Gita scolastica con lei

Hai aspettato quella gita immaginandola accanto a te, eppure adesso che è finita non riesci a pensare ad altro. Alle cinque del mattino eravate lì davanti al pulman, e tu seduta dietro di lei avresti voluto giocare con i suoi capelli scuri, arrotolarli tra le dita e respirare il suo profumo. Con lei sei andata in piscina, quella dell’albergo con i lettini sotto al sole, con lei hai chiuso gli occhi con il timore leggero di bruciarti, ma senza di lei hai fatto il primo bagno, tu che ami la pace ed il silenzio, e potresti quasi addormentarti galleggiando sull’acqua. Ti ha detto che i capelli ti stavano da Dio, e tu hai ringraziato con quel tuo leggero pudore nascosto, perché i suoi complimenti sembrano sempre graffiti nel cielo. Hai desiderato sdraiarti accanto a lei, ma eravate ai poli opposti della piscina, e da lontano la osservavi spiando nel suo mondo, con la vergogna di chi non ha il coraggio di seguire il proprio amore. Insieme vi fermate ad osservare le razze nell’acquario, e sorridi quando ricorda Nemo, sorridi quando lei sorride, e si stupisce come una bambina degli squali che guardano immobili il mondo fuori dalla vasca. Poi la perdi di vista, e non la ritrovi più. Rimani ad osservare quell’acquario con la speranza che da un momento all’altro torni, ma non torna mai. È come una molla il rapporto tra di voi, e minuscoli momenti vi uniscono come una scossa elettrica, momenti di poche parole spesso sue, ed un tuo sorriso che risponde complice. Sul pulman la osservi da lontano, quando con un piede gioca con la palla, e vorresti tanto giocare con lei. Poi ritorni dalla prima immersione nelle acque fredde del mediterraneo, e stai male, hai un mal di testa che pulsa fino nelle vene, ma poi la incontri, lei che ha la pelle chiara e una voglia matta di stare al sole. Si preoccupa per te, ed è come una carezza quel suo dolce modo di chiederti se stai male, se vuoi qualcosa per questo dannato mal di testa che a volte vi colpisce, ma lei la rende ancora più bella e fragile. Istanti impercettibili che un poco ti fanno passare quel mal di testa, un po’ come una doccia calda, che scivola sul corpo in una cascata continua. Hai decido che sott’acqua non ci torni, non adesso, non senza di lei. Hai deciso che vuoi vivere ogni momento, assaporare ogni occasione. E ti ritrovi per dieci minuti su di uno sdraio a bordo piscina, da sola, e pensi. Pensi che vorresti quella persona, vorresti che venisse adesso e invece non arriva mai. Pensi che ogni volta la vedi più irraggiungibile e ogni volta la desideri sempre di più. Pensi che questa non è la vostra gita, in fondo vi siete solamente incrociate tra i corridoi dell’albergo quando di sera la tua stanza andava a dormire, ma tutti gli altri correvano verso la vita. Pensi che vorresti avere più coraggio, magari il coraggio di scappare, oppure il coraggio di stare da sola per un po’. Ma c’è quella persona che ti manca terribilmente. Tante promesse trascorse nell’assenza, e il ricordo di quella gita scolastica in cui quella persona c’era eccome, ed è stata la tua salvezza. La vorresti qui, adesso, ma non c’è. Aspetti chi non arriva, sperando che da un minuto all’altro arrivi lei, con quel suo sguardo un poco severo e dipinto di verde, lei rapita da una persona che non sei tu, ma che invidi da morire. Sei da sola a bordo piscina, ma questa solitudine ti sta stretta. Doveva essere una gita bellissima, eppure sembra la sceneggiatura di un film, con i colpi di scena che fanno più male di una spada. Poi arriva, quella persona, arriva e ti risvegli come in un sogno sdraiata a bordo piscina accanto a lei. Puoi perderti a contare le sue lentiggini sulla pelle chiara, e vorresti terribilmente prenderle la mano, spalmarle la crema là dove il sole ha già arrossato la carnagione candida, e poi correre in piscina, e tuffarvi assieme, strette in un abbraccio amico. E invece rimani a respirare l’odore della sigaretta quando brucia, che soltanto lei riesce a rendere così piacevole. Vorresti avere il coraggio di fare il bagno con lei nella piscina, e invece non ci sei tu, ma un’altra persona. Già ti manca quando si alza e la vedi allontanarsi da te, rapita dalla tua paura di dire sempre la cosa sbagliata. “Io le odio le creme che si spruzzano, schizzano dappertutto”, azzardi. E ti incanti davanti a quel sorriso che non ha mai smesso di brillare. Poche parole scambiate nel vento, poche parole che bastano a convincerti ancora che lei ha un cuore buono, e che ingannarsi non ha senso. Capisci che hai sempre avuto ragione su di lei, ma mai quelle risposte hanno brillato come ora alla luce del sole. E vorresti sussurrare al suo orecchio che è speciale, ma non lo fai. Vorresti voltarti verso di lei e parlare, ma non sai cosa dire. Te ne resti in silenzio aspettando che il tempo passi, cercando di catturare la sua voce limpida mentre i ragazzi si tuffano in piscina. Qualcuno la prende di peso e la lancia in acqua, ma non sei tu. Qualcuno si tuffa con lei, ma non sei tu. Ti manca il coraggio di offrirle l’amicizia che vorresti. Perfino in gita scolastica, quando ogni distanza è dimezzata, quando l’unica cosa che conta é divertirsi. Ma sono anche le gite in cui ogni dettaglio è importante, perfino il viaggio in pulman, quando ti ritrovi a due passi da lei senza poterla vedere, e perfino quando basterebbe allungare il braccio per avvolgere le dita tra i suoi capelli ricci. Tiene la testa tra le braccia, e combatti contro quella parte di te che vorrebbe terribilmente alzarsi e andare da lei, chiederle se sta male come te lo ha chiesto lei, offrirle una mano come te l’ha offerta lei.Ma sei costretta ad inseguire la massa, ad entrare dentro ad una galleria della miniera di ferro, a indossare un dannato casco giallo che scivola dalla testa, eppure c’è lei. Lei che ha paura, e vorresti tanto avere quel coraggio che ti manca, il coraggio di prenderla per mano e accompagnarla nel buio, il coraggio di sussurrarle nelle orecchie che andrà tutto bene, che non succederà niente, il coraggio di abbracciarla sulle spalle e sentirla fragile tra le braccia. Non ce l’hai, quel coraggio, ma in quell’istante quasi impercettibile senti la sua pelle calda a contatto con la tua, e il suo profumo pervadere il tuo cuore che comincia a battere veloce. L’istinto quasi riesce a vincere le catene che ti bloccano, ma una gita scolastica non cambia le persone, non cancella le paure. E la perdi così come non l’hai ottenuta. Uscite dalla miniera insieme, e mentre cammini la senti alle tue spalle come una sicurezza. Resta solamente l’ultima serata di questa gita che scorre sempre davanti al tempo. Una serata passata sulla spiaggia, e tu che ti proteggi dal freddo abbracciando il giubbotto. Aspetti sempre quella stessa persona, che prima c’era, prima ti guardava, e insieme cantavate le canzoni di Vasco Rossi camminando nella strada buia. La aspetti come si attende la luce del sole al mattino, ma non arriva mai. Regna solamente lo scricchiolio dei popcorn, l’accendino che illumina con un lieve bagliore e le onde del mare. Quasi te ne dimentichi, ma non ci riesci. Ti manca anche se è da due passi da te, ti manca guardarla di nascosto, ti manca ascoltare il suo entusiasmo quando dice di voler fare il bagno di notte. Ed anche quando ritorni nella tua camera sai che non troverai quella persona, e chi lo sa quando ti capiterà di nuovo di averla così vicina, e la possibilità di vincere o di perdere tra le tue mani. Forse mai più. Mancano in fondo tre ore soltanto da trascorrere a scuola, l’unica certezza che hai di vederla, e magari di scambiare una parola con lei. L’ultimo giorno, e poi l’ultima colazione. Forse il destino, forse il caso, ti hanno concesso l’ultimo tragitto con quella persona che ha reso la tua gita un po’ più speciale, e ti rendi conto che é finita. È finita quando ti chiede come ti vesti, perché probabilmente pioverà, e nemmeno tu lo sai. É finita quando esci dalla tua stanza per l’ultima volta e lei è lì, con la sua valigia accanto e lo zaino sulle spalle. È finita quando caricate i bagagli dentro al pulman e correte a sedervi. É finita quando per l’ultima volta vi riunite davanti ad uno splendido panorama per la foto di classe, e sorridi, perché forse sta sorridendo anche lei. Finisce la gita scolastica con un viaggio in pulman che vi tiene lontane, ed un’ultima immagine di lei che trascina da sola la valigia sulla strada, e tu che in cuor tuo le dici grazie. Grazie perché hai reso questa gita qualcosa di bellissimo.

7 pensieri su “Gita scolastica con lei

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