Doniamo un Sorriso ai Migranti

Oggi é la giornata del sorriso. 

Oggi è la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.

Un paradosso, perché da un lato si sorride, dall’altro si piange amaro. Eppure ci deve essere qualcosa dietro tutto questo, anche solo qualche coincidenza piena di senso. Come la speranza morta di quelle vittime soffocate dall’acqua, spesso a pochi passi dalla salvezza, dopo sofferenze disumane e preghiere. Cercavano un sorriso che non hanno mai trovato, cercavano un lavoro, una casa, il sole che nella loro terra é oscurato dalla polvere. Ogni giorno nascondono i propri risparmi tra il cuscino e le lenzuola, perché un viaggio su quei barconi della speranza costa caro, spesso scelte e vite gettate al vento nella speranza di riuscire a riprendere. Non ci sono possibilità. O si arriva o non si arriva. Non si può tornare indietro. E negli abissi celesti di Lampedusa, la sabbia ha il calore del sangue, ogni granello una storia, una vita scomparsa senza essere mai stata vissuta. Ma perché sorridono? Perché sorridono quando partono, quando viaggiano, quando arrivano, quando quelle barche bianche con il Tricolore si avvicinano? Perché sorridono sempre? Ecco, lo so, loro hanno qualcosa. Qualcosa in più, che forse noi non abbiamo, o non siamo in grado di capire. Il sorriso. Un sorriso per farsi coraggio, per crederci, per avere fede, per non arrendersi al dolore o all’evidenza di un mare nero come gli inferi. Il sorriso per mollare tutto e partire, senza nessun soldo, nessuna certezza, senza la propria casa, il proprio paese, quell’aria familiare del mercato cittadino e degli animali sulla strada. Ci vuole un sorriso che rimbombi dentro, e che nel profondo nasconda tutto ciò che si perderà negli anni, la storia di ognuno di loro, che diventerà un numero. E quel sorriso sarà sempre la loro storia. Oggi non festeggiamo perché è un giorno speciale, non sorridiamo perché nessuno rischi più la sua vita su di un gommone stracciato, non saremo noi a decidere, a entrare in quelle anime disperate per dire loro di restare a casa. È vero, forse non c’è posto per tutti. Forse non ci sarà mai. Ma per quei sorrisi, ecco, per quei singoli sorrisi pieni di lacrime e acqua salata deve esserci posto. In fondo a loro basta poco, in quanti si accontentano di un tetto, di una possibilità. In quanti rischiano la vita ogni giorno per questa possibilità. E in quanti perdono, inghiottiti dall’oblio scuro delle acque, senza aver mai avuto l’opportunità di salvarsi. È una realtà che cerchiamo di dimenticare, come se quei sorrisi fossero di cera, come se dietro non vi fossero persone. È che noi sorridiamo ogni giorno. Loro no. 

Ricordiamo oggi la giornata del sorriso, perché ci sono sorrisi che parlano, sorrisi che raccontano storie, persone, vite, sorrisi che non si possono cancellare nemmeno chiudendo gli occhi. Ricordiamo la giornata del sorriso perché è forse l’emozione più sincera, la parola più vera, il regalo più importante. Ricordiamo la giornata del sorriso perché dovremmo poter sorridere tutti, e invece il mondo è pieno anche di lacrime. Ricordiamo la giornata del sorriso perché almeno oggi, proviamoci, proviamo a cominciare la giornata con un sorriso e assaporiamo il suo diverso sapore. Basta poco, un minuscolo sorriso nascosto, per cambiare le cose. 

Ma oggi ricordiamo anche le vittime dell’immigrazione, perché loro hanno sorriso e hanno perduto, avrebbero potuto insegnarci che basta sorridere per riuscire in qualcosa, ma non é così. Le ricordiamo perché forse non sapremo mai nemmeno i loro nomi, ma sul loro viso si leggerà per sempre quella speranza che li ha spinti a provarci. Le ricordiamo perché hanno avuto coraggio, e forse spesso hanno più coraggio di noi, il coraggio di alzarsi la mattina senza avere nulla, e di addormentarsi la sera con la paura di non poter mangiare niente. Le ricordiamo perché hanno sorriso ma il destino le ha portate via, eppure, chi lo sa, forse quel sorriso sarà servito a qualcosa, da qualche parte, lontano… 

Sorridiamo, perché la vita è speciale, Sorridiamo ora che siamo in tempo, perché potrebbe arrivare il giorno in cui il nostro corpo non potrà più sorridere, e ne sentiremo una terribile mancanza.

🙂

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. MTC ha detto:

    Si non tutti i migranti precisiamo haha

    1. ehipenny ha detto:

      Certo, hai ragione 😉

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