30 Days Writing Challenge – Day 18

Scrivi 30 cose su te stessa.  

  1. Frequento l’ultimo anno del liceo scientifico, ma probabilmente molti di voi lo sapranno già. La scelta dell’università è forse la mia paura più grande di questo anno scolastico, vorrei poter studiare tutto e niente, ma dopo tanta ponderazione penso che mi iscriverò alla facoltà di economia. 
  2. Ho la fobia degli insetti, con particolare disgusto nei confronti delle cimici. Ho diciotto anni, ma quando in camera mia si precipita un insetto scappo come una bambina e chiudo la porta aspettando l’intervento di mia madre. 
  3. Sogno di viaggiare, e forse troppi luoghi sono scritti nella mia lista mentale. L’aurora boreale, l’Australia, Auschwitz, Parigi, Berlino, gli Stati Uniti. Non basterebbe probabilmente una vita, ma se potessi racchiuderei il necessario in uno zaino e partirei, adesso, con il primo aereo.
  4. Mi affeziono alle persone, e quando succede vorrei che non cambiassero mai. Ho come paura che possano scomparire da un giorno all’altro, o trasformarsi in qualcuno che non riconosco più. È irrazionale, lo so. Ma ci sono persone che mi sembrano talmente perfette o nel posto più giusto possibile, che vorrei rimanessero sempre le stesse.
  5. Mi affeziono alle cose, oltre che alle persone. Non sono materialista, ma non potrei mai separarmi, ad esempio, dal mio cellulare. In esso c’è tutto, ci sono le mie foto, i miei viaggi, i miei appunti scritti nei promemoria, i miei post incominciati e mai finiti, la mia agenda, tutti i messaggi infiniti che ho scambiato con i compagni di classe. C’è una vita, chiusa nel mio cellulare, fatta di ricordi.
  6. Mi specchio spesso nei finestrini delle auto, per controllare lo stato della mia capigliatura, è una sorta di ossessione, un richiamo irresistibile che mi impedisce di proseguire senza aver gettato lo sguardo dietro quel finestrino magari appannato.
  7. Quando mangio, tendo a lasciare i miei cibi preferiti per ultimi, un po’ per una strana gratificazione personale. Mi libero immediatamente della pesante insalata, e giungo a fine pasto che nel mio stomaco quasi non rimane posto, ma è forse una questione psicologica, è come se avessi ancora un certo senso di fame. Non posso trascurare i miei cibi preferiti.
  8. Porto gli occhiali da quando avevo quattro anni, sono abituata a percepire il peso della montatura sul naso e dietro le orecchie, eppure a volte ancora provo disgusto per questo apparecchio che devo portarmi dietro, ingombrante, fastidioso. È forse la sola cosa che porto con me sin dall’infanzia, ha il sapore di antico, di qualcosa di già superato che invece continua a seguirmi.
  9. Odio gli ascensori, non sopporto essere chiusa in una scatola che si muove, senza ossigeno, senza la possibilità di fuggire quando lo decido io. Ho sempre paura che le porte possano schiacciare qualcuno, così automatiche e imprevedibili, così minacciose.
  10. Sono dipendente dalla cioccolata, ne ho bisogno, dopo mangiato, come di una coccola, per proseguire la giornata. Mi basta soltanto un quadratino di cioccolato, minuscolo, da disperdere dentro il pane, o lasciar sciogliere in bocca istante dopo istante, ed è come se il pasto avesse assunto finalmente un senso. 
  11. Ho la capacità professionistica di fare figure di merda in pubblico. Nel momento esatto in cui penso a quanto sarebbe imbarazzante e vergognoso inciampare sugli scalini e cadere rovinosamente a terra, ciò accade. Sarà che evidentemente non mi concentro veramente sul gradino, sarà l’inconscio che si vendica di me, non lo so. 
  12. Ma ho anche la capacità di ridere dopo ogni figura di merda. Per distogliere l’attenzione, per nascondermi come elemento che ride in mezzo ad una moltitudine di elementi che ridono. E rido perfino di gusto ripensando al mio volo d’angelo dal gradino incriminato, c’è chi mi dice sia un pregio, e chi magari pensa soltanto io sia pazza.
  13. Non sono la classica donna da shopping e ricordini. Quando visito una città, una mostra, un castello, mi piace perdermi tra gli angoli più nascosti, e scattare fotografie studiando l’inquadratura, portare a casa un ricordo fatto a mano senza aver speso nemmeno un euro. Mi piace guardare i souvenir esposti, le calamite, i quadernini, le sfere con la neve dentro, ma più di una vetrina mi affascina un panorama. 
  14. Ci sono giorni in cui non ho la minima voglia di fare nulla, e giorni in cui vorrei fare tante cose ma il tempo non me lo permette. Pigrizia cronica alternata a iperattività. 
  15. Quando entro in casa di amici, mi piace studiare l’arredamento, e immaginare che cosa voglia dire viverci ogni giorno, mi chiedo dove si posa più spesso lo sguardo, quali sono gli angoli più spesso occupati, e la notte, chissà che luce illumina le stanze. Ogni fotografia per me è un dettaglio, perché la casa è un po’ come una seconda anima di chi la abita.
  16. Non sono maniaca dell’ordine, ma i miei quaderni di scuola devono assolutamente essere perfetti. Ricopio sempre gli appunti presi a lezione, con la migliore calligrafia possibile, sottolineo le parole chiave, evidenzio le frasi importanti. Mi rilassa scrivere sulla pagina, concentrarmi per non sbagliare nemmeno una lettera, e ammirare la pagina piena come fosse stata stampata al computer. 
  17. Non sono maniaca dell’ordine e si vede. La mia camera è sempre un caos. Ci sono libri, quaderni aperti, penne sparse, fazzoletti magari, bracciali e anelli nascosti sul tavolo, e poi il letto, quello è sempre disfatto, perché la mattina non ho mai tempo nemmeno per un caffè dopo colazione. Ma in qualche modo in questo caos mi oriento, e mi sento a casa. So esattamente dove si trova ogni cosa.
  18. Il mio frutto preferito sono le ciliegie. Le vado spesso a comperare in collina con mio padre, e sulla via del ritorno le condividiamo lanciando i noccioli fuori dal finestrino dell’auto. 
  19. Sono molto sensibile a chi evidenzia il fatto che io sia timida. Mi domando a quale scopo la gente mi chieda se sono timida, come se io cominciassi a chiedere alle persone “Sei coraggioso? Sei onesto? Sei generoso?”. È il carattere. E il carattere non è soltanto un aggettivo, e la soluzione alla timidezza non è certo una cascata di domande.
  20. Ogni volta che ho perso una persona cara, non ho mai pianto. Non so come sia possibile, forse è una sorta di protezione, uno scudo che pongo dentro di me e che mi fa apparire insensibile, mi impedisce di stare male. Ma reagisco come fosse una cosa normale, come un’informazione piovuta dal cielo. C’è soltanto un momento in cui mi prende una voglia irrefrenabile di scoppiare in lacrime, ed è quando vedo gli altri piangere sconsolati. È forse troppo vero e concreto per restare indifferenti. 
  21. Eredità di un’amica: quando ho qualche sintomo strano ho l’abitudine di cercarlo su internet, e puntualmente la rete mi prospetta qualche cancro, qualche epatite virale o qualche malattia mortale da cui è impossibile difendersi. Dovrei saperlo che internet non è un medico ma un algoritmo, ma la tentazione di dare un’occhiata è forte. Non che io creda a ciò che è scritto…
  22.  Quando ascolto una canzone e me ne innamoro non ascolto più nient’altro, la canto appena sono sola in casa, fino al punto di odiarla, di non poterla più sentire. È il ciclo della vita della musica.
  23. Faccio fatica ad ammettere che non riesco a fare qualcosa, mi sembra quasi di tradire me stessa, come se non avessi dato abbastanza. Vorrei continuare a provarci, pur sapendo che sarebbe totalmente inutile, perché credo che ci possa essere sempre una possibilità. Piuttosto dico “Ancora non mi sono impegnata abbastanza”.
  24. Faccio fatica a chiedere aiuto a qualcuno, soltanto in casi estremi chiamo le persone che so che mi aiuteranno senza giudicare, abbasso a testa e riconosco di non farcela da sola. Ma mi è difficile, è una domanda che pesa, “Mi aiuti?”, perché vorrei sempre poter vivere senza aver bisogno dell’intervento di qualcuno.
  25. Detesto dover dimostrare qualcosa a qualcuno, che si tratti di una lezione di scuola, un voto della verifica, un tiro al canestro, é come se stessi evidenziando quanto più capace io sia. Mi sento in imbarazzo come su di un palcoscenico, e magari anche un po’ in colpa. 
  26. A volte penso che vorrei tanto avere un cane, non soltanto perché ti riempie la vita, non solo per tutto l’amore che trasmette e che ci insegna, a volte vorrei avere un cane per poter uscire di casa senza una meta, e divertirmi senza dover pagare o portare con me qualche strumento. Con un cane ci si diverte anche solo con un bastone di legno e una pallina, ed è questo che vorrei tanto poter imparare.
  27. Se potessi, indosserei tutto l’anno lo stesso paio di scarpe, ad agosto come a dicembre, le mie Converse bianche basse che hanno già vissuto parecchi anni, e che ogni volta mi ricordano quanta strada hanno percorso. Ma cause di forza maggiore me lo impediscono.
  28. A volte mi sembra di essere la sola a cui basta un tavolino, una sedia ed un caffè per passare ore in compagnia delle amiche più care.
  29. Ho un debole per gli addobbi natalizi, adoro passeggiare per il centro di Bologna nel periodo di Natale, e lasciarmi avvolgere dall’atmosfera calda e accogliente, dalla musica di Lucio Dalla che risuona per le strade, e dagli artisti di strada che con la giacca addosso non rinunciano a cantare. Mi dà un senso di familia, di unione, di felicità. 
  30. Ci ho messo tre giorni per scrivere trenta cose su me stessa, e probabilmente sono infiniti i modi in cui la mia persona potrebbe essere scritta, ma perfino io a volte faccio fatica a leggermi.  

    Alla prossima!

    14 commenti Aggiungi il tuo

    1. CriticaComunista ha detto:

      30 Pennyne…le voglio tutte ahahhaah

      1. ehipenny ha detto:

        Hahaha! Solo oggi il 30 per 1 😀

        1. CriticaComunista ha detto:

          Penny ma la mail? Ti avevo risposto…

    2. La cosa del mangiare la faccio anche io, anche per la pizza, mangio prima le parti meno succulente, che tara mentale ;D
      Oppure il panettone ripieno di pistacchio, lascio per ultima la parte con il ripieno.
      Se vuoi andiamo in analisi insieme 😀 😀

      1. ehipenny ha detto:

        Macché analisi, son pazza e felice così 😅

    3. Emozioni ha detto:

      Punti in comune:
      Detesto un sacco di insetti. Tra i primi, anch’io le cimici.
      Mi affeziono alle persone. Se mi fanno del male, non riesco comunque ad odiarle.
      Metterei sempre le mie Converse grigie.
      Adoro il Natale.
      Ti abbraccio forte e ti auguro un buon inizio settimana💪🏼

      1. ehipenny ha detto:

        Grande, vedo che andiamo d’accordo! 😀
        Un abbraccio :))

        1. Emozioni ha detto:

          Eh certo😘

    4. CriticaComunista ha detto:

      Aspetto tue notizie Penny 😀

    5. kikkakonekka ha detto:

      Hai scritto oggi, ed in passato, talmente tante cose di te che mi pare di conoscerti.
      Io ti immagino solare, sorridente, intelligente, e credo di non sbagliarmi.
      Ho più anni di te, ma quanti elementi abbiamo in comune!
      Ciao Penny!

      1. ehipenny ha detto:

        Mi fa oacere! Il mio intento è anche quello di raccontarmi, è bello sapere che un poco ci sono riuscita 😉

    6. Capisco perfettamente l’attaccamento alle cose per quello che contengono e che rappresentano, non sono tipo da shopping, di figuracce ne ho fatte un bel po’ (e prima non riuscivo neanche mai a riderci su, ora un po’ ho imparato), tengo i cibi che mi piacciono (e anche le parti che amo di più di qualunque cibo) per ultime, non sono affatto tipo da shopping, anzi, tendenzialmente lo detesto e non compro mai ricordini standard, anche quando viaggio, al massimo se proprio una cosa mi colpisce, anch’io un tempo mi guardavo sempre nei vetri delle macchine, ora non più, però certo che anche noi ne abbiamo parecchie di cose in comune. Anche i viaggi, il tavolino, la sedia e il caffè, la fatica di chiedere aiuto… 😀

      1. ehipenny ha detto:

        Beh vedo che siamo quasi gemelle! 😅

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