Giornate illogiche

Istanti che sembrano provenire da un altro pianeta, di quelli che hai sempre sognato ma non hai mai vissuto. In un giorno qualsiasi di un mese qualsiasi è come cambiato tutto, senza nemmeno quel bagliore di preavviso che avrebbe reso tutto più credibile. No, è stata una bella favola. Cominciata male e finita su Marte. È una sensazione inspiegabile, quando inaspettatamente vorresti evadere dal tuo mondo quotidiano, e ci riesci, senza nemmeno provarci. Scopri che ti trovi bene anche là fuori, che l’aria non é così irrespirabile come credevi, che non ci sono solo pietre affilate ed erbacce. Hai finalmente l’opportunità di godere di questo mondo che tante volte ti è sembrato irraggiungibile, segreto, riservato a pochi eletti tra cui tu non c’eri, e non ci saresti stata mai. Eppure è possibile anche dimenticare tutto, rinchiudere le paure, i vecchi ricordi, i rancori arrugginiti, dentro ad una scatola, e lasciarsi trasportare dall’istinto che a quanto pare, oggi, ha deciso di intraprendere un’altra strada. Probabilmente non è quello il posto giusto per te. Lo senti, è come se l’aria fosse diversa, più fredda, umida, inospitale, ma per un solo giorno ne fai parte completamente. Non c’è un’unghia o un capello che sfuggano all’atmosfera fiabesca di questa giornata. E dire che la mattina sembrava andare tutto storto, da quelle aspettative che ti assalgono e ti deludono, e ti sentivi chiusa in gabbia tra le stesse persone con le quali condividi tutto, ma non oggi. Oggi sembra andare tutto al contrario. Vorresti fuggire dal conosciuto, fare qualche follia, che non sia l’adrenalina dell’andare a scuola senza aver studiato, vorresti fare qualcosa in più, ridere un po’ di più, divertirti un po’ di più. E si presenta l’occasione nella stessa mattina contorta, quando scoppi a ridere fino a lacrimare, ma accanto a te c’è un’altra persona, che non conosci, e probabilmente non conoscerai mai del tutto, ma con cui stai terribilmente bene. Ecco, quella risata, è quello l’istante straniero che mai avresti potuto immaginare. È il vederla china sul banco, e sentirla ridere all’unisono con te, è tutto questo che rende la mattina surreale, come gli unicorni. Eppure continua. Continua la giornata e rifletti sul fatto che forse qualcosa è cambiato davvero, non è soltanto una piacevole coincidenza di attitudini, sono cambiati gli altri, e sei cambiata anche tu. Sei stata invitata ad una grigliata di classe, quella che per un anno hai soltanto immaginato senza nemmeno il coraggio di provare invidia, a quella grigliata tu parteciperai, da sola, senza quelle persone che ti accompagnano sempre ovunque, perfino alle macchinette del caffè della scuola, perché senza di loro i corridoi sono più freddi e confusi. Ma oggi hai trovato il coraggio di dire di sì. Sarà la giornata strana, la posizione delle stelle, gli umori frizzanti di tutti, che ti inducono a crederci. E trascorri così un’ora seduta sulle gradinate della scuola, a parlare con chi hai sempre detto di non sopportare, ma oggi sembrano uscite da un romanzo. Oggi ti senti a casa. Quando ridi, quando ti stringi al cappotto perché comincia a fare freddo, quando tutte assieme ricordate i momenti più folli e vivi del liceo, e con risate sincere vi stringete virtualmente la mano. Siete tutti uguali, per pochi istanti, un’ora diversa dalle altre. Tutti sullo stesso piano, anche se i gradini compongono una scala. E la cosa che ti stupisce di più è che non te ne frega niente di quello che è stato, fino ad una settimana prima, a quegli sguardi freddi e taglienti, a quelle storie da donne che parlano dietro le spalle, niente, hai come cancellato tutto. È piacevole veder passare un’ora senza la preoccupazione di correre a casa, senza aver paura di apparire, senza bruciare con lo sguardo ogni possibilità di dialogo. Oggi costruisci. E perfino loro costruiscono. Come se foste amiche da una vita. Sono quelle giornate che quando finiscono ti lasciano sommersa dalle domande, dai dubbi, dalla paura di aver sognato ogni minuto di queste ventiquattro ore paradossali. Eppure era tutto vero. Hai davvero varcato la soglia di quel mondo, quello che non é mai stato tuo, nemmeno quando lo hai desiderato. Ma ti resta il dubbio di non aver mai smesso di volerlo. In fondo è emblematica quella grigliata da cui sei stata sempre tagliata fuori, quasi fosse un premio da guadagnare, quella stessa grigliata che oggi ha un altro sapore, ancora un poco amaro, ma nello stesso tempo dolce. Sembra tutto diverso, in una giornata. Può mai cambiare tutto un’ora trascorsa sulle scale? Cancellare il passato e il futuro, dimenticare il tempo, ogni remora e ogni timore? E cosa ci vuole, forse il solo sentirsi incompleti, il bisogno di oltrepassare i nostri stessi limiti, e provare quelle emozioni nuove che abbiamo sempre visto dipinte sui volti degli altri? Basta questo? Basta volerlo? E allora perché accade all’improvviso, senza che i pensieri trovino un ordine razionale per ogni cosa? È come un sogno, e un sogno non si spiega. Lo si interpreta, e allora ecco, di queste giornate illogiche, forse, ciò che conta è la sensazione di perfezione. 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. ricordamidime ha detto:

    Meravigiosa descrizione. Sensazioni, provate, vissute, amate e troppo rare. Mi ha fatto sentire su quelle scale.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore! Mi fa piacere davvero :))

  2. Diemme ha detto:

    Non ci ho capito niente, ma l’ho letto tutto d’un fiato e mi ha rapito!

    1. ehipenny ha detto:

      Era questo il mio intento, ottimo! 😀

  3. neurocaffeine ha detto:

    basta volerlo, ma non decidi tu quando.

    1. ehipenny ha detto:

      È vero anche questo 🙂

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