Mamma

Vorrei poterti donare un fi ore
Che racchiuda il polline che in questi anni hai riservato per me
Vorrei regalarti un cassetto
Che condivida i nostri sogni intrecciati a gomitolo
Nati morti, forse prematuri
Incompatibili quando non riusciamo a parlare
Vorrei donarti un carillon
E quella danza melodica che accompagnava i miei primi sonni
Guardarti dormire senza la vergogna di spia
Vorrei scriverti un libro
Di quelli che non ho mai scritto
Raccontare la nostra storia di accuse e di silenzi
E quei magici perdoni eterni dal sapore del miele
Vorrei averti scritto un bel biglietto di auguri
Ma non ne sono capace, come non so disegnare
Troppe idee che cancellano l’inchiostro dal foglio bianco
Vorrei raccontarti tanti miei segreti
Ma siamo madre e fi glia in una strada ad una corsia sola
Prenderti per mano e passeggiare
Senza guardarti negli occhi, perché mi basta sapere che tu ci sei
Vorrei comprarti la borsa che desideri
Troppo orgogliosa io per ammettere di aver torto
Vorrei chiederti scusa
Per tutte quelle volte in cui ho gridato, estranea
E non sapevo smettere
Vorrei dirti che ti voglio bene più spesso
Non è facile aprirmi, come un libro chiuso a chiave
Perché non ci scambiamo qualche romanzo?
Per entrare in un sol mondo assieme ad ammirare l’identico orizzonte
Vorrei conoscerti di più
Ma sono fi glia e non posso essere altro
Migliore amica non sei
La natura ci ha donato quel rapporto complesso, come un gioco adincastro
Ed ogni volta trovare il giusto abbraccio per non rimanere ferita
Bloccata dalle paure di somigliarti troppo o troppo poco
Vorrei realizzare quei sogni che hai lasciato per me
Quei desideri incantati che scorgo tra le righe
Speri nel mio futuro forse quanto ci spero io
Vorrei costruirlo anche con te
Per farti entrare in un castello magico e non lasciarti più andar via
Ma la mia camera per te è in disordine
Il mio quaderno rovinato
Pianeti opposti noi, forse che ruotano ed ogni tanto s’incrociano
Ma quel che è mio ha smesso di essere per sempre anche tuo
Si cresce
Vorrei darti il mio mondo di quando ero bambina
Ma non posso
Non adesso
Mamma, non ti ho nemmeno fatt o gli auguri
Vorrei che mi insegnassi ad essere un po’ più fi glia, come le att rici intelevisione
Vorrei insegnarti la mia generazione, e lo so che forse non capiresti
Ma ho tanti pensieri confusi nella testa
Spero un giorno di costruirci la mia diletta casa
E invitarti a guardare le mie pareti adorate di quadri
Vorrei che qualcosa ci riportasse indietro, anche per un unico minuti
E rivederti quando mi facevi sedere sulle tue gambe dopo una giornata dilavoro
Perché me lo dimentico?
Che sei forte, fortissima, e vorrei dirtelo più spesso
Accompagnarti in auto al confine del Paradiso
Per assicurarmi che quel giorno il tuo posto sia lì
Mamma, sei speciale
Vorrei poterti adornare d’oro, ma non posso
Così ti dipingo come una tela, madre imperfetta ed io figlia strana
Siamo esplosive, armi pericolose
Ma c’è qualcosa dietro tutto questo: che io chiamo bene
É un amore che soltanto stringendo le mani, e sfuggendo agli abbracci più duri
Ecco, allora lo riesco a vivere pieno
Mamma, vorrei che fosse sempre la tua festa
Vorrei rendere ogni tuo giorno una piccola perla nell’oceano
Vorrei che niente fermasse il tuo tempo
E se un giorno le mie preghiere cave dovessero funzionare
Mamma, sappi che ti voglio un mondo di bene

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