Notte prima degli esami

“Certo qualcuno te lo sei portato via

Notte di mamme e di papà col biberon in mano


Notte di nonne alla finestra


Ma questa notte è ancora nostra


Notte di giovani attori di pizze fredde e di calzoni


Notte di sogni, di coppe e di campioni


Notte di lacrime e preghiere


La matematica non sarà mai il mio mestiere!


E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca


Ma questa notte è ancora nostra”

Mi stringo nelle lenzuola anche se fa caldo, tremo anche se è estate, o quasi: lo sarà domani. Domani. Domani c’è tutto. C’è l’estate, c’è la prima prova, il tema, c’è la consegna della mappa concettuale della tesina, c’è il controllo delle calcolatrici, c’è l’ansia da primo giorno, come un primo giorno di scuola più speciale degli altri, c’è la sensazione di sedere in corridoio, tutti in fila, anzi, in due file, c’è quel rivedere tutti di nuovo, come se niente fosse mai finito, c’è la paura, terrificante paura, sentirsi piccoli davanti a quella parola: maturità. E c’è tutto anche stasera. Ma è diverso. 

È la notte prima degli esami. La notte in cui non studi niente, perché per il tema non hai mai studiato niente. La notte in cui ti rendi conto che quel giorno è arrivato, quello che vedevi lontanissimo, gigante, imponente, malvagio, è qui, ad un passo. È la notte in cui ci si confronta, ci si telefona, ci si scrive, “tre scritti e un orale, si può fare”, detta così non sembra neanche una tragedia. Notte prima degli esami, ad ascoltare Venditti. Vorrei correre per strada e cantare, nel silenzio, nella notte scura illuminata dai soli lampioni gialli, e magari passare davanti alla scuola, mandarla a quel paese e tornare a casa. Nei miei sogni corro come una matta, ma la realtà è che questa notte fa più paura del domani. Perché hai la sensazione di non essere pronta. Notte di lacrime e preghiere, dice bene Venditti. E con la confusione in testa che pare un tornado cerco di chiudere gli occhi, di pensare a quanti altri giorni seguiranno il domani, in fondo è un esame, soltanto un esame, soltanto il primo di tanti esami che ancora dovrò sostenere. È normale avere paura, ne abbiamo tutti. Tutti quelli che stanotte dormiranno poco, e si sceglieranno all’alba per contollare lo zaino, ci sarà tutto? Avrò dimenticato qualcosa? È una notte che si vive una volta sola nella vita. La viviamo tutti, così universale, così unica, così intensa, così esplosiva e silenziosa. È la notte prima degli esami, e chissà quanti maturandi vorrebbero leggere una parola di conforto, un biscotto della fortuna, o gli aforismi dei baci Perugina, basterebbe solo un messaggio, qualche parola sui social, o la telefonata della nonna per l’ultimo “in bocca al lupo”. Io lascio qui la mia parte, un pezzetto della mia notte, che al buio della mia stanza assaporo come fosse un cibo nuovo, e mi lascio cullare dal sapore senza spiegazioni. 

“Claudia non tremare

Non ti posso far male


Se l’amore è amore


Si accendono le luci qui sul palco


Ma quanti amici intorno


Che viene voglia di cantare


Forse cambiati certo un po’ diversi


Ma con la voglia ancora di cambiare


Se l’amore è amore”

(Antonello Venditti)

33 pensieri su “Notte prima degli esami

  1. anche se non l’ho mai vissuta confesso che mi sono emozionato per questa canzone, ho riso e pianto ascoltandola con alcune persone, è una canzone che mi è rimasta dentro e in parte colma il vuoto di quell’esperienza non vissuta…

    • A me emoziona da sempre, anche quando l’anno scorso ho visto per la prima volta questo film… sarà che racconta un po’ la vita di tutti, quei momenti attraverso cui passiamo tutti, inevitabilmente :))

  2. Tu hai la grande capacità di saper scrivere bene.
    È una tua dote naturale. Domani, riempirai il foglio bianco con le tue parole, ricche di riflessioni, entusiasmo ed emozioni.
    Dio vegli su te!
    Un abbraccioneeeeee😘😘

  3. Un commento, a caldo, è d’obbligo. Ed ‘ che mi è piaciuto proprio tanto.

    Anche perché ho una figlia, che guarda caso si chiama Francesca e che l’anno scorso ha fatto la maturità. Ed io, in quella fatidica notte, che non riuscivamo a prender sonno nessuno dei due, le ho silenziosamente dedicato le mie parole in un post con lo stesso titolo e che riporta lo stesso identico spezzone di film, che lei probabilmente, non leggerà mai. Ma, in fondo, non importa granché.

    • Beh allora siamo vicine d’età con Francesca! Penso che queste parole non moriranno mai, non riesco a immaginare una notte prima degli esami senza Venditti, un’adolescenza senza quel film…
      nessuno che io conosca di persona legge quello che scrivo qui, ma se un giorno ti sentirai di condividere quello che scrivi non esitare 🙂

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