E poi la incontri

E poi la incontri, in estate, mentre aspetti l’autobus che è sempre in ritardo. La vedi da lontano, la riconosci, in fondo hai passato gli ultimi due anni di scuola a sperare in lei, e poi a rinnegare tutto. Riconosci la Cover gialla del suo cellulare, e i segni lasciati da quell’intervento al ginocchio. Riconosci i suoi capelli e quello sguardo che a volte sembrava potesse darti fuoco. Forse in un’altra situazione ti saresti nascosta dietro la colonna, come fanno i bambini, e l’avresti guardata andare via senza aver nemmeno alzato la testa dallo schermo di quel cellulare tutto giallo. E invece è estate, l’autobus non arriva, e provi una strana voglia di parlarci. Forse per dimostrare qualcosa, perché non ti va giù il fatto che lei pensi male di te, eppure lo sai, sai che non cambierà niente, che lei resterà la stessa persona di sempre, ma quella voglia non si ferma. La saluti, pronunci il suo nome e non ti sembra nemmeno di ascoltare la tua voce. Non lo sai nemmeno tu che cosa vuoi ottenere, ma lo fai. E lei si ferma, ti sorride, con quel sorriso che tante volte hai guardato, esaminato, e tante volte ti sei chiesta che cosa nascondesse. Ti chiede che cosa ci fai lì, a quella fermata dell’autobus, e provi un forte desiderio di raccontarle la tua vita, come se improvvisamente volessi apparire un’altra persona, una persona con del coraggio e una bella faccia. Non te ne frega niente di lei, te lo ripeti nella testa, ma è come se parlare con lei fosse diventato più facile. Le racconti cosa ci fai lì, e lo sai benissimo che probabilmente le stai dando briciole di pane da masticare. Ma quando la rivedrai? Forse a settembre. O più avanti. Dopo un paio di settimane. La guardi andare via dopo quel “Ci sentiamo” lasciato cadere nell’aria già calda del mattino, e ti rendi conto che non le hai nemmeno chiesto come sta, che cosa ci faceva lei lì, davanti alla tua stessa fermata dell’autobus. E adesso vorresti saperlo, adesso che puoi riconoscere anche il suo zaino rosa appeso alle spalle, e quella magrezza che tante volte hai invidiato pur sostenendo che ti faceva schifo. La incontri e ti sembra di vivere in un sogno. Hai sempre evitato i suoi sguardi, le sue domande, e lo sai che tra di voi c’è un vuoto incolmabile, che tu non la capirai mai, e lei non capirà mai te. Ma te ne freghi, perché è estate e non ce la fai a nasconderti dietro ad una colonna, non lo meriti, nessuno lo merita, non per lei. È una specie di rivincita contro te stessa, perché hai passato due anni della tua vita a cercare di capirla, come se in qualche modo la sua vicinanza potesse cambiare qualcosa. E invece ti rendi conto che é giusto così, poter guardare il suo zaino andare via senza nascondere sè stessi. È giusto assecondarsi, e chi se ne frega della paura, del suo veleno che potrebbe penetrarti nel sangue, non importa se é stato tutto falso, un minuto, un’ora, cento finti sorrisi. Ma a volte è quasi piacevole viverla così. Con la leggerezza dell’estate, nessuna voglia di discutere, di trarsi in disparte, di perdere anche quei sorrisi forzati. Non sei fatta per questo. Non sei fatta per prendere posizione contro qualcuno, per offendere, per sferrare il primo colpo, e nemmeno il secondo. Sorridi. Sei fatta così, sorridi a tutti. È lo stesso principio per cui ricordi il compleanno di tutti, mentre il tuo se lo ricordano solamente gli amici più cari. Ma sei felice così, nella pace che vorresti durasse per sempre. Poi arriva l’autobus, e ti lasci alle spalle tutto quanto, perché è la tua estate, e lei solamente un frammento che presto dimenticherai.

13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ekpiresi ha detto:

    Questi autobus sono dei salvavita!

    1. ehipenny ha detto:

      Eh beh dipende… se becchi quelli senza aria condizionata in pieno luglio 😛

      1. Ekpiresi ha detto:

        Ahaha sicuramente non è tra le migliori esperienze estive

      2. ehipenny ha detto:

        Ma sono dei salvavita quando vuoi evitare certe persone, sicuramente 😅

      3. Ekpiresi ha detto:

        Sì, ne so qualcosa a riguardo 😏

      4. marzia ha detto:

        Pure questo è vero!

  2. fulvialuna1 ha detto:

    Ho lasciato una nomina per te nel mio blog. Se ti va!

    1. ehipenny ha detto:

      Eccome se mi va, grazie di cuore! :))

  3. Michela ⚓ ha detto:

    Quando mai gli autobus arrivano in orario? La vita di noi pendolari è fatta così di attese!! È successo anche me e davvero anche se per pochi minuti, vedendo la mia ex migliore amica per strada in quel momento volevo abbracciarla, parlare come se fra noi non fosse successo niente perché per me lei resterà sempre come lo conosciuta tempo fà.

    1. ehipenny ha detto:

      Eh si, gli autobus in ritardo ci fanno anche questi scherzi, ci piazzano davanti persone che ci hanno fatto dannare… e ci riscopriamo anime buone 😉

  4. Michela ⚓ ha detto:

    Ma poi sono scappata 🙂 ahahahah

    1. ehipenny ha detto:

      Hahahah hai completato il titolo alla perfezione 😂

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