Giornata dei defunti

È un rituale quel vagare per i cimiteri con i fiori in mano, inginocchiarsi davanti alla tomba per pregare, ma io non lo faccio. Non ci ho mai creduto, all’utilità di quei pensieri occasionali, una data sul calendario che ci ricorda il nostro dovere di figli, fratelli, nipoti, amici. Eppure ci penso. Penso a tutte quelle persone che ho perduto, quelle che non ho mai conosciuto, quelle che ho potuto solamente scorgere dietro l’angolo della vita, come nascosta dietro un vetro opaco che lasciava intravedere i colori. Penso a quanto a volte la vita ci sorprenda, noi che ci illudiamo di avere a disposizione un tempo infinito, e lei che da un giorno all’altro decide di farci capire che non è vero niente, come un secchio d’acqua ghiacciata in faccia. La realtà che contempliamo il due di novembre è triste. È triste perché lo ha deciso qualcuno scrivendolo sul calendario, e allora piangono tutti mentre avanzano lentamente tra i vialetti del cimitero. Ma non ho mai creduto che servisse a qualcosa. Io voglio ricordare. Voglio immergermi in tutti quei ricordi positivi e bellissimi che porto dentro, e in quelle speranze finite, come finisce un pacchetto di biscotti, ridotte a briciole incalcolabili. Voglio naufragare sull’isola di chi non è più al mondo, e trascorrere con loro una giornata vera, piena, intensa. Voglio raccontare loro quanto si stanno perdendo di questo mondo, e quanta mancanza si avverte tra le mura delle case, le quattro portiere dell’auto, quanto vuoto hanno lasciato, ciascuno di loro, a modo proprio. Non mi va di piangere, sarà perché non ci sono mai riuscita. Ma lassù ci sono tante persone, troppe forse, che vorrei poter trascinare sulla terra e abbracciare come si abbraccia un corpo caldo e vivo. Ma non posso. Così non farò niente, oggi, tranne sorridere al cielo, con quella infantile speranza di poter essere vista dal Dio che vi risiede. Non farò altro che lanciare uno sguardo alle fotografie sparse dentro casa, e salutare con una malinconia leggera chi non può più ascoltare il mio silenzio e il mio sussurrato “Ti voglio bene”. Non farò niente altro che scrivere qualche riga per loro, in questo due novembre nebbioso, perché non vogliono che siano tristi oggi, come in qualsiasi altro giorno dell’anno.

Anime lievi

Tra intricati scivoli del cielo

Respirate nebbia

E come fiori in primavera

Travolte dal consumismo

Rinascete ogni 2 novembre

Per scalfire vecchie ferite

Lacrime amare

E strappare i punti di sutura

Quelle cicatrici arrossate

Che il vostro sguardo trasparente

Non vede

Anime gaie

Che più non vivete

Vuoti di ghiaccio

Freddi e dolorosi 

È per dirvi ancora due parole

Che m’intrattengo 

Fuor del cimitero

Senza fiori in mano

Non son mai stata di parole

Neppure di preghiera 

Ma vorrei per voi il sole

Che nell’antico autunno era grigio

Ma tra le nubi è una luce potentissima

24 commenti Aggiungi il tuo

  1. Bellissimo questo tuo post , concordo con ogni tua parola .

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! :))

      1. ehipenny ha detto:

        Ricambio! 🙂

  2. CriticaComunista ha detto:

    Io voglio fare la giornata delle Penny 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Potremmo proporlo… facciamo un referendum 😅

      1. CriticaComunista ha detto:

        Pennyna SI Pennyna NO
        Ahaahahaha

      2. ehipenny ha detto:

        Voto siiii! 😆😆

      3. CriticaComunista ha detto:

        Anch’io!

  3. piperimenta ha detto:

    Io abbraccio tutti i miei angioletti…ogni volta che intravedo un campanile adornato dal suo cimitero. Post molto bello

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Ho anch’io angeli e angioletti che abbraccio… anche se non vado spesso al cimitero… 🙂

  4. Emozioni ha detto:

    Pienamente d’accordo!
    Anch’io non capisco perché ci si ricorda dei nostri morti solo in questi giorni.
    E i cimiteri sembrano fiere dei fiori. Meglio dedicare loro una preghiera e ricordali anche durante il resto dell’anno…..

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo pienamente 🙂
      Un abbraccio!

  5. Signorasinasce ha detto:

    Comprendo le tue parole che mi hanno colpita, ma mi hanno obbligata ad una riflessione parallela. Sai che tra le persone che vanno al cimitero il 1-2 di Novembre ne esiste una percentuale altissima che ci va tutti i giorni?

    Il gesto dei fiori è un simbolo d’amore. La preghiera, un rito quotidiano che per chi ha fede allevia e dona serenità. Al cimitero, come tutti, ho tante persone che ho amato perdutamente. Quando sono morte non potevo nemmeno immaginare che stessero sotto terra. Alla pioggia, al vento, al freddo ed al troppo sole. Ho odiato il camposanto con tutta me stessa. Solo da qualche mese ho ricominciato ad andarci con cadenza settimanale.

    Il 1 novembre è come il 25 aprile, l’8 dicembre, il 2 giugno o il 25 dicembre. Mere date sul calendario a commemorare qualcosa o qualcuno, perchè viviamo in una società che calendarizza tutto: dalla lista della spesa al ciclo mestruale.

    …detto ciò credo che alla fine quello che conta veramente è il pensiero.

    C’è chi ricorda le persone perdute da casa, passeggiando in un campo o facendo un lavoro di bricolage e chi dormirebbe sulla tomba pur di restar vicino al proprio caro. Tipo mia madre, ma lei è un donnino a parte. Non fa testo.

    Grazie per avermi concesso di riflettere.

    Un abbraccio

    Stefania

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie a te, davvero, perché mi hai fatto riflettere anche tu… faccio parte di chi ricorda i propri cari da casa, al cimitero, lo ammetto, non ci vado mai… forse è tutto questione di sentimenti… non odio i cimiteri, semplicemente non mi sento di andarci… non sapevo che molti di quelli che ci vanno il 2 novembre fossero coloro che ci vanno sempre, ammetto di non averlo considerato 🙂
      Un abbraccio

  6. bukurie ha detto:

    Oggi sono andata in cimitero a fotografare i bei fiori esposti e mi hanno cacciata via . Non sapevo che hanno fatto un regolamento comunale ed é vietato 😬 Se hanno fatto il divieto di fotografare i fiori che sono al cimitero direi che siamo alla follia . Sono fotografa di strada e oggi questo episodio mi ha ferita . Buona serata 😘

    1. ehipenny ha detto:

      Sono senza parole… purtroppo sembra che le persone non abbiano niente di meglio da fare che porre dei divieti… e non vedo che male avresti fatto, in fondo quei fiori vengono lasciati lì, molto spesso a seccare, e non si possono nemmeno fotografare… mah 😐
      Un abbraccio

  7. piperimenta ha detto:

    Io abbraccio i miei angioletti ogni volta che scorgo un campanile adornato dal suo cimitero. Spesso ricorre il mio pensiero a loro,sono parte di me ognuno a modo suo. Notte

  8. Io non vado mai al cimitero, a meno che qualcuno non mi chieda di accompagnarlo. Infatti sono oggetto delle malelingue di parenti e concittadini. Per loro il rispetto per la persona scomparsa si dimostra in base a quanti viaggi fai verso il cimitero ed a quanti fiori freschi contengono i vasi in ottone. Per me non è così… quella lapide, quelle scritte, quella bara, quel cadavere in putrefazione non sono la persona amata, lei non c’è più… vive solo nel nostro cuore e nei nostri ricordi… quindi perché avvalorare il consumismo in fiori che quelle persone non potranno godersi? Perché sprecare del tempo davanti ad una fredda lapide, quando quella stessa persona la si può ricordare facendo qualcosa che tanto le piaceva o rivivendo un ricordo?

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo pienamente con te, ho la stessa idea e fortunatamente abbastanza rispettata dagli altri… trovo che un fiore portato solo per convenienza sia ancora più disonesto… certo ci sono anche le persone che lo fanno perché ci tengono davvero, ma non lo so in quale percentuale… 🙂

  9. kikkakonekka ha detto:

    Piuttosto che una visita di circostanza al cimitero, meglio un pensiero che sgorga dal profondo del cuore.

    1. ehipenny ha detto:

      Concordo pienamente :))

  10. fulvialuna1 ha detto:

    Come dico sempre ci sono giornate di ricordo che ci volgiono, per una serie di motivi; ad esempio si ricordano i caduti in guerra, quelli che sono sepoti in cimiteri perennemente chiusi, persone che non hanno più nessuno che porta loro un fiore, una preghiera…ci vuole…e poi dipende da noi ricordare sempre o no.

    1. ehipenny ha detto:

      Si su questo hai ragione, ricordare bisogna… e poi come sopprimere feste come questa, quando ormai ci sono giornate mondiali per qualsiasi cosa… ma concordo, ricordare sempre o no dipende da noi 🙂

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