Seconda lettera alla mia mamma

Cara mamma,
Da poco è stato il tuo compleanno, ed io ti ho scritto un orribile biglietto su consiglio del babbo. Non ho fantasia per queste cose, lo sai. E pensare che noi due non ci parliamo quasi mai chiaramente, io troppo occupata a capirmi, e tu così occupata a portare avanti la casa e la famiglia. Eppure non ho mai rimpianto nemmeno un momento, perchè tu ci sei sempre stata e ci sei tutt’ora. Tu mi capisci in una maniera soltanto tua, di nascosto, leggendo i miei silenzi e le mie vaghe allusioni, perchè sai interpretare le mie risposte concise, e scusami, mamma, davvero, se a volte non dico altro se non un sì o un no. È che non è facile, a volte. Noi due siamo strane, due donne che vorrebbero sempre avere ragione, ma poi soffrono ad ammettere di avere torto, perchè pare come un segno di arresa. Siamo uguali, e a volte ci facciamo del male. Siamo orgogliose, e questo l’ho preso da te, mamma. Tu che mi hai portata nella pancia per nove mesi, ecco, tu mi hai insegnato a lottare per ciò che desidero, ma nello stesso tempo leggo nel tuo sguardo una sorta di malinconia. Lo so che la vita è stata ingiusta con te, tu che hai sempre sacrificato tutto, tutta te stessa per gli altri, e per me. Mi hai detto una sera che hai vissuto la tua vita per me, tua figlia, ma io non ho mai saputo dirti apertamente grazie. E voglio dirtelo ora, perchè ripenso a questi miei ancora pochi anni, e tu mi hai accompagnata sempre, e poi vegliata, quando ti chiedevo di lasciarmi riflettere e tu rispettavi i miei spazi perchè sapevi che stavo crescendo. Non ti ho mai detto se ero felice o se ero triste, se avevo voglia di un gelato, se mi sentivo sola o se semplicemente ti volevo bene. Non abbiamo mai parlato sedute davanti ad un tavolo, perchè ci siamo sempre capite così, al volo, dalle parole fluttuanti e dalle poche carezze che mi strappi la mattina. Un giorno mi piacerebbe diventare come te, mamma. Sì, perché tu hai una forza potentissima dentro. Hai saputo vincere i demoni che ti hanno portato via la speranza di un figlio maschio, e a me quella di un fratellino. Ma ero piccola, talmente minuscola che non ricordo nemmeno se ho pianto. Ma in fondo la nostra vita è qui, e con te sto bene anche senza dire niente, perché lo so che tu sarai sempre al mio fianco. Mi dispiace, mamma, se rendo tutto così difficile. E so che la mattina lotti con te stessa prima di prendere il mio cellulare e sbirciare qualche mio piccolo pensiero. Ma io ti lascio fare. In qualche modo mi cullo nella certezza che di me sai tutto, anche ciò che non dico, anche ciò che tengo nascosto, le mie amicizie, i miei interessi, i miei sogni un poco folli. A volte quasi sono contenta di sentirti entrare nella mia camera e guardarmi come una mamma guarda il proprio figlio piccolo, sento il calore del tuo sguardo nell’oscurità, e aspetto che sia la tua voce a svegliarmi, perchè il trillo del cellulare non ha nessun effetto. Ma tu sei tutto in questa casa. Ti ammiro perchè sai distribuire amore anche a chi non lo merita, ma sei determinata nelle tue decisioni, sai difendere il tuo spazio, sai vivere la tua libertà. A volte vorrei avere una briciola della tua forza. E vorrei che non fosse così difficile. Mi piacerebbe che il destino non si accanisse sulle persone buone, non su di te, che meriteresti tutto il bene del mondo, e quello che io forse non ti so dimostrare. Così te lo scrivo in una lettera che ti voglio bene, perché tu lo sai bene quanto io mi trovi a mio agio con un pezzo di carta ed una penna, lo sai senza che io te lo abbia mai detto. Lo vedi? Madre e figlia, siamo noi. E ci completiamo a vicenda con quel nostro origliare la vita dell’altra, perchè siamo troppo orgogliose per chiedere aiuto e per domandare “Come stai?”. Mamma, oggi è la tua festa, e andremo tutti assieme al ristorante. Ricordo quando da bambina ci andavamo spesso, erano altri tempi, e forse quei tempi mancano anche a te. Ma nulla può impedire il corso degli anni, così voglio dirti grazie, un sincero grazie che mi esce dal cuore, grazie per quello che sei. Ma sii felice, tu lo meriti più di molti altri, e non esitare a lottare come sai fare tu per raggiungere quella sfuggente felicità che a volte ti adombra il volto. E poi abbracciami, è da tanto che non lo facciamo, e mi piacerebbe molto, mamma, sentire il tuo profumo e assaporare il calore del tuo corpo a contatto con il mio. Ci capiamo anche così, noi due: nel silenzio di un abbraccio speciale. Ti voglio bene, mamma. Non smettere mai di sognare.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giusy Lorenzini ha detto:

    Fai bene a sviscerare i tuoi sentimenti, io ho dei rimpianti, per le parole che non gli ho detto…baci, Giusy

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie mille! Mi spiace… ma sono certa che anche i tuoi silenzi abbiano parlato :))

      1. Giusy Lorenzini ha detto:

        Si pensa che quel momento terribile non arrivi mai…e invece arrivò, inaspettatamente…

      2. ehipenny ha detto:

        È vero… non penso accadrà mai aspettatamente…

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