Litigio

Chi non sa perdonare spezza il ponte sul quale egli stesso dovrà passare. Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu

(Sacre Scritture)

In realtà non avevo mai litigato con nessuno prima di oggi. Non mi era mai uscito di bocca tutto questo, senza quasi alcun filtro, pensieri rigurgitati dalla rabbia del momento, ma che portavo dentro da tempo. È che non ce la faccio. Io raccolgo, raccolgo, apparentemente all’infinito, e poi esplodo. Lo so che faccio male, che uso parole che non sono mie, nemmeno materialmente, so che potrei aver rovinato tutto con un singolo messaggio, forse due, ma non riesco a sentirmi in colpa del tutto. Perché ho ascoltato ogni cosa, ogni battuta pungente, ogni critica affilata, sempre con il sorriso pronto, sempre con lo spirito di dire “Non importa, ti perdono”, ho sempre ragionato a fondo su ogni cosa, perfino sul suo regalo, quello shampoo per capelli danneggiati da tre euro e quarantanove. Forse ho sbagliato sin dall’inizio. Ma io non sopporto litigare. Mi scorrono davanti quelle foto, di quando eravamo veramente felici, con la forza di ridere sempre dopo ogni ferita. Che cosa è successo? Perché proprio oggi? Non sono capace di mandare a quel paese nessuno, figuriamoci lei, lei che c’è sempre stata nonostante tutto, forse un po’ troppo sincera, un poco impulsiva, semplicemente diversa. Possiamo condannare qualcuno per questo?  Il fatto che mi abbia costretta a lavare i piatti dopo avermi invitata a pranzo? O che m’abbia implicitamente fatto capire che i miei capelli sono brutti? Io non riesco ad essere così. E vorrei c’è non ci fosse la possibilità di parlarsi dietro le spalle, vorrei che non si finisse a rinnegare un’amicizia già incrinata, per orgoglio, per onestà, per l’assurda incapacità di capirsi. Probabilmente abbiamo sbagliato tutti, e dovremmo tutti fare un passo indietro, chinare la testa e chiedere scusa. Per un sacco di cose. Per le parole, per il tono, per aver mandato all’aria ogni cosa quando sarebbe bastato fermarsi, la prima volta, e parlare. E invece si finisce per perdere tutti quanti. È che forse a volte è impossibile riuscire a comunicare, quando si è troppo lontani, su due pianeti distinti e irraggiungibili, a volte la fine sembra quasi già scritta, ed è di persone che si guardano, e non si riconoscono più. Ma sono io? Sono io che ho scritto queste cose? Io che non riesco mai a dire “Ma” ad una persona, io che nemmeno so in che posizione stare in tutta questa storia, non so se mi sento in colpa o solo strana. Non ho mai litigato con nessuno, ed ora penso a tutte quelle occasioni mancate in cui ho preferito mostrare la schiena e non la faccia: non me la sono sentita. Perché in fondo non è giusto, forse avrò rovinato tutto, oppure forse è servito a qualcosa, sembra quasi che le esplosioni vengano ricordate di più degli schiaffi dietro l’angolo. Ho sbagliato, ed ho ragione. Non riesco a ngarmi questo briciolo di percorso retto. Mi è stato detto di tutto, da persone di cui non m’importava niente, che mi hanno voltato le spalle, che se mi vedono per strada mi passano davanti come sconosciuti, e non ho mai alzato un braccio per dire che non era giusto, che forse non lo meritavo. Non me ne fregava niente. Ma è inutile, a lei un poco ci tengo. Davvero. Nonostante i suoi errori, nonostante le risposte amare, nonostante i regali bollenti, io ci tengo. Per tutto quello che abbiamo vissuto insieme, per tutti quei ricordi che inevitabilmente piombano sul tavolo quando si tratta di fare i conti. E più mi arrabbio, più m’invade una voglia di pensarla in modo diverso, dimenticare per un attimo tutto il male e rivivere la nostra vacanza a Riccione, quella della scorsa estate, che per me è stata così speciale. Dov’è finita quella mia capacità di ridere di tutto? Perché oggi me la sono presa così? Forse è l’età. Forse è che sono troppo sensibile a certe cose. Ma ci tengo e vorrei che non fossimo arrivate a questo punto, a ripagare i nostri errori con altri errori, a starci male, perché a nessuno piace litigare, ad usare il tono di un altro perché dietro un cellulare è sempre tutto più facile, ma di persona abbasso la testa. Abbiamo litigato, e di tre persone sono la sola che ha chiesto scusa. Non potevo aspettare ancora. Il mio passo indietro l’ho fatto, perché si sbaglia anche quando si ha ragione, e si ha la pretesa di scavalcare tutti, con la prepotenza di certe parole, non ho problemi ad ammettere che ho nascosto perfino i miei sensi di colpa, perché sono testarda ed orgogliosa, esattamente come mio padre. Ma ho spezzato io quel muro gelido di silenzio, ed è stato come tornare a conoscersi un’altra volta. Forse ci sono state tante bugie e tante mezze verità in tutta questa storia, e probabilmente non sapremo mai che cosa sia accaduto, quale gesto, quale frase abbia scatenato un litigio incontrollato, ma é bello quando scopri che le cose si stanno aggiustando, e la tua parte l’hai fatta. Ho chiesto scusa per come mi sono posta, e l’ho fatto con sincerità. Perché ci tengo alla sua amicizia anche se siamo diametralmente diverse. Sarà che sono affezionata a lei, è stata un’amica importante, e forse una delle poche che davvero posso dire di conoscere. Sarà per questo che certi litigi fanno più male di altri. Perché si è tutti più seri, più tristi, anche quando tutti sono pronti a darti ragione. Ecco, non avevo mai litigato così. E spero che non sia più necessario perdere la pazienza, spero in fondo che serva a tutti per riflettere, e capire che cosa non ha funzionato in un lungo arco temporale di rapporto. I litigi non servono per dirsi addio. I litigi, quelli tra amici, servono per imparare a capirsi ed ascoltarsi meglio. 

Leggo oggi sul calendario filosofico 2017: “Bisognerebbe mettersi più spesso nei panni degli altri e chiedersi Se io fossi al suo posto?. Ci renderebbe tutti persone migliori”. (Roberto Rigoni)

E questo l’ho imparato da oggi.

16 commenti Aggiungi il tuo

  1. GengisJokerKhan ha detto:

    Capita cara Penny, l’importante è poi calmarsi. Se vieni di là ne parliamo meglio. 🙂
    La Penny che esplode deve essere uno spettacolo!

    1. ehipenny ha detto:

      Mi sono calmata, sì 😀
      Beh devo dire che mi sono piaciuta da sola 😅

      1. GengisJokerKhan ha detto:

        Ho commentato altri post… quando ci sentiamo per bene?

      2. GengisJokerKhan ha detto:

        Non hai letto il commento nel post sui frammenti… XD

  2. Neogrigio ha detto:

    sono sempre x il perdono ma ci sono casi in cui proprio non ci riesco. quando viene superato il limite della sopportazione, che è altissimo eh, non pensate che alla minima mi offendo, ce ne vuole per raggiungerlo, dicevo…in quel caso è finita, chiudo le comunicazioni e la persona è subito cancellata, non ci faccio nemmeno più caso. mi è successo già un paio di volte, l’ultima poco tempo fa

    1. ehipenny ha detto:

      Certo ci sono casi che nemmeno io ho saputo perdonare… sono i peggiori, perché all’inizio ci sto male poi mi rendo conto che oltrepassare la cosa è mille volte meglio 🙂

      1. Neogrigio ha detto:

        io non ci sto male. una volta superata la soglia il mio cervello cancella la persona definitivamente. nessun ripensamento

      2. ehipenny ha detto:

        Non è facile ma cerco di impararlo anch’io 🙂

  3. milesweetdiary ha detto:

    La chiosa finale dovremmo ricordarla più spesso…sbottare è naturalmente umano. Riconoscere i propri errori e scusari è gesto di sensibilità, umiltà e maturità. Un abbraccio Penny!

    1. ehipenny ha detto:

      E non sempre è facile fare il primo passo, anzi, mi sono accorta di come spesso per orgoglio i litigi non vengano risolti… parlarsi diventa difficile, bisogna farlo con coraggio se davvero ci si tiene 🙂

  4. Francesca ha detto:

    E’ sempre difficile tener testa alla rabbia, è un sentimento passionale che spesso tira fuori il peggio di noi, scavando su pensieri e parole che mai avremmo immaginato di poter usare in condizioni “normali”.
    Purtroppo, o per fortuna, sappiamo come reagire solo nel momento in cui ci capita di doverlo fare, sono sicura che chi ti conosce bene saprà comprendere….

    1. ehipenny ha detto:

      È così, la rabbia tira fuori lati di noi che nemmeno conoscevamo… è qualcosa che accomuna tutti gli “arrabbiati” e forse è per questo che in qualche modo ci si comprende a vicenda… in fondo le parole che hanno più peso non sono quelle dettate dalla rabbia, sono ben altre… :))

  5. kikkakonekka ha detto:

    Penny, si litiga solo con le persone cui si vuol bene.
    Con le persone che per te non significano nulla non perdi neppure il tempo di arrabbiarti.

    Io il mio peggior litigio l’ho fatto con il mio migliore amico, ed è saldamente rimasto il mio migliore amico.

    1. ehipenny ha detto:

      Hai ragione, perché tra tutte le persone che mi fanno rabbia, lei è la sola a cui l’ho detto, anche se nei modi di certo sbagliati… ma il tempo per arrabbiarmi lo perdo anche per persone che forse nemmeno lo meriterebbero… solo, lo faccio in silenzio… 🙂

  6. Perseide ha detto:

    l’ho capito, seppur tardi, ma è tanto doloroso … 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Tutti i litigi sono dolorosi quando riguardano persone care purtroppo…

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