Tredicesimo giorno di Avvento

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Prego per chi piange, nell’ombra, solo come chi ha perduto tutto. Prego per tutti quei bambini tristi, che vedono i colori dipingere il cielo, ma portano cucita addosso un’anima lacerata da un dolore troppo grande: non capiscono il corso della vita, l’ingiustizia che può guidarla, le strade chiuse che ne stabiliscono la fine. Prego per tutte quelle persone che la sera si guardano allo specchio e piangono, guardano le lacrime scivolare via, e per la famiglia, per il proprio amore, si asciugano la faccia e indossano il sorriso, come si indossa una maglietta nuova. Prego per chi non ha il coraggio di piangere davanti a tutti, e allora scappa come un ladro senza aver rubato niente, forse soltanto l’attenzione, un attimo impercettibile di silenzio. E prego per chi invece crolla, anche nel mezzo della festa, anche nei momenti più impensati, perché a volte la voglia di piangere ti afferra, ti stringe lo stomaco e non ti lascia più. Prego perché vi sia sempre un fazzoletto per loro, ed un abbraccio amico che riporti il sole nel loro cuore.

Amen.

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