Rex

Caro Rex, lascia che ti racconti una storia. In realtà non è proprio una storia. È che oggi è la giornata dei cani, e tu sei quel cane che non ho mai avuto. Eppure sei vivo da quando ero bambina, quando avrei voluto terribilmente un cane, ma i miei genitori hanno comprato un acquario muto da arredamento, così sei arrivato tu, invisibile nella mia immaginazione, bellissimo e sempre pulito, sempre cucciolo, un pastore tedesco grande quando il mio peluche preferito. Rex, sei scomparso assieme a tutti gli amici immaginari dei bambini, ma tu eri speciale. Eri ciò che un cane è veramente, con tutte le tue forze intrise nelle zampe, e quelle orecchie dritte che mi divertivo ad accarezzare. Se oggi fossi qui con me, probabilmente non saresti cambiato di un solo pelo. E lo sai quante giornate abbiamo trascorso insieme? Quando mi venivi a trovare a scuola, ed io ti nascondevo nello zaino per paura che ti mandassero via, ecco, allora ti abbracciavo di nascosto, tenendo le mani nelle tasche, chiudevo gli occhi e quasi mi sembrava di sentirti strisciare tra le mie gambe durante le lezioni. E poi quando andavo in piscina, tu nuotavi con me, e mi seguivi fin sotto la doccia fredda, nello spogliatoio, nei tavolini del bar, tu c’eri sempre. Quando si andava in vacanza in montagna, dormivi con me. E forse non ricordi quanto strani fossero i miei sogni di allora, e quel mio inseguirti per i sentieri montani stringendo un guinzaglio immaginario. Vedevo gli altri cani correre, e per un istante non riuscivo più a scorgerti. Perché erano fortunati loro, vivi, veri, con una pallina in bocca e la ciotola dell’acqua, mentre tu… tu che cos’eri? Un’illusione. Una costruzione della mia mente, una ribellione contro chi sperava che un acquario potesse sostituire tutto l’amore che un cane può dare. Così io l’ho dato a te. Ricordo ancora quando una sera ho pregato Dio, l’ho implorato che mi aiutasse, lo ricordo perché é stata la prima volta e al tempo stesso l’unica. Tu c’eri. Nella mia immaginazione c’eri. Avrei voluto fare tante più cose con te, Rex. Avrei voluto uscire tutti i pomeriggi, e correre nel parco, lanciarti la palla e guardarti inseguirla, e giocare fino a rotolare sul prato, io e te, come due innamorati, e tornare a casa sporchi di fango e di gioia, come un vero cane e un vero padrone. Avrei voluto portarti con me alle lezioni di chitarra, e poi nasconderci in qualche angolo di strada per suonare con te, nel silenzio, e sentire la tua zampa posarsi sulla mia. Avrei voluto passeggiare al tuo fianco, senza la paura di perderti, perché allora sarei stata certa che tu mi avresti protetta sempre. E invece sei rimasto un’ombra vuota, Rex, e mi dispiace. Ti avevo promesso che saresti rimasto in vita per sempre, che non mi sarei mai dimenticata di te. Ma gli anni passano, e quella bambina timida e spaventata probabilmente non la riconosceresti più. Sì, ti ho lasciato morire. Non sei mai stato un vero cane, ma quell’amore fedele, quel tuo correre al mio arrivo, i tuoi vani tentativi di abbracciarmi senza avere braccia, e poi dormire sullo stesso letto, perché se avevo paura del temporale tu mi leccavi l’orecchio, tutto questo eri tu. E questo appartiene solo ai cani. Sai perché lo so? Perché ti avevo costruito bene. Possedevi me stessa e l’anima di un cucciolo, avevi le mie paure, le mie passioni, il mio entusiasmo, anche la mia tristezza, eri come un piccolo forziere, nel corpo a quattro zampe. E nei tuoi occhi, lì, c’è sempre stato tutto quell’amore che non ero riuscita a dare, l’amore che non avevo ricevuto, l’amore che sarei stata pronta a donare anche ad un qualsiasi cane cieco e con tre zampe. Rex, non eri solo un pastore tedesco. Sei stato labrador, beagle, carlino, dalmata, huskie, cocker, golden retriever. Sei stato una moltitudine di cani che nemmeno ricordo, sei stato tutti i miei sogni di quando ero bambina, l’amico immaginario che non sapeva parlare, ma con le zampe poteva costruire un mondo. Sei stato il migliore amico che allora non avevo, sempre pronto ad ascoltarmi, sempre al mio fianco per sostenermi. Sei stato una guida, un fratello, una specie di angelo custode. Non eri solo un cane, no. Ma nessun cane è davvero soltanto un cane. Ogni cane é tutto ciò che eri tu, perché ogni cane ama con tutto il suo cuore, vive ogni giorno per gli altri, e l’unico rimorso che potrà avere prima del suo ultimo respiro, sarà di abbandonare tra le lacrime le persone che per tutta la vita ha cercato di rendere felici.Rex, tu mi hai insegnato a modo tuo ciò di cui un cane ha bisogno. Sono cresciuta con te, ed anche se oggi non ci sei, anche se nessuno ti ha mai potuto vedere, io lo so, e te lo giuro, che sei stato un cane speciale. 

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Emozioni ha detto:

    Che maraviglia! Mi hai trascinato a giocare insieme a te ed il tuo cane, amico immaginario.
    Momenti intensi e nostalgici.

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! Ho cercato di raccontarli come riuscivo 😉
      Un abbraccio!

  2. aquilonedipensieri ha detto:

    Mi è sembrato un po’ di rivivere il mio rapporto col mio Pluto… Grazie per aver condiviso questo pensiero!

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie a te per aver letto, davvero! :))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...