Ultimi giorni

Ultimo giorno di qualche cosa. Una fine. La fine di un periodo di tempo diverso, qualcosa che ci ha portati avanti, avanti, fino ad un fossato magari. E poi un balzo, e tutto è già lontano. L’ultimo giorno sa di amaro, di caffè bruciato, di The senza limone. Ma non rallenta mai la sua corsa, ed anzi le ore scorrono come fosse tutto normale, tutto un maledetto equivoco dell’orologio. È come se scendesse dal cielo una pioggia di gelida nostalgia, che ti avvolge come un lenzuolo e cancella inesorabilmente ogni oggetto attorno a te. Tutto diventa un ricordo lontano, percepisci la distanza crescere minuto dopo minuto, come un elastico che si spezza all’improvviso, e fa male, perché come una frusta lascia un segno rosso sulla tua mano. L’ultimo giorno é sempre diverso da tutti gli altri, sembra quasi scorrere più velocemente, come un treno che non ferma a nessuna stazione. E chi lo vive, l’ultimo giorno, si sente come trascinato in avanti per un braccio, senza trovare in sè la forza di reagire, di puntare i piedi e decidere che quello non sarà un ultimo giorno, ma solamente uno dei tanti. É solo che non ce la fai. Ti abbraccia la nostalgia di tutto il tempo passato, i vivi ricordi che impregnano la tua mente come alcol infiammabile, e rimani stordita, perché é l’ultimo giorno ma non ne vuoi sapere di cambiare tutto. Sei affezionata ad una realtà che sta per scomparire, e fa male, perché sai che probabilmente non la vivrai mai più. Non in quel modo. E ti rendi conto che ci sono persone importanti per te, persone che durante questo ultimo giorno sono coronate da un’aureola d’oro, un simbolo di quanto sono state speciali, e tu che vorresti poterle portare con te, ti rassegni a vederle andare via per l’ultima volta, con un’aureola sbiadita in testa. Gli ultimi giorni sono muri secolari a cui viene tolto un mattone alla base, e crollano come un corpo ferito dal proiettile, crollano senza lasciare sangue sulla strada, perché la vita non finisce, il muro si può ricostruire, le ferite si possono rimarginare. Ultimo giorno. Sera. Tramonto. É finito tutto in ventiquattro ore, in un respiro con le punte dei piedi sporgenti dal burrone, le braccia aperte come ali d’uccello, e una scelta. La scelta di proseguire il cammino, di intraprendere una nuova strada, quella che con un ponte scavalca il fiume ed argina la roccia, quella che forse non abbiamo mai percorso, o forse sì, tempo addietro, con un paio di scarpe che adesso ci stanno piccole. È sempre così strano quando l’ultimo giorno finisce. Ci si sente perduti, rinchiusi in un recinto con il cancello aperto ma senza il coraggio di uscire. Ci si sente costretti a chiudere gli occhi, come quando da bambini non volevamo fare il riposino, ma la mamma spegneva la luce della cameretta lasciandoci da soli. E all’inizio può sembrare terribile, una sconfitta, una ferita aperta. Ma c’è qualcosa che ci prende per mano mentre lasciamo il tempo scorrere, e sono quei ricordi, e le ultime parole delle persone che ci sono state accanto in questo paradiso volato via. Durante gli ultimi giorni si scopre, senza più nebbia che faccia da ostacolo, quanto la verità sia limpida e a volte così gradevole da agire su di noi come una droga. Ecco perché lasciarsi tutto alle spalle è difficile. Siamo assuefatti da una realtà che ci avvolge quasi fosse fatta su misura per noi, ma cambiare abito richiede tempo, ricerca, risorse che forse troveremo tra frammenti di tempo. Ma l’ultimo giorno è un taglio di forbice. Secco, deciso, incontrastabile. E provando ad opporsi si rischia d’essere tagliati a sangue.

8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Come parole di polvere ha detto:

    Pennina…..mi permetto di dirti una cosa che oggi mi ha resa felice. È uscito il mio ebook su Kindle Amazon. Il titolo è Zucchero miele e veleno-Paola Manusia ed il prezzo è davvero irrisorio. Nel caso volessi perderti nei meandri di una storia di vita molto particolare.😍😍😍

    1. ehipenny ha detto:

      Ma che bello, sono felicissima davvero perché te lo meriti :)) Con gli ebook sono poco pratica, in effetti non ne ho mai comprato uno, ma mi incuriosisce questo, e poi e poi… potrei perdermelo così?? 😆😘

      1. Come parole di polvere ha detto:

        Noooooo…certo che no…

  2. Fabio Agnelli ha detto:

    Le variazioni di percorso arrivano per tutti. A volte per tutti quelli che ci circondano. Ed essendo, come dici bene tu, assuefatti ad una certa dimensione, il sole forte del mattino dopo, senza la calda coperta di tutte le vicinanze personali, spaventa un poco. Però… è quella la strada. Ed un po’ rassomiglia all’amore degli amanti, dopo la separazione. Però, per esperienza personale, solitamente si ricomincia a sorridere prima…
    Sballottati, fuori sincrono, in una realtà con una prospettiva diversa, ma si ricomincia.
    Vita…

    Ciao Penny. Meraviglioso il tuo scrivere e descrivere, come sempre.

    1. ehipenny ha detto:

      E come sempre ti ringrazio per ciò che scrivi, davvero tanto :))
      Hai ragione, è vita, e per viverla è importante ricominciare 🙂

  3. Daniela ha detto:

    è difficile lasciare un’abito che calza a pennello, che sembra stato creato su misura , in cui ci si è adattati ed adagiati ma è solo un cambio d’abito ciò che succederà, e probabilmente incuriosirà e potrà piacere come il vecchio appena lasciato, o forse entusiasmerà ancora di più 😉

    1. ehipenny ha detto:

      Giustissimo o bellissimo questo commento :))
      Un abbraccio!

      1. Daniela ha detto:

        ❤ buon sabato carissima Penny

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