Inside out 

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Vi capita mai di guardare qualcuno e chiedervi che cosa gli passa per la testa? Be’, io lo so. So cosa passa nella testa di Riley. (Gioia)

Ebbene, sì, ho guardato un cartone animato. Ho guardato Quel cartone animato. Inside out, un’affascinante ricostruzione della mente umana, così contorta e così esageratamente senza confini, attraverso ben disegnate figure ed un mondo moderno che forse nemmeno i bambini capiscono. Una recensione? Non lo so. Forse solo riflessioni ininterrotte. Perché siamo convinti che nella vita la Gioia sia tutto, la soluzione ad ogni problema, sempre pronta a salvarci le spalle e asciugarci le lacrime, ma la verità più grande che questo film mette in luce è esattamente il contrario. La Gioia a volte non c’è, non può intervenire, non può fare niente per cambiare le cose. A volte la Gioia è irraggiungibile. E tra i cunicoli di plastica, archivi di biglie colorate, isole dei propri rifugi quotidiani, e il vecchio amico immaginario che sbiadisce in mezzo ai ricordi neri, in mezzo a tutto questo caos di emozioni ognuno di noi cresce e combatte, imparando dai propri errori e magari commettendoli una seconda volta. Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto, Paura. Sembra quasi limitante ridurre la nostra testa a cinque statuine. Ma non è soltanto questo. Ci sono i ricordi. I ricordi dolci e piacevoli che si allontanano nel tempo, e giorno dopo giorno si riempiono di lacrime. Le isole della famiglia e dell’amicizia, che a volte per un errore o una parola di troppo rischiano di crollare. É un puzzle immenso quello che è racchiuso nella mente di una bambina, un puzzle tanto fragile che ci permette di viaggiare come fossimo noi stessi minuscoli esseri colorati della testa. Di che cosa si parla? Dell’uomo. Un cartone animato che si occupa di analizzare l’uomo. Il ricordo, i sogni, le paure, il subconscio, l’apatia, le emozioni. Un miscuglio che forse non é ben chiaro nemmeno a noi, a volte così complicati e incomprensibili, e probabilmente non è attraverso un film che si può interpretare appieno la psicologia umana, ma in qualche modo non è soltanto un cartone animato. È la storia delle nostre emozioni quotidiane, dei problemi che dobbiamo affrontare, dei ricordi che affollano la nostra testa, e di tanto in tanto vengono rimossi dal tempo che passa, è la storia dei cambiamenti che avvengono in noi, della crescita che ci porta a comprendere noi stessi sempre di più, ma mai del tutto. Ed è una storia che ci insegna che scappare non è mai una soluzione, arrabbiarsi non é una soluzione, ma a volte non lo é nemmeno fingere di essere felici a tutti i costi. È qui che Tristezza impara quanto sia importante il suo ruolo, quanto una parola o una lacrima possano salvare un rapporto, quanto a volte piangere sia inevitabile per poter essere felici, e sia la cosa più sincera da fare. Nessuno sembrava crederlo o averlo capito, dinnanzi a quel personaggino blu che non ha fatto altro che combinare guai, perché Tristezza è stato un problema e poi la sua soluzione, è qualcosa di apparentemente incontrollabile e pericoloso, ma non possiamo proprio farne a meno. Davanti ad un cartone animato si può piangere? Certo. Certo che si può piangere, perché l’incredibile mondo dei bambini che diventano grandi è qui rappresentato alla perfezione, con tutte le contrastanti emozioni, le nuove esperienze, i nuovi ricordi che cancellano una vita ormai dimenticata, e sicuramente nulla è così semplice come sembra, non vi è un pannello di controllo nella nostra testa, ed anzi è un casino tremendo, perché si può anche piangere di gioia o ridere per non piangere. Siamo così terribilmente contraddittori. Ma penso che questo sia più di un cartone animato. Perché rappresenta tutti noi, a volte costretti a delle scelte, dei sacrifici, delle rinunce, costretti a farci piacere i posti nuovi, le nuove amicizie, le nuove esperienze, a volte lo facciamo per amore, e non ci rendiamo conto di quanto questo ci faccia soffrire. Ci accompagna nella vita una sola indistruttibile forza: la forza del ricordo. Il ricordo di ciò che da bambini era tutto, la famiglia, le passioni, la prima vera amicizia, di quelle che durano per sempre, ricordi che crescendo ci strapperanno una lacrima, perché tutto questo non può tornare indietro, ma sarà quella stessa lacrima a riempirci il cuore di gioia. Inside out. Un cartone animato che consiglio. Non è un filmetto per bambini, è qualcosa di più.

E permettetemi di aggiungere che non si è mai troppo grandi per amare un cartone animato, perché chi conserva quello sguardo sognatore dei bambini sa apprezzare anche le più pazze avventure. E magari sì, anche commuoversi.

17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Liza ha detto:

    Mi e’ piaciuto tantissimo 😊

    1. ehipenny ha detto:

      Anche a me, tanto! 😀
      Un abbraccio

  2. kikkakonekka ha detto:

    Con Inside Out ho pianto quasi 4 litri di lacrime.

    1. ehipenny ha detto:

      Tanto, tanto…

  3. GengisKhan ha detto:

    Bello bello… stile Penny 😀
    Inside Penny… che Penny ti passa per la testa? XD

    Mi commuovo sempre con Toy Story 3 quando Woody dice ad Andy che oramai grande va al College “addio amico mio!”
    Scoppio XD

    1. ehipenny ha detto:

      Quel momento di Toy Story mi ha fatto piangere anche a me! Insieme alla canzone “Hai un amico in me” 🙂

      1. GengisKhan ha detto:

        Penny Story 😀

  4. GengisKhan ha detto:

    Per il film che citi, so scoppiato quando l’amico immaginario se ne va…

    1. ehipenny ha detto:

      Quel momento è toccante, sì… 🙂

  5. Come parole di polvere ha detto:

    Oh bellussimo…come Toy Story…io piango anche con i cartoni..😂😂💗

    1. ehipenny ha detto:

      Eccome se piango! Come Nemo 😀

      1. Come parole di polvere ha detto:

        Idem💗

  6. Miss E. ha detto:

    Io adoro i film d’animazione, non me ne perdo uno! E Inside out l’ho visto al cinema appena uscito…stupendo film. Realizzato benissimo e con una storia fantastica. E sì, si può piangere!!! E a me la lacrimuccia è scesa quando il suo amico immaginario si è sacrificato per la bambina 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Anch’io li adoro! Penso che insegnino molto, nella loro semplicità… e mi ricordano l’infanzia 😉

  7. Francesca ha detto:

    L’ho visto due volte, con mio nipote, perché sta attraversando un periodo davvero difficile e questo cartone rispecchia alla grande ciò che accade nella nostra testa, e nel nostro cuore.
    L’ho trovato un film intenso ma anche delicato, per niente banale o scontato.
    Io faccio le bolle di sapone, come potevo non apprezzare gli insegnamenti di una intera famiglia di emozioni così diverse ma complementari?

    1. ehipenny ha detto:

      Sono assolutamente d’accordo, credo che certi cartoni siano pieno di significato nella loro semplicità :))
      Un abbraccio!

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