Dibattito con una professoressa

Prof, è inutile fingere, io non mi sono mai trovata d’accordo con lei. Saranno i valori opposti che cerchiamo di difendere, sarà che lei ha quarantasei anni e noi a mala pena diciannove, ma ci sono cose che non capisco. Come non capivo quella volta, quando ci disse che dobbiamo guardarla negli occhi, anche quando non sappiamo le cose ma siamo in piedi davanti alla lavagna con il gesso in mano. Non capivo nemmeno quando ci spingeva a seguire i nostri interessi, a scrivere una tesina per la maturità che piacesse innanzitutto a noi, e poi ha smontato ogni mia certezza dicendoci di parlare dei nostri punti più deboli. Mi sembra tutto una contraddizione, prof. Forse sono io che non capisco, che leggo i suoi discorsi dalla prospettiva sbagliata, ma vorrei poter discutere con lei, capirla, rivolgerle quel mio punto di vista che tengo nascosto. Ha detto che ci capisce, che sa quale periodo sia l’ultimo anno del liceo, tra i dubbi, le scelte importati, alcune follie, la voglia di poter uscire e vedere il mondo, il continuo richiamo di casa. Non lo metto in dubbio. È tutto un casino, e probabilmente è per questo che a volte siamo tutti stanchi, stanchi di pensare, stanchi di sottostare a chi è più grande di noi e cerca di insegnarci, siamo illusi, certo, entusiasti, desiderosi di realizzare la nostra vita, di colmare ogni vuoto, di inseguire anche i sogni più remoti. La vita è dura, lo immagino, e immagino anche che non sarà solamente questo, non è una corsa sul piano, non é un’infinita discesa, non dipenderà nemmeno solamente da noi. Ma tutti devono fare delle scelte, e lei ci sta giudicando. Perché la verifica é andata male, é andata male a diciassette persone, e la sua conclusione è stata che stiamo buttando via la nostra vita. È vero, abbiamo parlato con lei, ci siamo sfogati, perché in fondo e nonostante tutto ci fidiamo, lei conosce le nostre ansie e le nostre preoccupazioni, e certamente conosce il mondo più di noi. Ci siamo lamentati, con quel nostro modo catastrofico di vedere la scuola, ma sempre forti, sempre con il coraggio di ritornare in classe e ripartire da zero. Io non credo che ci sia qualcuno che sta buttando via la propria vita. Sono scelte, che non vanno giustificate. Eppure da un lato non ci vedo malizia, perché lei é anche madre, e per i figli so che un genitore darebbe tutto. E poi ha quel modo di parlarci, pacato, sincero, nudo, come se la cattedra si trasformasse in un banco scassato in mezzo ai nostri, quelli scomodi e troppo bassi per chi é alto due metri. Ma prof, io non la capisco. Forse perché guardiamo due muri diversi della stessa stanza, e mi sembra distorto il suo punto di vista, magari quanto le sembra distorto il mio. Ma sembra quasi che per lei, prof, tutto giri attorno ai soldi. Come se ogni nostra scelta, perfino ogni voto di una verifica, fosse un passo verso il guadagno. Vorrei risponderle che non è vero, che i soldi non possono comprare la felicità, che i soldi non guariscono le persone, che l’amore di una madre va oltre i regali per il proprio figlio, e forse è proprio quel figlio che dovrebbe insegnare a tutti a perdonare le mancanze più sofferte. Lo sa quante persone della mia famiglia sono morte per un tumore? Ma non siamo poveri. È solo che i soldi non sono bastati, non sono bastate le visite, non sono bastate le medicine. E mi fa arrabbiare sentirla parlare così, come fosse l’omelia di un buon prete, e poi scivolare tra una connessione e l’altra delle cose, perché di certo vede oltre, oltre la nostra carriera scolastica, oltre i nostri voti. Ma forse guarda troppo oltre. Io credo che nessuno abbia l’obbligo morale di iscriversi all’università, e nessuno deve sentirsi giudicato, o peggio giudicato inferiore, se preferisce chiudere i libri e andare a lavorare, le ripeto, prof, che sono scelte, come è una scelta iscriversi a medicina o a ingegneria. Ma ci ha chiesto che cosa vediamo nel nostro futuro, ed io ho risposto “Economia”. Guadagnerò bene. Guadagnerò più degli altri. Ho capito tutto della vita. Posso dire? No. Non è vero, prof, perché io della vita non ho ancora capito niente. Ho diciotto anni, qualche sogno, qualche rinuncia dietro la mia scelta, perché vorrei poter costruire una vita serena, ma sa una cosa?, non mi importa dei soldi, non mi importa quale stipendio prenderò, non adesso, perché se l’economia mi avesse fatto schifo, avrei intrapreso un’altra strada. Magari sarei andata a lavorare, chi può dirlo. Non è tutto questione di denaro. Non voglio fare la fame, è vero, non voglio privare i miei figli della possibilità di crescere felici, e non nascondo che se avessi seguito davvero le mie passioni forse sarei ora da tutt’altra parte, ma su una cosa ha ragione, il futuro dobbiamo costruircelo. Il problema è che usiamo due mattoni diversi, io e lei. Non sarei scappata da mia figlia per studiare, non mi sarei nascosta in cantina, o in auto, da sola, lontana dalla mia stessa vita, perché sono tanti i regali che riceviamo, eppure siamo sempre insoddisfatti. Prof, posso farle una domanda? Davvero pensa che nei nostri anni la sola cosa importante siano i soldi? Non sono ingenua, perché ormai costa tutto troppo, il cibo, le tasse, la casa, so che non può esistere un mondo dove i miliardari non abbiano la vita facile, ma lei, prof, forse non capisce noi. Non ci capiamo e basta, ed è normale. Non si può sempre capire tutto. Sa che cosa dice Giuseppe Donadei? “Niente è facile e nulla è impossibile“. Quindi vorrei solo dirle che ho ascoltato la sua strana predica materna, e niente, grazie, perché anche se non la capisco e non la capirò mai, anche se a volte vorrei solo tirarle la sedia, ho trovato nel suo modo di avvicinarsi a noi una specie di emozione, come il desiderio di vederci felici, di aiutarci, di averci a cuore. Grazie, perché anche in un modo maldestro e confuso ha dimostrato che il cuore riesce ad usarlo. Le prometto, come ci ha chiesto, che mi impegnerò. Farò una verifica migliore. Ma non sono d’accordo con lei, quando dice che il voto é il nostro biglietto da visita, perché un voto non rappresenta le persone, non rappresenta nemmeno il bagaglio di cultura che si portano appresso, ma è inutile confrontare due specchi all’infinito, perché non si guarderanno mai in faccia davvero. Siamo così, due specchi che non possono incontrarsi. È andata così. 

Povero non è chi ha poco. È davvero povero chi ha bisogno di un’infinità di cose e ne desidera sempre di più

(José Alberto Mujica)

23 commenti Aggiungi il tuo

  1. GengisKhan ha detto:

    Pennyna… vieni di là appena puoi!

  2. GengisKhan ha detto:

    Bel post comunque!

      1. GengisKhan ha detto:

        Non hai risposto all’altro commento…

  3. SognidiRnR ha detto:

    Mi è piaciuto tanto leggerti oggi! E penso che hai ragione: non siamo i nostri voti! Non sono un bigliettino da visita, perché dietro al voto c’è tanto di non detto, la fatica non riconosciuta,il giudizio altrui, la sbadataggine, o chissà che altro. Penso che incontrare questa prof vi abbia giovato a prescindere dal fatto che non vi capirete mai perché comunque vi ha dato modo di riflettere, di confrontarvi e arrivare alle vostre conclusioni. A volte non conta nulla essere in disaccordo, conta molto di più aver potuto dire la propria. La vita è fatta di molte variabili: fatica, passione, scelte e desideri, anche il denaro ovvio ma tutto è importante a modo suo, non ci si può fermare ai soldi😉

    1. GengisKhan ha detto:

      SIGNORE E SIGNORI, LADIES AND GENTLEMEN… LA SAGGIA!

      1. SognidiRnR ha detto:

        Era un po’ che non me lo scrivevi… Allora non ho perso il tocco 😂😂Ogni tanto faccio le mie apparizioni anche io!

    2. ehipenny ha detto:

      Grazie davvero! Hai espresso perfettamente ciò che penso, e penso anche che la prof abbia voluto spronarci, sí, ma farci anche riflettere a prescindere dalla sua opinione… non ci ha imposto nessuna linea di pensiero, e questo l’ho apprezzato molto 😉

      1. SognidiRnR ha detto:

        Va apprezzata proprio perché non si è imposta con il suo pensiero, non tutti sono in grado di farlo,lasciando spazio alle riflessioni altrui senza limiti… Specialmente coloro che sono al di là della cattedra, spesso peccano di presunzione.

      2. ehipenny ha detto:

        È vero, ho notato… a quanto pare il potere dà alla testa anche a scuola 😅

  4. Cuore di tenebra ha detto:

    Molte volte dall’altra parte della cattedra ho trovato persone diverse da me con le quali, pur essendo discorde a livello ideologico, spesso ho avuto un bel rapporto. Un rapporto di confronto e, perché no, talvolta di sana sfida intellettuale (fermo restando che naturalmente io ero sempre un gradino più giù).
    Forse è questo ciò che la scuola mi ha insegnato meglio: rispettare gli altri anche se hanno idee diverse e che “diverso” non è sinonimo di “sbagliato”.
    Bellissimo post; permettimi anche, dopo la mia lunghissima esperienza universitaria di 6 mesi di dirti che l’economia è molto meno fredda di ciò che sembra.
    Buona serata! 😁

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie infinite! Certo non è facile quando dall’altra parte qualcuno di arrogante cerca di imporsi sugli altri…
      Quindi conosci economia? Posso chiederti come ti è sembrata? :)) Curiosità 😆

      1. Cuore di tenebra ha detto:

        Studio economia ed è davvero davvero bella! Io vengo da un classico ed economia è un giusto equilibrio tra umanistico e scientifico… Soddisfacente!

      2. ehipenny ha detto:

        Io vengo da uno scientifico ma tollero molto poco matematica e fisica… e tanti mi hanno detto che economia è arida, ma non saprei… a me interessa, anche se la mia prima scelta sarebbe stata lettere 😉

      3. Cuore di tenebra ha detto:

        Non è per niente arida, anzi, è molto interessante!
        Per il resto è questione di gusti 🙂

      4. ehipenny ha detto:

        Questo mi rincuora 😉 Grazie delle informazioni!

  5. kikkakonekka ha detto:

    Non conosco la tua prof, ma ho conosciuto bene i miei.
    E molti li ho capiti dopo anni, quando ho iniziato anch’io a vedere il mondo in modo differente.
    Ripeto, non la conosco.
    Però penso che parli per il vostro bene, dato che tra qualche mese lei sarà per voi solo una ex-prof.
    Vuole che capiate che bisogna avere degli obiettivi, che bisogna puntare a 1000 per avere 100, che bisogna essere pronti a sacrifici, anche se l’età giovane ancora – molto spesso – non spiega quali essi siano.
    Peccato che la prof ragioni in termini di profitto economico personale, ma forse lo fa per aiutarvi a ‘quantificare’ il vostro futuro, visto che la qualità non è definibile a priori.
    Poi è giusto anche non essere d’accordo con lei, ormai avete sviluppato una personalità ed una critica personale, che vi permettono di capire e di essere o meno consenzienti alle opinioni altrui. Ed allora vuol dire che la scuola ha svolto bene il suo compito, portando in società giovani donne e giovani uomini che sanno usare il cervello e valutare la vita in modo autonomo e consapevole.

    1. ehipenny ha detto:

      Penso anch’io abbia parlato per il nostro bene, l’ho capito da come parlava, e dal fatto xhe a differenza di molti ha parlato… come classe ci siamo divisi, c’è chi è d’accordo e chi non lo è, e anche questo penso sia normale… probabilmente c’è anche chi riflette e chi meno, come sempre è normale… :))

  6. Erik ha detto:

    rileggendoti ho ritrovato buona parte del me stesso degli anni scolastici…
    sempre in confronto con i professori ed il sistema… la mia sfida ai tempi era quella di dimostrare che una persona deve essere giudicata per quello che fa o che sa fare e non per dei voti temporanei di un livello di conoscenza assolutamente temporale.
    Così decisi di lasciare tutto in 4 superiore e di andare a lavorare. Quindi con il solo attestato di terza media.
    Avevo lanciato una sfida a mio nonno, al sistema, al mondo ma sopratutto a me stesso.
    Oggi sono 19 anni che lavoro e attualmente mi occupo di ricerca e sviluppo in un azienda che ha a che fare con il mercato del settore nucleare.

    Tutta questa premessa per dire che forse è vero che le persone alla fine vengono giudicate non solo per quel famoso pezzo di carta, forse è stata solo fortuna o forse c’è anche un pizzico di merito, questo però non è così fondamentale come la cosa più importante che questa parte di vita mi ha insegnato:

    Alla fine studiare è fondamentale e non solo importante non tanto e assolutamente non solamente per fini economici o di posizione sociale, ma più di ogni altra cosa per se stessi, per il proprio io e per le possibilità che la conoscenza ti fornisce per gestire le situazioni che la vita di porrà difronte…

    certo è importante per il lavoro, per il guadagno, per lo stile di vita, ma prima ancora è importante perchè ti permette o almeno ti aiuta a capire e ad analizzare ciò che ti circonda.. ci viene dato un tempo in cui siamo lasciati discretamente liberi di dedicarlo a migliorare le nostre conoscenze… arriva un giorno in cui quel tempo, anche se variabile, scade… e allora ritrovarne di utile per dedicarsi allo scopo quando sei “fuori tempo” è molto più faticoso, non impossibile ma molto faticoso…

    quindi quello che mi sento di dire e di augurare a tutti i ragazzi che vivono quel tempo, è di riuscire ad accorgersene e di sfruttarlo… di sfruttarlo non per il titolo, non per l’aspetto economico ma sfruttarlo per migliorarsi come persone, attraverso la conoscenza e l’accrescimento della consapevolezza dei perchè del mondo… prima per quello, se possibile, seguendo sentimenti e passioni altrimenti ricercando sempre la curiosità….

    io credo che solo in questo caso tutto ciò in cui crediamo possa avere un senso.. qualsiasi credo sia..

    1. ehipenny ha detto:

      E io mi ritrovo molto in questo tuo commento, perché penso anch’io che una persona fosse giudicata per ciò che sa fare e vorrei che fosse così… il tuo esempio dimostra che quando ci si mette impegno e cuore ai risultati ci si arriva, e penso anche che non sia mai tardi per studiare, almeno per sè stessi… nessuno ci obbliga a farlo, per lo meno a questa età e le successive, ma di certo noi siamo anche la nostra cultura 🙂

      1. Erik ha detto:

        🙂 noi siamo anche la nostra cultura!!!! ottima considerazione

      2. ehipenny ha detto:

        Grazie! :))

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