Giornata mondiale contro l’omofobia

E ancora oggi siamo qui, a combattere contro una paura intrisa di ignoranza, quando dovremmo vantarci di essere i primi esseri umani ad aver attraversato tutti questi secoli. Ma ancora abbiamo paura. La paura del diverso, la paura di ciò che non possiamo capire perché ci manca la capacità di metterci nei panni degli altri. Paura dell’uomo nero, paura del ragazzo omosessuale. Ne ho sentite tante, credo che non giungerà mai un tempo in cui nessuno avrà più paura, ma in questa giornata vorrei riflettere su quello che ancora sembra fare così paura. L’amore? È forse questo? Un amore che dicono “contro natura”, ma la natura nello stesso tempo permette i terremoti, gli alluvioni, e non dovrebbe quindi permettere l’amore? Mi domando quale sia la differenza tra un ragazzo omosessuale e un ragazzo eterosessuale. I loro sguardi, innamorati, lucidi davanti a quella persona che di notte tormenta i loro sogni, brillano entrambi di gioia. I loro sorrisi davanti alla vita, quella che ha mostrato loro la strada giusta e presentato loro le persone speciali che ora tengono per mano, luccicano alla luce del sole. I loro cuori battono all’unisono mentre corrono uno accanto all’altro verso le persone che amano, e sì, è amore, lo stesso identico amore che confonde, prende a schiaffi, e fa volare. Siamo spaventati da un amore che non riusciamo neanche a vedere, noi troppo occupati a cercare di costruire un’umanità piatta, fatta di eguali e priva dell’unicità propria dell’uomo. Abbiamo paura così come abbiamo paura del buio, come se l’omosessualità fosse qualcosa di oscuro. C’è chi li condanna, chi li accusa, chi li deride, e chi stringe loro la mano, perché in fondo loro hanno quel coraggio a molti di noi manca, il coraggio di essere sè stessi in un mondo che costruisce muri, il coraggio di aprire le porte che le persone ignoranti chiudono. E non dico che siano migliori perché una minoranza da proteggere, non dico che abbiano qualcosa in più e nemmeno qualcosa in meno. Dico che non dobbiamo avere paura di un nostro simile. Perché invece non li ascoltiamo per una volta? Perché non li guardiamo negli occhi, e cerchiamo di vedere quella differenza di cui tanto parliamo, quando siamo ancora convinti che i ragazzi gay vestano rigorosamente di rosa? Forse non é solamente colpa nostra, non so. In fondo siamo accerchiati dai pregiudizi, fin dal primo momento in cui la bambina con gli occhiali diviene “quattrocchi”. Giudichiamo, non facciamo altro che giudicare, e perfino l’amore, quel sentimento purissimo che dovrebbe rimanere come un tesoro chiuso in un forziere, perfino l’amore abbiamo la pretesa di giudicare, noi che fatichiamo a trovare la nostra strada ma quella degli altri pare di conoscerla sempre. Interpretazioni di una religione che come un passaparola sono mutate negli anni, ma la sostanza é rimasta sempre la stessa. Eppure perché io sono convinta di una cosa? Se davvero esiste questo Dio, se davvero “la bontà infinita ha sì gran braccia, che prende ciò che si rivolge a lei” (Dante, Purgatorio III), come potrebbe questo Dio definire un uomo diversamente da un altro uomo, solamente per il suo amore? Mi tormenta il fatto che i secoli siano passati, ma noi siamo ancora qui ad avere paura di noi stessi. Abbiamo paura del mondo in cui viviamo, abbiamo paura di chi non ha una casa, e ci domanda soli pochi spiccioli. Abbiamo paura di chi vive in quei paesi lontani anni luce con la speranza di una vita dignitosa. Voltiamo la testa dall’altra parte quando un uomo è senza una gamba, quando una donna porta il velo, quando un ragazzo bacia un altro ragazzo. Ma guardiamoci attorno, chiediamoci se davvero qualcuno abbia compilato un elenco di tutti noi esseri viventi, se davvero esista l’etichetta “omosessuale” scolpita nella fronte. E perché allora avere paura? Paura di cosa? Paura dell’amore? Paura di andare troppo avanti? Eppure al tempo dei romani la mentalità era diversa. Possibile che i romani fossero più avanti di noi? E possibile che dopo ventuno secoli dalla nascita di Cristo ancora debba esistere una giornata contro la paura dell’omosessualità? È amore, solamente amore, niente più dell’amore. E sappiate che il rosa lo possono indossare tutti quanti.

9 pensieri su “Giornata mondiale contro l’omofobia

    • giornate mondiali sempre contro qualcosa e molti nemmeno lo sanno, anche se non so a cosa possano servire. Mi accorgo che siamo sempre gli stessi a fare queste considerazioni. Sempre gli stessi ed il nostro vociare, divulgare, incitare, convincere mi sembra che ci torni indietro come una palla contro il muro ed in questo tragitto non riesce a sfiorare nessuno nessuno

  1. Io non credo comunque che l’omofobia sia scaturita dalla paura, quanto piuttosto dalla facilità di sentirsi migliori degli altri …che poi…migliori per cosa?

  2. Pingback: Per ferragosto 3 ricordi | ilmondodelleparole

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