Un improvvisato racconto estivo – Capitolo dodicesimo

Si erano lasciati così, e Alice sentiva un peso enorme nello stomaco, come se avesse ingoiato sassi. Erano rimasti in silenzio, e prima che Alice trovasse la forza per dire almeno “Mi dispiace. Non… pensavo. Scusa”. Ora le era tutto chiaro. Tutto, dall’inizio. E si sentiva tremendamente in colpa per averlo giudicato male, ma ancora di più per averlo costretto a parlare, dopo aver detto quell’immensa sciocchezza. Non è vero che esiste una soluzione per ogni cosa. Dove non c’è, resta solo la speranza che vada tutto bene. Anche Matteo sperava. E adesso, anche Alice. La mattina, a colazione, lo raggiunse al buffet, davanti alle brioches ripiene al cioccolato. “Ce l’hai con me?”, gli chiese. Aveva paura che la risposta potesse essere un sì. “No, tranquilla”. Ma non voleva chiedergli solo questo. Voleva dirgli che poteva fidarsi, e che non sarebbe cambiato niente, avrebbe ricordato con piacere quella vacanza e quel loro strano rapporto. “Comunque mi sono divertita. Pensavo che mi sarei annoiata a morte con i miei genitori”, “Sì, anch’io. Ma mio padre ha insistito per andare una settimana al mare, quindi… A te resta ancora una settimana, però. Hai tempo per annoiarti”, e sorrise. “Te dov’è che abiti?”, “A Bologna. Tu?”, “Milano. Sì, la città più triste e desolata d’Italia”, “Non lo stavo per dire, ma visto che mi hai anticipata…”, “Lo pensano tutti”. Si lasciarono e raggiunsero il proprio tavolo con la colazione nel piatto. Milano. Era lontano, troppo, per continuare a vedersi. E ancora Alice non aveva il suo numero di cellulare. Finita la colazione, Matteo e suo padre passarono davanti al tavolo di Alice, e per la prima volta si fermarono lì in piedi. “In spiaggia anche oggi, eh?”, “Eh, sì. C’è ancora un’altra settimana. Voi siete in partenza?”. Il padre di Alice avrebbe fatto conversazione anche con il più timido e taciturno degli uomini, come il padre di Matteo. Si alzarono dal tavolo anche loro e Alice si accostò al ragazzo, ancora in ciabatte. “Per il numero di cellulare, quindi?”, “Te lo do”. E prese a dettarle quei numeri che lei digitò rapidamente sullo schermo. “Dopo chiamami, così salvo il tuo numero”, “Va bene”. Sapeva che non sarebbe durata, che si sarebbero scambiati solo un paio di messaggi una volta tornati a casa, e poi si sarebbero dimenticati l’un l’altro. Ad Alice era già successo, per anni. Ma ogni volta continuava a sperarci. Salutò Matteo definitivamente nel parcheggio dell’albergo, mentre andava in spiaggia, stringendosi la mano come tra colleghi di lavoro. “Ciao”, fece lui. “Ciao”, rispose lei, e all’ultimo aggiunse “In bocca al lupo, per tutto”, “Crepi”. Si vedeva che non voleva parlare del futuro, lo si leggeva nei suoi occhi, e nel sorriso forzato che tenne a malapena per tre secondi. Salì in auto e chiuse la portiera, stretto nella sua felpa verde anche in estate. I loro sguardi non si incrociarono più. Probabilmente Matteo aveva già chiuso gli occhi, e stava per addormentarsi, lui sempre stanco, e così terribilmente magro. Mentre camminava verso la spiaggia, Alice accese il cellulare e controllò se Matteo avesse scaricato WhatsApp, l’applicazione di messaggistica che ormai aveva contagiato tutto il globo. Cercò tra i suoi contatti Matteo mare. Non gli aveva chiesto il suo cognome. C’era. Aprì la foto del suo profilo, e ritrovò il colore del suo sangue e i muscoli più forti. Il suo stato recitava: “Oggi sono: VERDE SPERANZA”. Lui sperava. Perchè non c’è una soluzione per ogni cosa, e dove non c’è, si può solo sperare. 
E trascorse così una settimana da sola con i suoi genitori, quella settimana che aveva tanto temuto, ma che ora sembrava la cosa più innocua del mondo.

Continua…

Capitoli precedenti:

https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/08/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-primo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/09/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-secondo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/10/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-terzo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/11/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quarto/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/12/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quinto/

●  https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/13/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-sesto/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/14/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-settimo/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/15/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-ottavo/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/16/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-nono/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/17/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-decimo/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/18/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-undicesimo/

7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ekpiresi ha detto:

    Questo racconto diventa sempre più coinvolgente ad ogni pubblicazione! 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie di cuore, davvero! È nato per caso e non ero sicura di come fosse venuto, ho scritto di getto e non l’ho quasi riletto 😉 Siamo quasi alla fine, fammi poi sapere se ti va se il finale ti piacerà :))

      1. Ekpiresi ha detto:

        Hai fatto bene a scriverlo di getto, è così che escono fuori gli articoli più belli!
        Sì, non mi perderò il finale 🙂

      2. ehipenny ha detto:

        Hai ragione, a meditare troppo non escono le emozioni secondo me 😉

      3. Ekpiresi ha detto:

        Assolutamente vero, è proprio il problema che sto vivendo ultimamente tra le altre cose ahah

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...