Dal ciglio della strada alla terra fresca

Non pensavo che avrei mai potuto innamorarmi di un cane. Incrociare il suo sguardo e provare una strana sensazione nel cuore, come di piacere, di tenerezza, e un’improvvisa e violenta voglia di abbracciarlo. Non pensavo che mi sarei sentita così impotente davanti ad un cane. Ma aveva quegli occhi, piccoli piccoli, color nocciola, che socchiudeva alla luce del sole cercando di guardarmi. Il suo muso era fiero, scuro, morbido, ed il pelo leggermente ispido come un prato sintetico. Lo accarezzavo, e più sentivo il calore del suo sangue nel palmo della mia mano, più lo amavo. Lo amavo da amico, lo volevo come amico. Ma non avevo mai parlato con un cane, non avevo mai giocato con un cane, non ci avevo nemmeno mai vissuto. Eppure mi guardava, non la smetteva di guardarmi. Ero stata la sola ad accostare l’auto al bordo della strada, la sola ad aver notato quel mucchio confuso di pelo accasciato a terra. E lui mostrava il suo naso umido che pareva supplicare di salvarlo, liberarlo da quelle catene d’amore che ancora lo tenevano legato all’uomo fuggito al mare prima dell’estate. Mi dissero che sarebbe stato difficile, che un cane abbandonato è un cane segnato a vita, come se fosse una sua colpa, lui vittima del dolore più atroce dell’abbandono. Non m’importava. Io lo volevo. L’ho accarezzato per ore, e gli ho preso la zampa. Ho sentito in lui qualcosa, come una sorta di fiducia, che non avevo mai provato con nessuno. L’ho preso con me, ero pronta a dargli tutto, i croccantini, il bastone, il letto, la vasca da bagno, anche l’intera casa. E sapevo che era un cane diverso dagli altri. Non perché il nostro rapporto fosse compromesso, ma perché io ero per lui un angelo custode. Mi sono innamorata di un cane trovato per strada, gettato barbaramente da un mostro che non lo ha guardato negli occhi, vigliacco, se ne é andato lasciandolo lì, accucciato a pregare che qualcosa accadesse, qualsiasi cosa, anche le più brutte. I suoi occhi raccontavano quell’amore mai finito, perché un cane non è in grado di odiare, per un cane non c’è differenza tra un assassino e un prete, tra un medico e un giornalaio. E quel cane bellissimo è divenuto il mio migliore amico.

Se n’è andato. È morto in un giorno di sole, prima dell’estate, un giorno di maggio che ora mi pesa come un macigno. So che nessun cane sarà mai più come lui. E non amerò nessun cane come ho amato lui. Se n’è andato e non mi resta nemmeno la certezza di essere stata per lui una madre, se possibile, e la sua migliore amica. Avrei voluto fare tante cose, correre sulla spiaggia, rotolare nel prato, scalare le montagne, e invece il tempo lo ha portato via così presto… Mi sono domandata fino all’ultimo chi fosse quella bestia che lo aveva lasciato sulla strada, e mai si é cancellata dalla mente la sensazione di scioglievolezza davanti a quegli occhi umidi di pianto, nemmeno ora che i suoi occhi non li vedo più davanti al mio naso ma sotto terra. Oggi piango io. E mi sento come bloccata sul ciglio di una strada, abbandonata da un’auto che non vedo più nemmeno da lontano. Mi sento come lui. E penso che lui ha resistito, e allora il dolore piano piano se ne va. Mi ha lasciato tanti ricordi e tanti insegnamenti, e in quei pochi anni che abbiamo vissuto come fratello e sorella sono cresciuta tanto. Ho imparato che non c’è limite all’amore così come non c’è limite alla crudeltà. Ma tutti possiamo fare qualcosa per aiutare chi è in difficoltà, e per fermare la moda cruenta di comprare animali come fossero giocattoli. Una vita non si può gettare dal finestrino di un’auto.

[Fatti e personaggi sono frutto di fantasia]

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. CriticaComunista ha detto:

    Una Penny fresca…di stagione! XD

    1. ehipenny ha detto:

      Sono “matura” 😛

      1. CriticaComunista ha detto:

        Sei ancora una Pennyna ahahaha 😛

      2. ehipenny ha detto:

        Lo so lo so 😆

  2. qualcuno tipo me (laura) ha detto:

    Che meraviglia. Sono nata e cresciuta in mezzo ai cani e sono parte della mia vita. Sono diversa grazie a loro e ho imparato tanto.

    1. ehipenny ha detto:

      Che bello leggere questo, io ho sempre voluto un cane e non è escluso che quando vivrò da sola io non me lo prenda 😉

  3. fulvialuna1 ha detto:

    Sono la mia vita!

    1. ehipenny ha detto:

      Eh lo so! Che bello che sia così :))

  4. bellissima storia …
    purtroppo non è “solo” frutto della fantasia …
    recentemente un cucciolo è stato proprio gettato dal finestrino (ho visto il video …) 😦

    ciao 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Che tristezza… ero sicura che non fosse solo fantasia ma pensare che un cucciolo possa essere lanciato da un finestrino… mi fa sentire male…

      1. ci sono degli appartenenti alla razza autodefinitasi “umana” che fanno anche di peggio … purtroppo …
        di umano troppi uomini non hanno proprio nulla …
        ciao 🙂

      2. ehipenny ha detto:

        Già, purtroppo lo abbiamo sotto gli occhi ogni giorno…
        Un abbraccio

      3. che ricambio (paternamente) veramente con gioia 🙂

  5. kikkakonekka ha detto:

    Sarà anche frutto di fantasia, ma è un racconto bellissimo, drammatico e commovente.
    Io ho amato per anni gli animali *sui libri* finché non ho incontrato il gattino Birillo, anch’esso abbandonato per strada. Poi mi ha prematuramente lasciato ed io ho pianto tantissimo.

    1. ehipenny ha detto:

      Ti ringrazio di cuore! Ormai mi sembra di conoscere Birillo da vicino, si vede che ci tenevi tanto, e sono sicura che ha fatto in tempo a capirlo :))

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