Distanze tra di noi

Era lì, afferrabilissima come poche, lei che per prima ha afferrato me, indifesa dietro le mie barriere di gomma, ed io sono fuggita nel mondo dei miei timori e dei miei dubbi, sono fuggita nel silenzio che tanto mi culla e nello stesso tempo mi ferisce con unghie taglienti. Siedevamo accanto, e con un gesto avrei potuto rievocare quell’abbraccio che in questi giorni mi è tanto mancato, avrei potuto averla e stringerla al mio corpo per non farla scivolare via. Provo quella sensazione, come se qualcosa ci stesse trascinando su direzioni opposte, due strade parallele che ad un certo punto si sgretolano, ed una finisce in una valle verde, quell’altra sulla cima del monte. Posso soltanto guardarla da lontano, colpa della mia mancanza di coraggio, dell’incapacità feroce di vedere ciò che ancora ci unisce, quel fiume trasparente e buono che scorre dal monte alla valle verde. Quasi vorrei ora rincorrere quell’autobus che ci ha divise, nel giorno in cui ho ricevuto la sua rinnovata fiducia in me, ed io non ho saputo che raccogliere la nostra sabbia in un barattolo di speranza nel futuro. Spero. Spero che la giostra su cui giocavamo soltanto un anno fa torni a girare, ma nel verso opposto, per poter ricominciare da niente questa amicizia che ora m’appare come ghiaccio al sole. È fragile, siamo fragili, fragili come la ruggine che si sgretola sotto le unghie malvagie del bambino, fragili come un foglio di carta antico. Ed è colpa mia, che non ho saputo capirla ma prima di tutto non ho saputo capire me stessa. Ma forse anche la sua mancanza di pochi giorni addietro, di non avermi rivolto una parola per quel regalo ch’io non ho mai visto, ma di tasca mia ho pagato. Lo sa? Lo ricorda? Non ho avuto il coraggio d’alzare gli occhi, che fissavano incessantemente il mondo attorno a me, e di rivolgerli dentro i suoi, verdi come li ricordavo, non ce la faccio, non ci sono mai riuscita. Ma vorrei che ritornasse il tempo in cui non mi sentivo così, così estranea nel suo mondo fatto di tanti pezzetti di un puzzle che non riesco a risolvere. Mi domando quale legge fisica mi abbia impedito anche solo di rispondere a quel “Ci vediamo presto” ripetuto come una formalità obbligata, nulla se non un “Sì”, come se il mio cuore avesse cominciato a battere dall’istante successivo, ed in quel momento non fossi io. Eppure mi manca. Mi manca anche se attorno a me ci sono altre persone, e forse è proprio questo che quasi mi lacera il corpo in due, la certezza sulla destra, e una scommessa sulla sinistra. È lei la scommessa. Quella scommessa che mi ha permesso di ricominciare da zero quando stavo per gettare l’ancora nel porto, quella scommessa che con il suo carisma e le sue labili sicurezze mi hanno regalato una forza strana, che ora sento allontanarsi da me, e non voglio. Non voglio perdere tutto quello che ci lega, non voglio perderla perché con lei ho passato momenti bellissimi, che ora sono come un peso chiuso nello stomaco che non riesco, non posso digerire. Forse si tratta di un momento, di una mia fantasia senza guinzaglio, forse siamo entrambe due satelliti in orbita, destinate ad inseguire pianeti distinti. Ma quando ci siamo incontrate ho giurato a me stessa che non avrei fatto di nuovo lo stesso errore. Non l’ho fatto, è qualcosa di diverso. Qualcosa di cui non è colpevole più di me o di chiunque altro in questa nostra storia. Saranno le nostre differenze, quelle che ogni volta rivedo come una trappola dei miei puri diciassette anni d’età, ed ora che lei è maggiorenne, dovrebbe essere tutto quanto uguale. Ma oggi no. Oggi c’era quella mostra muta, ed io che le stavo accanto guardavo di nascosto il suo sorriso, e quel suo sguardo ingenuo ed innocente che correva veloce. Non ricordo la mostra, ricordo lei. Ma non ho saputo dire nulla se non qualche parola, dopo aver cercato nella testa che cosa avrebbe voluto sentirsi dire. Rimpiango le occasioni che ho avuto, e che mi lasciano con il solo sapore amaro disciolto in bocca. Ma non mi arrendo a questa distanza che si è venuta a creare, non mi arrendo oggi e non mi arrenderò domani, perché è una delle cose più belle che mi siano capitate. E il suo abbraccio, ha quel profumo a cui non potrò mai rinunciare.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. tachimio ha detto:

    Ti abbraccio. Isabella

    1. ehipenny ha detto:

      Ed io ricambio con affetto 😘

  2. GengisJokerKhan ha detto:

    Un abbraccio pennesco 😀

    Vieni di là appena puoi 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Un abbraccio pennesco più pennesco da parte mia 😀

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