30 Days Writing Challenge – Day 29

Quali sono i tuoi obiettivi per i prossimi 30 giorni?

Fossi una bimba ribelle, prometterei di fare la brava, anzi, forse dovrei prometterlo in ogni caso, perché brava non lo sono quasi mai. Credo sia umanamente impossibile essere perfetti, non potrebbe essere un obiettivo, ma ecco, vorrei innanzitutto che i giorni futuri scorressero come un treno verso una destinazione, senza alcun binario morto, nessun vagone alla deriva. Obiettivo per i miei prossimi trenta giorni è sfruttare questi trenta giorni, vivere questi trenta giorni fino all’ultima ora, briciola dopo briciola, minuto dopo minuto, e realizzare tutto quello che in un mese ho dovuto chiudere nel cassetto. Mi pongo l’obiettivo di recuperare il tempo perduto, eppure lo so, so che perderò tempo ugualmente, che mi addormenterò sulla strada, cullata dal sole, nel mezzo della camminata, so che dovrò rimproverare me stessa per non aver creduto abbastanza nei miei trenta giorni, ma voglio ricordarmi, questa volta, dei secondi che scorrono. È uno dei miei tanti obiettivi. Come quello che ogni mese ripasso, di trovare il coraggio per tante cose, tutte quelle messe in un angolo, per paura, per pigrizia, mi pongo l’obiettivo di provarci, di chiudere gli occhi e lasciarmi andare, come se volassi. È un mio obiettivo essere più buona, più onesta, e a volte meno velenosa nei confronti di quelle persone che non riesco a digerire. Vorrei smettere di cercare nelle tasche la maschera più giusta, di creare dietro la schiena il volto che gli altri vorrebbero vedere, vorrei essere me, e basta, sempre. Perché il mio obiettivo non è quello di essere la migliore, neppure di esserci per tutti, è forse troppo disilluso credere che non esistano i falsi e i bugiardi, ma il mio obiettivo è imparare a riconoscere il momento. Vorrei riuscire a leggerlo, come un libro. E poter dire le cose giuste senza preoccuparmi dell’immediato futuro, lasciar parlare il cuore senza la paura di sentirmi scoperta, perché troppe volte ho mangiato le mie stesse parole, dure da masticare, vive, come avessero ali. È un mio obiettivo impegnarmi a concludere ciò che ho iniziato, lavorare davvero, con la mente, con la testa anche bassa, sulla mia scrivania, e non lo faccio per non deludere gli altri, non lo faccio per il gusto di sentirmi dire brava, anche se, li ammetto, è una bella sensazione. Lo faccio perché ci sono persone che hanno speso risorse per me, energie, materialmente parlando, soldi, e voglio che questo piccolo romanzo della mia vita giunga ad una fine, che non sia una frase lasciata a metà nella libreria. Un altro obiettivo che vorrei realizzare, è un abbraccio. Vorrei abbracciare le persone che mi sembra quasi di vedere da lontano, anche quando ci sfioriamo e le mani stringono i miei fianchi, vorrei essere la prima, vorrei essere io a stringere quei fianchi, di tante persone. E mi piacerebbe trovare il coraggio di aprire il mio cuore con un’amica che, lo so, aspetta soltanto questo, eppure ogni giorno percorre la strada al mio fianco, stringendomi le spalle come una sorella, vorrei che fosse tutto più facile, vorrei essere io a rendere le cose più facili, vorrei che mi passasse quella strana paura che a volte mi fa sentire come ripiena di emozioni arrabbiate con me. Ed è un obiettivo non da poco, forse non basteranno trenta giorni, forse nemmeno sessanta. Che altro posso fare? In trenta giorni poi? Potrei dire più spesso Ti voglio bene, potrei smetterla di chiedere scusa anche quando sono gli altri a doverlo dire a me, potrei cominciare a preoccuparmi per chi davvero lo merita, in fondo nessuno mi prega o mi costringe a girare il mondo gettando le mani al mio fianco. Troppe cose per un solo mese. Ed io, che a mala pena sono capace di scrivere per intero un tema in classe, io che spesso lascio le cose a metà, io che prima di cominciare rifletto, mi contraddico, e rifletto di nuovo, che cosa potrei combinare io in soli trenta giorni? Forse nulla. Forse potrei cancellare tutti i miei obiettivi, e semplicemente vivere. Perché se ci penso, gli obiettivi della vita nascono soltanto vivendo, soltanto trascorrendo le proprie giornate senza pensieri opprimenti, senza obblighi pressanti, nascono imparando dall’esperienza, e facendo esperienza. Forse il più grande e sincero obiettivo è quello di non arrendersi mai, a niente. Perché in trenta giorni può anche non succedere nulla, ma paradossalmente potrebbe ribaltarsi il mondo, e bisogna essere pronti, sempre, perché la vita non aspetta nessuno. Me lo dico, ed è un obiettivo che devo ancora raggiungere. Lo so, non sono perfetta, ho tante belle parole, dentro, come un romanzo ben scritto, ma senza finale. E l’obiettivo del mese, dei mesi futuri, degli anni a venire, sarà sempre quello di finire un romanzo, cominciarne uno nuovo, e finire anche quello. 

Alla prossima!

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

    carpe diem cara ehipenny..lo faccio da 46 anni ormai e mi ci trovo bene…

    1. ehipenny ha detto:

      Eh mi sa che hai ragione 😉

  2. Emozioni ha detto:

    Non mi piace la perfezione. Nessuna sbavatura. Le cose più belle, infatti, hanno un sacco di sfumature….

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo pienamente, la perfezione mi annoia 😉

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