Un improvvisato racconto estivo – Capitolo undicesimo

Alice non sapeva come sentirsi, se felice, perché tra una sola settimana sarebbe tornata a casa, oppure triste, perché in quella stessa settimana non ci sarebbe stato nessun Matteo a riempire le sue giornate. Si era abituata a quella vita, a Matteo che compariva e scompariva a orari sempre diversi, alle nuvole che ogni tanto oscuravano il sole ma loro erano sempre lì, al mare bollente e pieno di alghe, perfino al letto nella stessa stanza dei suoi genitori, anche se non poteva massaggiare con Marta fino a tardi di nascosto. Pensava ormai di aver già visto tutto di quella vacanza, e invece davanti a lei non c’era Matteo, curvo sulle spalle a guardarsi le punte dei piedi. C’era suo padre, con gli auricolari piantati nelle orecchie e il cellulare tra le mani. Ad Alice incuteva quasi timore quell’uomo così più grande di lei e così silenzioso. Non le sembrava cattivo, era solo una sensazione. E Alice si rese conto che avrebbe voluto chiamare Matteo, chiedergli se stesse bene, se si sarebbero rivisti, ma non aveva nemmeno il suo numero di cellulare. Non lo vide nemmeno a pranzo, anzi, non vide nemmeno suo padre. Fissava il suo tavolo, spostando lo sguardo verso la porta d’ingresso aspettando di vederlo entrare, ma non c’era. Da nessuna parte. Stava già immaginando di dimenticarsi di lui,  come ci si dimentica di un’amicizia delle scuole elementari, quando si è piccoli e si è tutti legati da qualcosa di speciale. Si stava per arrendere a sè stessa, e fu allora che comparve. Erano circa le quattro di pomeriggio, e Alice si sforzava di rilassarsi al sole senza sentire la pelle bruciare e il sudore colare sull’asciugamano. Aprì gli occhi quando sentì il padre di lui alzarsi a sedere dicendo “Ah, sei venuto”, “Sì”, “Tutto bene?”, “Sì, sì, ora sì”, “Hai fame?”, “Un po’”, “Prendi un gelato. Ti do i soldi. Chiedi se anche Alice lo vuole”. Fu tutto immediato, come un temporale estivo che in pochi minuti sconvolge la spiaggia e pochi minuti dopo è già scomparso. Se lo ritrovò accanto alla testa, in piedi. “Ti va un gelato?”, “Sì”. E non si era mai trovata così vicina nemmeno a suo padre,  che le offrì il gelato nonostante cercasse gentilmente di rifiutare per cortesia. Matteo era vestito con una maglietta verde e dei pantaloncini verdi, lei era in costume. “Non hai caldo?”, “No, ora no”. Presero un gelato medio a testa,  e si sedettero a un tavolino del bar, all’ombra. “Stavi male stamattina?”, “Un po’”. Alice dovette ingoiare parecchio ossigeno prima di trovare le forze per allontanare il gelato dalla testa e rivolgersi a lui. “Perchè non mi vuoi dire cos’hai? Tanto cosa cambia? È solo per saperlo”, “Appunto, cosa cambia? È fondamentale? No, possiamo essere amici lo stesso”, “Sì, ma… se un amico sta male vorrei saperlo”. Fece una pausa. “Anche se non posso essere utile in alcun modo, vorrei saperlo. Perchè non è normale che uno venga in spiaggia vestito o si stanchi a fare due passaggi a pallavolo. E poi non ho nemmeno il tuo numero di cellulare, come possiamo essere amici?”. Fece una pausa anche lui, continuando a divorare il gelato. Non sembrava nemmeno ascoltare. “Il mio numero dopo te lo do”. “E allora dimmi cos’hai. Dai, cosa vuoi che sia?! C’è una soluzione per tutto, non ha senso che nascondi qualcosa che si vede lontano chilometri”. Matteo la guardò per un istante, solo uno. “Visto che sei così brava a vedere lontano chilometri… ho un tumore, va bene?! Al sangue. Quello schifosissimo tumore che si chiama leucemia. E non è vero che c’è una soluzione per ogni cosa! È una stronzata a cui credono solo i bambini”. 

Continua…

Capitoli precedenti:

https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/08/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-primo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/09/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-secondo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/10/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-terzo/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/11/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quarto/
https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/12/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quinto/

●  https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/13/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-sesto/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/14/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-settimo/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/15/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-ottavo/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/16/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-nono/

● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/17/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-decimo/

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. SaraTricoli ha detto:

    Nooo…
    Speravo solo fosse un ragazzo introverso😔

    1. ehipenny ha detto:

      E invece… 😉 Continua, continua :))

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