Antiche persone 

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A volte ritornano. Nel momento in cui le vai a cercare, certe persone ritornano, come se potessero davvero ascoltare i tuoi pensieri notturni e disperati, in cerca di quelle passate certezze che ora sono venute meno. Ritornano per poi scomparire. Pochi minuti, appena il tempo di guardarsi, di prendere coraggio e salutarsi con un sorriso, di tremare, perché niente ha senso in quella disperata ricerca di presenze antiche, appena il tempo per chiedersi come proceda la vita, e il coraggio di rispondere che tutto va bene, benissimo. A volte tornano, e ti fanno capire che in fondo non se ne sono mai andate, semplicemente si cambia, la vita percorre nuove strade, e lascia dietro di sé il ricordo di chi un tempo era un’abitudine quotidiana. Persone con cui non è stato facile convivere, persone con cui all’inizio ti sentivi timida e sotto esame, sono divenute compagne, sono divenute occasioni, e con il tempo ti sei affezionata a loro. Doveva essere una festa separarsi, perché voleva dire avercela fatta, ma in te ha sempre prevalso quel senso di rara nostalgia preziosa, perché ci sono persone che sanno mancarti anche dopo un giorno solo. Forse perché ti sei resa conto tardi di quanto importante fosse. Così hai continuato a cercarla, a cercare di non dimenticarti di lei. Hai continuato ad aspettare che l’occasione arrivasse, perché in fondo, allora, le occasioni arrivavano sempre. 

Era il periodo di scuola guida. Pochi mesi che mi hanno lasciato tanto. E ritrovare Francesca, salutarsi come due vecchie amiche, mi ha fatto effettivamente tremare. Mi ha fatto rendere conto di quanto tempo sia passato da allora, meno di mezz’anno, certo, ma sono cambiate così tante cose. Stava fumando una sigaretta elettronica, lei che non aspettava altro che la fine della lezione per accendersi una paglia. Ed io tornavo dalla biblioteca, nel periodo degli esami di maturità. Abbiamo parlato, forse per due minuti appena, e avrei voluto chiederle di tutti quelli che ho lasciato a scuola guida, e quel ragazzo che mi ha offerto un aperitivo, ma sono domande che non riesco a tradurre in parola. Le ho raccontato di me, delle poche cose che so. E quel suo fare buono, quello sguardo ottimista, sempre, quel suo accorciare ogni distanza spazio-temporale, a domandarmi cosa farò nel mio futuro, mi ha fatto desiderare quasi di rispondere “non so”. È assurdo, pensavo di averglielo detto. E invece mi sono accorta che tutto è successo in mezz’anno, forse anche di meno. “Sono iscritta alla facoltà di economia”. Sono iscritta? Sì. E pensare che a volte mi domando perfino se non sia un sogno avere la patente e un’auto mia. 

A volte ritornano, come ricordi fin troppo concreti. Persone che risvegliano l’anima sensibile che cercavi di nascondere, le nostalgie che hai sempre cercato di negare, ritornano e ti sconvolgono la giornata, perché il vostro era un rapporto strano, il rapporto tra un’insegnante ed un’allieva impaziente di fuggire. Ma a volte ritornano, e ti fanno sentire grande. Gigante. Come se da allora fosse passata una vita. Ti tornano in mente quelle volte in cui andare a scuola guida era quasi speciale, perché ti divertivi, perché c’erano persone esattamente come te, ti ricordi di quante dosi di coraggio hai dovuto cercare, perché non era sempre facile. Ma era un mondo che, nonostante i traguardi, ti manca. È irrazionale, e te ne vergogni. Perché poi guardi le tue mani e ti accorgi di quante cose tu abbia, e probabilmente non hai bisogno che quelle persone tornino da te, non hai bisogno di cercarle come fossero un tesoro, è cambiato tutto da allora. E allora cos’è?

Ho sempre pensato che un giorno glielo avrei detto. Ho pensato che lo avrei detto a tutti, che avrei scritto una lettera a tutte quelle persone che mi hanno lasciato qualcosa di bello, e Francesca sarebbe stata la prima, perché la trovo lì, sotto casa mia, dall’altra parte della strada. Nel salutarci di fretta ci eravamo promesse di rivederci, ed è successo oggi, dopo un paio di mesi, per caso. Non è stato niente di eclatante, ma mi ha fatto ricordare quanto lei credesse in me, e quanto stranamente mi avesse capita. Lei lo sa che sono timida, con un carattere complicato, se lo ricorda, meglio di me. Ma ho capito anche grazie a lei che le situazioni si affrontano innanzitutto con se stessi, si affrontano guardandosi in faccia, parlandosi onestamente, dicendosi la verità. Quante volte la ignoriamo, quella verità. Ma la prima volta in cui sono stata certa di potercela fare, è stato a scuola guida. Forse non è nemmeno stato soltanto merito di Francesca, ma inconsciamente speravo di incontrarla, per ricevere umilmente anche il suo “In bocca al lupo per gli esami”. 

È così folle sperare che certe persone a volte ritornino? È così assurdo sentirsi in debito con chi ci ha fatto conoscere nascoste pagine di noi stessi? Perché mi sento così, inscindibilmente legata a quella scuola, come un simbolo dei miei diciotto anni, delle conquiste che ho guadagnato con le mani, e che forse, fino ai diciannove, non mi lasceranno mai. 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. milesweetdiary ha detto:

    Penny…è un piacere leggerti.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! Questo fa parte di quei post che a volte mi chiedo se verrà capito… quei post in cui veramente c’è un pezzo della mia storia, e ci tengo :))

      1. Io l’ho capito perfettamente. In questo ultimo periodo mi sono resa conto di quante cose siano cambiate in questo ultimo anno, probabilmente perchè avendo frequentato l’ultimo anno di superiori ho dovuto fare diverse scelte e nuove esperienze, una di queste, come te, è stata scuola guida.
        Comunque anche io spesso mi ritrovo a pensare a tutte le persone che ho incontrato e poi, per vari motivi, ora non fanno più parte della mia vita… mi domando sempre il motivo della loro assenza..

      2. ehipenny ha detto:

        Siamo molto vicine in questo allora, anche come esperienze… università alle porte, patente 😀 Se posso chiedere, che farai dopo? 🙂

      3. Se passo Scienze della formazione.
        Comunque sono Martina (Mars), giusto per non confonderti😅

      4. ehipenny ha detto:

        Okay hai fatto bene a specificare 😅
        Bello, mi piace! Non penso di essere portata ma é un tipo di studi che per cultura personale mi ispira 😉

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