Discoteca

Appurato che non sono un animale da discoteca ma da film popcorn e copertina, ammetto anche che provo un certo ribrezzo per le discoteche che oggi popolano la città. Sarà anche un gusto personale, certo. Ma vorrei vedere voi in fila per un’ora in mezzo al freddo, schiacciati come sardine ancor prima di entrare. Poi, aprono i battenti, e si entra. Un fiume umano si riversa dentro al locale. E iniziano le varie commissioni, dai il biglietto, ricevi un altro biglietto, poi il timbro sulla mano, il cappotto nel guardaroba, e ti danno un altro bigliettino, così ti ritrovi le mani piene di foglietti e una mandria di bufali che già salta alle tue spalle. Per ambientarti ci vuole almeno un’oretta e mezza di musica House sparata a palla e gente che sembra si stia facendo la doccia con l’aria, e si dimena come un serpente tirando gomitate a destra e a sinistra. Non che poi, una volta ambientata, sia meglio. È sempre tutto uguale. La stessa musica “TUM TUTUM TUTUM TUTUM”, che forse un martello pneumatico sarebbe più piacevole. E la gente continua ad agitare forsennatamente le braccia come se non ci fosse un domani. La pista è solitamente un buco, un pozzo che rigurgita ragazzini infoiati e trentenni pervertiti che palpano i posteriori delle quattordicenni. Così continui a muoverti roboticamente e nel contempo scansi le mani dei pervertiti che sembrano tenaglie. Nel mio caso, poi, il mio muovermi è abbastanza paragonabile a quello di un pezzo di legno. Manina su, manina giù, ondeggia, salta, manina su, manina giù, ondeggia, salta. Una catena di montaggio del ballo. Poi arriva il momento del fotografo. E devi prendere consapevolezza che qualsiasi espressione cercherai di fare, nella foto sembrerai sempre una balena ubriaca. È matematico. Anche perché le luci intermittenti psichedeliche ti danno su i nervi, e inizi a non capire più niente. Però continui a muoverti, per difendere il centimetro quadrato di spazio a tua disposizione. Le uniche pause per i timpani sono in bagno, dove nascono i selfie peggiori coi cessi come panorama. Il tutto si ripete quattro o cinque volte, finché qualcuno si arrende e comincia a bramare silenzio e aria che non sia popolata da nuvole di fumo. Si deve uscire. Altro giro di commissioni lungo il perimetro del locale, paga il guardaroba, ti danno un foglietto, ritira la giacca, altro foglietto, mostra il timbro sulla mano, e finalmente esci. Alla fine della serata hai accumulato più foglietti che passi di danza veri e propri. Oltretutto appena esci pare ti debba venire una bronchite di lì a pochi minuti, perchè dentro c’erano cinquanta gradi e fuori meno venti, che pare il polo nord. Non senti assolutamente niente, ti sembra di avere del sughero piantato nelle orecchie. I piedi ancora ondeggiano sulla musica House martellante che sguscia fuori dal locale. Ma intanto torni alla vita reale. E cerchi la macchina parcheggiata in Olanda perchè la discoteca è imbucata dietro a un bosco di edera che non la vedi nemmeno col binocolo. Però un po’ come in Hansel e Gretel, vedi le tracce. Bottiglie, bicchieri, tacchi, spruzzi di ragazzi e ragazze che vanno e vengono come le onde. Sembra un po’ una processione. Poi entri. E ti sembra un manicomio con una brutta colonna sonora. Va bene, non sono certo io la tipa da discoteca, lo ammetto, lo so. Anzi, tutt’altro. Io amo il silenzio, la tranquillità, i miei spazi. Amo l’alba e il tramonto, i suoni dolci, la bella musica. Non fa per me. Ma come si dice sempre: mai giudicare senza aver provato.

20 commenti Aggiungi il tuo

  1. Bloom2489 ha detto:

    Sottoscrivo ogni parola 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Qualcuno che condivide, che bello! 😀

      1. Bloom2489 ha detto:

        Ho pensato la stessa cosa leggendoti haha una volta sono stata in una discoteca francese, la musica era fatta solo di suoni metallici e meccanici. Orrore xD

      2. ehipenny ha detto:

        Orrore Sì! Posso solo immaginare 😀

  2. lulasognatrice ha detto:

    Ahahah stupendoooo 😀
    Io ho giudicato, provato e… il giudizio era identico al precedente 😀

    1. ehipenny ha detto:

      Ottimo, finalmente qualcuno che comprende! 😀

      1. lulasognatrice ha detto:

        😀

  3. Erik ha detto:

    ah me da ragazzo la discoteca sarebbe anche piacuta, se non ci fosse stata la musica…. musica ehm, suoni…. suoni ehm, rumori, rumori ehm .. si insomma.. ecco ero interessato da altre” forme d’espressione” che però fortunatamente si trovavano anche altrove…. 🙂

    giustamente però per giudicare bisogna provare, poi dopo che il giudizio diventa lecito, c’è poco altro da aggiungere…

    poi ovviamente, vale la regola generale del, piace alla gente che piace…

    ma piacere, evidentemente, non è una priorità assoluta di tutti.. senza la quale non si può vivere 😛

    1. ehipenny ha detto:

      “Altre forme d’espressione” dici

    2. ehipenny ha detto:

      Ops, ho cliccato per sbaglio… continuo: dici? Piace alla gente che piace, sto cercando di dargli un senso ma mi confonde… però sicuramente hai detto giusto, piacere non è una priorità assoluta di tutti 😉

      1. Erik ha detto:

        vediamo se ho compreso la precisazione richiesta dal messaggio interrotto…. 🙂 forse doveva essere così: altre “forme” di espressione… tutto si deve riferire al perchè praticavo il rituale della discoteca.. 🙂

      2. ehipenny ha detto:

        No quello penso di averlo capito 😛 Mi è uscito un commento confuso così spaccato a metà hahaha, diciamo che stavo meditando sulle altre forme di espressione 😁

  4. Papillon1961 ha detto:

    Sembra che il tempo abbia banalizzato tutto… Siamo a rimpiangere i tamarri alla Toni Manero…

    1. ehipenny ha detto:

      O un po’ di silenzio in riva al mare 😀

  5. Cix79 ha detto:

    io amo l’alba ma non mi piace svegliarmi presto, quindi io e lei ci vediamo di rado! 🙂

    1. ehipenny ha detto:

      Non sono esperta di matematica ma… direi che sì, proprio di rado! 😀

  6. enricogarrou ha detto:

    Quando ero giovane pensavo esattamente come te. Un abbraccio cara e viva l’albe e il tramonto, sempre.

    1. ehipenny ha detto:

      Un abbraccio forte 🙂 Li vivró, grazie mille!

  7. kikkakonekka ha detto:

    Ciao Penny.
    Io ho qualche annetto più di te, ma in discoteca ai miei tempi ci andavo parecchio perché, incredibile a dirsi, mi piaceva.
    La mia compagnia di amici amava la discoteca (siamo alla fine degli anni ’80 ed inizio ’90) la musica era molto ‘commerciale’ ed in effetti a me piaceva anche solo ascoltarla. L’atmosfera da discoteca mi affascinava, e spesso non ballavo proprio (tra l’altro ero negato), ma stavo magari in disparte e mentre sorseggiavo la mia bibita (di solito un gin lemon) e semplicemente parlavo con gli amici.
    Avevamo anche ‘amiche’ nel gruppo, ma non vi erano coppie, forse un po’ inusuale pensando ai giorni nostri.
    Io ricordo con un po’ di nostalgia quei tempi, anche se come oggi accadeva di ammalarsi all’uscita causa sbalzo termico o di non trovare l’auto parcheggiata chissà dove.

    K!

    1. ehipenny ha detto:

      Eh allora certe cose non sono cambiate! Sarà che forse ancora la conosco poco, ma non fa per me… per parlare con gli amici preferisco altri posti, per uscire con gli amici stessa cosa 😉

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