Pizza Tag

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La pizza è per me come un rito. In famiglia, è la pizza del sabato sera. Con le amiche, è la fetta di pizza in centro. Con la mitica zia, è la pizza del nostro pigiama party. In montagna, era quell’andare a prendere la pizza e portarla in casa, con il babbo. Ho tanti racconti legati alla pizza, ecco il perché delle mie autonomine, approvate rispettivamente da Luci di Do e Cix.

Le regole? Intuibili:

● Usare l’immagine originale del Tag;
● Citarne l’ideatore: Niente Panico,  e ringraziare chi vi ha nominato;
● Raccontare che pizza scegliete, il perché, come la mangi e l’intreccio con la tua personalità;
● Taggare altri bloggers.

Da piccola la pizza non mi piaceva. Non quella a fette, preferivo il calzone con mozzarella, pomodoro e prosciutto cotto, che quando lo tagliavo liberava tutta la salsa fuori, assieme ad un profumo meraviglioso. Poi ho cominciato ad abituarmi alla pizza, e sono rimasta incantata dalla pizza con i wurstel. Solitamente quando scopro una pizza nuova, è un po’ come un amore a prima vista, non penso ad altro, e ordino sempre solo quella. Ho quindi trascorso mesi mangiando la pizza quattro stagioni, ma senza i carciofi, con olive, funghi e prosciutto cotto. Poi la pizza con lo speck, quella ai funghi, quella alla salsiccia, ed ora sono nella fase “margherita con mozzarella di bufala e pomodorini”. Faccio raramente esperimenti con la pizza, tradizione vuole che in montagna io ordini la boscaiola con salsiccia e funghi porcini, mentre in pizzeria, seduta al tavolo con estranei, preferisco una semplice margherita. Tutti hanno sempre esclamato, guardandomi, “MA COME MANGI QUELLA PIZZA?”. Ma perché essere banali? Non appena mi arriva la pizza davanti comincio a tagliarla, prima in due, poi in quattro, infine in otto, con fette perfette. Quella con la crosta più grossa o più bruciata è la prima che mangio. Poi quella con meno condimento. Poi quella più piccola. Arrivo ad avere solamente due fette nel piatto. E trasferisco quindi i pezzetti di salsiccia o funghi porcini o quel che rimane, tutto su una fetta sola. Mi piace pensare che la fine sia la più gustosa, un riepilogo di tutta la pizza racchiuso in un triangolino di pasta. Ho sempre fatto così, lo faccio anche adesso, nascondendo la mia operazione di travaso e fingendo che gli ingredienti cadano accidentalmente nel piatto. Non riesco a farne a meno. Mi piace gustare una fine che sia esplosiva, così come faccio fatica a rinunciare alla pizza di sempre. Intrecci con la mia personalità? Forse quel timore di vedere la pizza esaurirsi, e il mio cercare di modificarla per renderla piacevole. Le mie fissazioni, come un amore che ancora si deve esprimere del tutto. Il mio perfezionismo, quel non voler mangiare una pizza tagliata per metà, il voler fare tutto subito, per poi mettere via il coltello e bruciarmi le dita delle mani con la mozzarella filante. Il mio affrontare prima il bruciato, il poco condimento, le fette venute male, quelle più spiacevoli, meno buone, se possibile. E con gli estranei, quel mio mostrarmi neutra, nascondendo la passione per la pizza wurstel e patatine creata per i bambini.

Non nomino nessuno, in fondo penso che in tanti siano pronti a narrare il proprio rapporto con la pizza, e non sarò certo io ad impedirlo. Fatevi avanti!

15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Cix79 ha detto:

    Mi piace il tuo stile ma io ho utilizzo una filosofia diversa, opposta! Prima le parti migliori e poi quelle con meno ingredienti! All’inizio mi abbuffo e quando sono sazio mangio le parti più light 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Ha senso anche il tuo metodo, non c’è che dire, almeno le parti migliori le mangi subito… anche se finirei col non godermele 😉

  2. SognidiRnR ha detto:

    Bella la tua storia, mi è piaciuto come ti sei raccontata con la pizza! 😀 Questo tag è geniale,ne sto leggendo tanti di post a riguardo ma il tuo mi è piaciuto troppo! 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Infatti volevo partecipare, la pizza ha un grande ruolo ;D Mi fa piacere che ti sia piaciuto, grazie!
      Un abbraccio 🙂

  3. la lella ha detto:

    La pizza è il rito del mercoledì sera: prima si cena, 20 minuti dedicati a conoscersi, scambiarsi opinioni, esperienze,…. poi si comincia a “lavorare” tutti insieme. Se non avessimo “la pizza” non ci conosceremmo nemmeno

    1. ehipenny ha detto:

      È proprio vero che la pizza unisce tutti 😀

  4. therealsadness ha detto:

    Quindi non ti piace il pezzo più bruciato? Io lo adoro, chiedo sempre che sia “ben cotta” (pochi camerieri mi ascoltano, però).

    1. ehipenny ha detto:

      Io non lo sopporto, se c’è troppo “nero” non lo mangio neanche.. lo so, sono difficile ;D

  5. Io sono nella fase pizza bufalina, se la acquisto… svuotafrigo con un pizzico di nduja se la faccio a casa

    1. ehipenny ha detto:

      Ti capisco perfettamente! 😀

  6. kikkakonekka ha detto:

    Io so che fa male la crosta bruciacchiata, ma mi piace pure quella!

    1. ehipenny ha detto:

      Io non riesco a mangiarla! Mi piacciono le croste belle morbide 😀

  7. Bellissimo post con un’eccellente analisi psicologica 😃

    1. ehipenny ha detto:

      Grazie infinite! ☺😃

      1. Buona giornata cara!

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