Cyberbullismo

Nascosta dietro una tenda nera giace una mano, violenta, senza unghie per graffiare o nocche sbucciate. È una mano che non porta guanti, una mano senza impronte digitali. Una mano che forse ha sofferto, ma nessuno può saperlo. Dietro a quella tenda, un ragazzo. Avrà pochi anni, è poco più di un bambino. Siede alla scrivania immerso nella bella favola del suo computer, naufrago forse senza saperlo, equipaggio perduto di una società che non sa controllare sè stessa. È triste, quel ragazzo, forse senza saperlo. E agisce come un malvagio di un videogioco, forse senza saperlo, o forse sí. Con la mano nascosta cerca le sue vittime, sfoglia la loro vita raccontata in una serie di fotografie, qualche commento, poche parole lasciate ai puntini di sospensione. La tiene chiusa nei pugni con il bisogno ossessivo di diventarne protagonista, e come un’alba illumina prepotente ogni silenzio, fino a bruciare gli occhi. Sono fantasmi, forse senza saperlo. Fantasmi che tormentano, pungono, come schegge conficcate nella carne viva, e ad ogni passo sembrano sporcarsi di sangue sempre di più, sempre più a fondo. È un bullismo che invade le case senza entrare dalla porta o dalla finestra, un bullismo vigliacco e silenzioso che lavora come uno scorpione e uccide dandoti le spalle. Con le mani tese su di una tastiera, le armi sono le parole, taglienti, dure, come pietre della montagna, parole scagliate al centro del lago per sconvolgere la pace e guardare le onde infrangersi davanti ai piedi. È cattiveria, forse senza saperlo, o forse sì. E dietro ad una tenda scura un ragazzo vola sopra i tetti cercando la propria vittima, come un falco in cerca di cibo, e ci si scaglia contro con la precisione di un cacciatore, sparando da lontano, e poi sempre da più vicino. Bugie, fantasie, invenzioni, una valanga si trascina sul versante, sotto il peso delle mani sulla tastiera. È un’ombra che insegue le sue predilette, le calpesta e le sottrae al sole, alla pace, alla serenità. Un’ombra che anche di notte si insinua tra le pareti della cameretta, e punge nello stomaco là dove la cena non é mai entrata, e poi negli occhi umidi, chiusi con la forza di volontà ma intenti a fissare il buio. È forse il bullismo peggiore. È il bullismo che scalfisce l’anima, che ti toglie la forza pezzo dopo pezzo, lasciandoti nudo con un corpo che non senti più tuo. È il bullismo che non ti guarda in faccia, ma ti pugnala alle spalle, facendoti cadere sulle stesse ginocchia oramai piene di cicatrici. È un bullismo fatto di perfidia e vergogna, un bullismo che ha forse troppa paura di sè stesso per uscire allo scoperto, o forse no. Forse semplicemente è tutto più facile per i bulli. I tempi cambiano, e stiamo perdendo di vista il nostro stesso mondo. Non ci rendiamo conto di come ogni pensiero finisca spesso nelle mani sbagliate, conseguenza di un continuo mostrare e dimostrare la propria vita per seguire la massa. Abbiamo sempre bisogno di certezze, e allora ci raccontiamo, forse a noi stessi, che siamo felici. Ma quel bullismo dei computer attacca come un virus, cancella ogni sorriso, ogni sicurezza, ogni nostra briciola di orgoglio. Come il sole ad agosto prosciuga ogni goccia, lasciando un corpo solo. E poi ci chiediamo perché sia morto a tredici, quattordici anni, perché quel ragazzo fosse tanto cattivo, ma nessuno vede, nessuno guarda, quando il silenzio e la vergogna nascondono atroci battaglie. È che forse non sappiamo guardare. Oppure guardiamo solo nel posto sbagliato. Come quando una ragazza ebbe il coraggio di denunciare e di ricominciare. Ma il mondo é immenso, e in troppi si rifugiano in ciò che non appartiene a loro. Social network, messaggi, fotografie, testi che nessuno leggerà mai. Sfoghi che rimangono muti e inesplorati. Da troppo tempo gridiamo basta, basta al bullismo, basta agli insulti verso chi è diverso, basta all’emarginazione, basta a questi muri che spaccano la società.

Ragazzi, ragazze, voi che vi nascondete dietro ad uno schermo, perché non vi guardate allo specchio? Provate a immaginare di essere la vostra stessa ombra perfida, e provate quindi a scappare. Vi raggiunge sempre? Avete paura?

Ragazzi, ragazze, trovate il coraggio in chi vi sa ascoltare per alzare la testa: la vita è bellissima, e non merita una sola lacrima per una parola scritta sul monitor del computer.

11 commenti Aggiungi il tuo

  1. GengisJokerKhan ha detto:

    Se qualcuno ti rompe, avvisami. Ciao CyberPenny XD

    1. ehipenny ha detto:

      Nessuno rompe al momento, mia guardia del corpo :))

  2. Silvia ha detto:

    Bellissimo messaggio, spero che seguano il tuo consiglio!

    1. ehipenny ha detto:

      Lo spero anch’io… grazie davvero :))

  3. Daniela ha detto:

    bravissima Penny, un bacio!

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore! 😘😘

    1. ehipenny ha detto:

      E pensare che ho scritto il post circa un anno fa, e oggi la blue whale… chissà se impareremo mai 🙂

  4. I somewhat are aware of %BT% will be. Perhaps the biggest issue is
    I’d like to release each dissertation with this particular subject matter.
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    are a must have as it?

  5. ERO SVEGLIA ha detto:

    L’ incipit è degno dei migliori spot!
    Centrato e preciso.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie infinite! Volevo che il messaggio arrivasse forte :))

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