Lettera allo zio e alla zia prima di partire

Ciao zio, grazie di tutto. Da dove posso iniziare… Tu sei arrivato nella mia vita un paio d’anni fa, ed io nemmeno me lo ricordo, quando ti ho visto la prima volta. Inutile dirti che siamo diversi, lo vedi da te. Tu grande e grosso, un gigante buono. Ed io una ragazzina che ti guarda dal suo metro e non ricordo quanto. Il giorno del tuo matrimonio io c’ero, e c’ero a lanciarti il riso addosso, c’ero al pranzo, e c’ero anche dopo. Non siamo così in confidenza da dirci tutto, come se ci conoscessimo da una vita. No, non lo siamo. Ma non ci ha impedito di ridere, e anche di fare i seri. Non lo so che cosa pensi di me quando stiamo assieme, e da un lato mi sento così lontana da te e dal tuo mondo, ma dall’altro vorrei farne parte. E poi mi regali un viaggio nella città che amo, che da tanto tempo sogno di visitare. Che ti devo dire? Che ti ringrazio? Forse non basta, non lo so. Ci conosciamo relativamente da poco, ma sono abituata a te, al tuo sorriso, al tuo essere sempre felice. É vero, sei fortunato. Ma è forse una colpa? Ti ho fatto conoscere ciò che mi compone, la musica, la scrittura. Ho preso in mano la chitarra davanti a te, ma non sono riuscita a vedere i tuoi occhi. Peccato. Papà mi ha detto che mi ammiravi. Io non lo so. E poi ti ho fatto leggere una poesia, quella che hanno pubblicato nell’antologia. E mi hai detto che non la capivi, però l’hai letta, l’hai letta fino alla fine. È che mi hai dato fiducia, mi hai dimostrato che non importa vedersi o conoscersi per volersi bene. È brutto dire legame di sangue, anche perché del mio sangue, nel tuo, non ce n’è nemmeno una goccia. Ti sei person tanti giorni della mia vita, ma ora sei zio un’altra volta. Forse a Londra porterai anche loro, i tuoi nipotini nuovi nuovi. Però oggi ci sono io, ci siamo noi. E vorrei ringraziarti per questo regalo. Ringrazio te, ringrazio la zia. Salirò sull’aereo che fino a questo momento ho solamente immaginato, e ci salirò con voi. Forse sarà l’occasione di conoscerci un po’ di più, di avvicinarci come due pianeti che si attraggono, di respirare la stessa aria per più di qualche ora, due giorni. Non lo so di chi sia stata l’idea, ma so che hai, avete pensato a me. E di questo vi ringrazio. Vi ringrazio perché nel regalo conta il pensiero, ma il vostro è un pensiero in grande. Grazie, e ci vediamo presto, l’aereo sta per partire. Lo sto aspettando con una strana eccitazione addosso, come fosse diverso da tutti gli aerei che ho preso fin’ora. Ma è solo un aereo, sono solo due giorni, mi ripeto. Andrà bene, perché nel regalo conta il pensiero, ma il vostro è un pensiero in grande. Grazie.

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