Un improvvisato racconto estivo – Capitolo ottavo 

Il pomeriggio si era rivelato molto più caldo del previsto, e incredibilmente Matteo giunse in spiaggia pochi minuti dopo Alice, verso le tre. Si mise all’ombra, e a gambe incrociate e con la schiena curva cominciò a leggere un fumetto, tenendo il broncio. Anche Alice leggeva, un libro però. Suo padre prendeva il sole sdraiato sulla schiena, e pareva che dormisse. “Vai a fare un bagno se hai caldo”, “No…”, “Cosa no?”, “Da solo?”, “E allora aspetti. Mi sono appena messo la crema, non ho voglia adesso”.Alice sentì Matteo sbuffare, e lo immaginava seduto sullo sdraiò con le spalle curve a guardarsi i piedi. “Chiedi ad Alice”. Non si udì risposta da nessuno dei due fronti. “Vuoi fare un bagno con lui?”, “Va bene”. Il padre di Alice si era magicamente svegliato dal suo stato comatoso sul lettino, e ora la guardava con il suo solito sorriso sarcastico. “Particolari?”, “Facciamo un bagno”. Alice non aveva idea di che cosa avrebbero fatto immersi nell’acqua, magari si sarebbero solo guardati in faccia, oppure sarebbe stata l’occasione per parlare finalmente di qualcosa. Ma proprio non lo sapeva. Entrarono contemporaneamente con i piedi nell’acqua e si guardarono negli occhi per la prima volta: “È gelida!”, “Troppo!”. Si fecero un cenno d’intesa e precedettero entrambi in avanti, piano, lasciandosi colpire dalle onde minuscole che bagnavano sempre qualche cellulare in più. “È troppo fredda, io torno su”, “Come? Dai”, “Non posso prendere freddo”, “Perchè?”, “Non posso ammalarmi. Quando torno a casa… devo fare delle cure”. Alice stette in silenzio, chiedendosi che genere di cure avrebbe dovuto fare alla sua età. “Ti sembra fredda, ma quando ci sei dentro si sta benissimo”. Matteo ancora indugiava con l’acqua che aveva già bagnato metà dei pantaloncini. E Alice continuava a squadrarlo accigliata, un po’ per il sole che puntava sulla sua faccia, un po’ perché in fondo sembrava che fosse lui a desiderare ardentemente di fare un bagno, ed ora si tirava indietro per l’acqua troppo fredda. Anche lì in piedi, fermo, si guardava le punte delle dita. Poi all’improvviso gettò indietro le braccia e si lanciò di petto in avanti, lasciandosi sommergere i capelli rossicci dalla schiuma dell’onda. Riapparve di nuovo dritto in piedi, con gli occhi chiusi stretti e i muscoli tirati. “Visto che non fa freddo!”, “Eh, come no”. Ad Alice sembrava quasi che Matteo non fosse in frodo di ridere. Non saprebbe dire per quanti minuti rimasero così, immobili sotto al sole, ad ascoltare il rumore dell’acqua, le grida dei bambini, i palloni che rimbalzavano sulla pelle bagnata. Ma forse furono pochi, una decina di minuti, anche meno, i minuti che trascorsero in silenzio. Fu Matteo a guardare verso la riva, sussurrando senza guardare Alice “Torniamo su?”. “Sì”. Che altro avrebbe potuto dire? Alice non vedeva l’ora di tornare in albergo, anzi, di tornare a casa e basta, lontano da Matteo, da quelle monotone giornata sempre uguali, dal caldo anche all’ombra. Rispondeva male a chiunque, era fatta così, non riusciva a porsi un freno, e nemmeno poteva giustificarsi, perché non lo sapeva il motivo del suo nervosismo. Quasi litigò con sua madre, che posò sopportava le sue risposte monosillabiche ai suoi tentativi di fare conversazione. Un problema c’era: si chiamava Matteo. E forse scavando più a fondo nella mente di Alice, il problema era che avrebbe voluto fosse diverso; e sapere quali cure avrebbe dovuto affrontare. 

    Continua…

    Capitoli precedenti:

    https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/08/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-primo/
    https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/09/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-secondo/
    https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/10/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-terzo/
    https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/11/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quarto/
    https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/12/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-quinto/

    ●  https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/13/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-sesto/

    ● https://ilmondodelleparole.wordpress.com/2016/08/14/un-improvvisato-racconto-estivo-capitolo-settimo/

    8 commenti Aggiungi il tuo

    1. SaraTricoli ha detto:

      Cure? Speriamo nulla di grave…
      Se posso vorrei farti una domanda tecnica: quanto è lunga una puntata? Trovo interessante che non siano troppo impegnativo da leggere… Anche se uno vorrebbe sapere, ma con il fatto che pubblichi tutti i giorni, ci sta 👍

      1. ehipenny ha detto:

        Domanda tecnica a cui mi è difficile rispondere hahaha, ho cercato di rendere ogni capitolo lungo come gli altri, ma li ho scritti prima a mano in un quadernino, quindi per la lunghezza mi sono basata su quello 😉

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