Un improvvisato racconto estivo – Capitolo quarto

La sera a cena Alice e i suoi genitori si accomodarono a un tavolo al centro della sala, e lei adorava poter vedere tutto, i piatti degli altri turisti, la cucina, le cameriere che andavano e venivano, chi arrivava in ritardo e chi si alzava per primo. Si sentiva come un gufo in cima ad un albero. Era trascorsa una giornata soltanto in quel posto così vivace, e si domandava come avrebbe fatto a resistere per due settimane intere. Il cibo era buono, ma le sembrava di ingrassare ad ogni boccone. La spiaggia bella, certo, ma c’era un continuo rumore di sottofondo, gli schiamazzi dei giovani spensierati tanto lontani da lei. E poi i suoi genitori, che, lo sapeva, speravano ancora che facesse amicizia con qualcuno. Inutile averlo spiegato una decina di volte, “Oggi non funziona più così!”, il concetto era troppo complicato per loro. Era tradizione in famiglia che dopo cena si andasse tutti a passeggiare sul lungomare, là dove per Alice era più deprimente, come leggere un cartellone con su scritto “Sono sola”. Miriadi di ragazzi e ragazze vestiti eleganti correvano ovunque, allegri e pronti a trascorrere la notte con gli amici, mentre Alice… Alice aveva con sè solamente il cellulare, e avrebbe voluto tanto sedersi in riva al mare, al buio, e aspettare che qualcuno si accorgesse di lei. Avrebbe tanto voluto che la sua amica Marta fosse lì con lei, almeno avrebbe avuto qualcuno con cui parlare. Camminarono a lungo, fino al confine di Gabicce Mare con Cattolica, il fulcro della vita notturna e del caos, un ponte che apriva le porte al chiasso, alla musica, ai pub, ai ballerini di strada. Alice si sentiva ancora peggio, ma non voleva tornare in albergo, non aveva sonno e non aveva voglia di ritrovarsi avvolta dal buio della stanza costretta a pensare. Ma sua madre già voleva tornare sui propri passi, proprio mentre il flusso di persone si faceva più intenso e un ragazzo africano vendeva ancora i cappellini della Notte Rosa. Ma come sempre, quando c’era di mezzo sua madre, Alice si arrese. Non riusciva a discutere con lei, sapeva che avrebbe perso. Tornando indietro sbattè la faccia contro gli sguardi felici di tantissimi ragazzi in vacanza, e poi madri, padri, bambini pericolosi in bicicletta, e il pensiero che presto sarebbe andata a dormire. Ricordava quando da piccola i suoi genitori la portavano nelle sale giochi, e la piazzavano sulle giostre, sugli elefanti e sugli aeroplani che dondolavano infilandoci un gettone. Avrebbe trascorso ore così, ed essere piccoli era una gioia incredibile, perché non importava se non avevi amici o una compagnia, tanto c’erano il babbo e la mamma. Ma Alice riteneva ora gli amici fondamentali. Come darle torto? In albergo forse non era rimasto più nessuno, solamente lei, e Marta che non rispondeva ai suoi messaggi. Saranno state le dieci, dieci e trenta, e Alice non riusciva a non pensare a quanta gente ci fosse in quel paese minuscolo, otto alberghi e qualche casa, quanti ragazzi e ragazze della sua età che non erano venuti da lei come segretamente sperava. La consolata il solo fatto che ci fosse qualcun altro solo: il ragazzo che amava il verde, e che l’aveva colpita con la palla sulla pancia.

Continua…

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. SaraTricoli ha detto:

    Non ci sono i link che portano hai capitoli precedenti… Dal cell e con poca e scarsa linea non riesco a trovarli 😔sorry

      1. SaraTricoli ha detto:

        😍 grazie 😘😘😘😘

      2. ehipenny ha detto:

        E di che 😆😘

  2. SaraTricoli ha detto:

    Ecco mi sono messa in pari… Spero di non perdermi il seguito, ma qui ho poco campo… Sono curiosa di sapere se finalmente comparirà qualche amico 😉
    Bel racconto, piacevole, scorrevole, anche se… Pur comprendendo la ragazza… Ho avuto un pizzico di fastidio: invece di essere felice di poter andare in vacanza, ma cosa vuoi i giovani sono così ☺️
    Pubblicherai una puntata al giorno?

    1. ehipenny ha detto:

      Mi fa piacere che ti piaccia! È nato così, di getto, non l’ho nemmeno riletto pensa te… non avevo tempo 😉 In quella ragazza un poco ci rivedo me stessa… forse sono cose che solo noi possiamo capire, credo 😉
      Pubblicheró una puntata al giorno, sì, se ne perdi qualcuna chiedi pure :))

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