pensavo veramente di sognare. Percepisco la mia autostima liquefarsi. Io che spendo perfino i miei risparmi alla ricerca di un top carino, e non mi va bene finché non lo provo dieci volte, lo esamino sette, e faccio tre volte la fila alla cassa, io che incollo la faccia davanti allo specchio per truccarmi con precisione, e al minimo puntino fuori posto si trasforma in un body painting senza precedenti, io che, va bene, non sono una velina e non sono Miss Italia, ma tanto cessa, dai, non mi pare. O no? Battuta sul tempo da una che in discoteca ci sarebbe venuta in pigiama. Umiliata da una che al ragazzo che le piaceva ha augurato vermi d’oro. Che poi, voglio dire, io non auguro la tenia a nessuno, e il solo arrapato che si struscia nel mio posteriore è un tipo biondo, con due occhialozzi da ingegnere, la camicia fino al ginocchio, e delle unghie da elefante. Capite le ingiustizie? La depressione? Affogo i dispiaceri nell’alcol, e a dirla tutta quel drink devo ancora pagarlo. M’è stato offerto per pietà. È finita qui la storia? Certo che no. Perché non posso più guardare quella fanciulla in fiore allo stesso modo di prima. Quando mangia, e gli spaghetti fuoriescono dagli angoli della bocca. Quando si siede sulla valigia e vola per terra con un tuffo olimpionico. Quando cammina come un carrello del supermercato pendente a destra. E io? Cos’ho io? Magliette anonime. Pantaloncini anonimi. Potrei entrare nel club degli alcolisti anonimi, già che ci sono. Del resto perfino mio padre s’è messo a ridere davanti alla mia faccia inorridita, mia mare nemmeno ci credeva, e che sarà mai? Solo un bacio. CREDEVATE! Si scrivono. Si scrivono messaggini. È diventata una donna social. Troppo social. Mi ritiro nella mia solitudine, con il progetto di comprarmi una maglietta dei minions, metti che porti fortuna, e magari di asciugarmi i capelli a ciocche dure come un mocio da pavimento. L’alternativa forse può essere soltanto un esorcista.

Di ritorno dalla vacanza la suddetta femme fatale incontra in aeroporto un bel giovane alto e moro, bello pure lui. Al che, mi chiedo se non sia davvero io il vero problema. Magari piacciono nane, casalinghe, con un aspetto velato da befana, un ballo robotico ondeggiante, e i denti storti e sovrapposti. È così? Ditemelo, perché a tutto si può porre rimedio. Altrimenti m’arrendo al mio status da single disperata, che alla domanda “Come va?” risponde che si tira avanti, e si stava meglio quando si stava peggio, ma non mi lamento.

18 commenti Aggiungi il tuo

  1. GengisJokerKhan ha detto:

    Sei troppo negativa! Ah ah ah!

    1. ehipenny ha detto:

      Hahaha lo so, me lo hanno già detto 😅

  2. "Perseide" ha detto:

    Azz…. però… vermi d’oro… questa non la conoscevo….🤣

    1. ehipenny ha detto:

      Eh pensa… nemmeno io… e nemmeno lui 😂

  3. Non ti meritavano! Ecco la verita’! Splendida affascinante blogger neo maturata!

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Esagerata 💚

  4. alemarcotti ha detto:

    Hai un dono pazzesco però… Scrivi bene e mi piace il tuo modo di scrivere mi hai fatto ridere un sacco mentre ti ero vicina in modo solidale poi…. Mi hai fatto ridere di nuovo. Un gran dono

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie davvero, un bellissimo commento… al di là della storia, volevo far sorridere e sorridere io, è bello sapere di riuscirci 😉

  5. 🙂 ma figurati! Tu hai fascino da vendere…

    1. ehipenny ha detto:

      Ancora grazie, che dire? 😆

  6. alemarcotti ha detto:

    Davvero un dono😉

  7. kikkakonekka ha detto:

    Guarda Penny, negli anni ne ho viste di tutti i colori.
    Il mio amico Nico, non propriamente un Adone, aveva SEMPRE morose gnocche. Ma come faceva?
    Viceversa, spesso anche ragazze non bellissime (ma magari spiritose, estroverse, o solo un po’ desiderose di affetto (diciamo così)) trovavano sempre facilmente compagnia maschile, magari la mia.

    1. ehipenny ha detto:

      Non era spiritosa nè estroversa però 😅 A parte gli scherzi, è una bella cosa… c’è speranza per tutti 😂

      1. kikkakonekka ha detto:

        Meno male che c’è speranza per tutti, altrimenti io a quest’ora ero ancora signorino.
        Hahaha
        😉

      2. ehipenny ha detto:

        Vedo che l’ottimismo dilaga, grande! 😅

  8. Regina Scuto ha detto:

    Mi sembrava di essere lì, dannazione! 😀 E, in effetti, mi ci sono ritrovata più volte in mezzo a scene come questa… se può consolarti, non sei l’unica che non sa spiegarselo!

    1. ehipenny ha detto:

      Meno male! La cosa mi consola parecchio, davvero 😆

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